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Matteo Aicardi, il Settebello guarda lontano: "Sacrificio e umiltà per arrivare in acqua e... in alto"

condividi su facebook condividi su twitter Di: Francesca Ceci 23-12-2014 - Ore 18:15

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Matteo Aicardi, il Settebello guarda lontano:

Mi bastano meno di 10 minuti con Matteo per capire che non si diventa campioni (in questo caso del Mondo) per caso e che dietro al successo di un atleta c'è prima l'impegno e l'umiltà di un ragazzo che non si è mai montato la testa.

Il sorriso da bravo ragazzo è di quelli che rassicurano le mamme e fanno impazzire le figlie, un palmares da fare invidia, risultati raggiunti con tanti sacrifici e lavoro.

Dopo un lungo infortunio, Matteo Aicardi, centroboa del Settebello e della Pro Recco, torna in Nazionale. Capodanno di lavoro in California a Long Beach dal 27 dicembre al 5 gennaio (tre amichevoli ufficiali con gli Usa il 28 dicembre a Newport, il 30 dicembre a Ucla e il 3 gennaio all'Usc University) e l'azzurro, prima della partenza, si racconta in esclusiva a Insideroma. Ecco quello che ci ha detto

Matteo, in una recente intervista ti ho sentito dichiarare: "A me le cose facili non piacciono" Tante battaglie in acqua...Ce n'è una che ricordi più delle altre?

Sicuramente la più difficile è stata la finale dei Mondiali nel 2011 a Shangai. Un po' per la partita in sé, aggiungi che il mio compagno di ruolo era stato espulso, nella pallanuoto occorre essere sempre in due perché è cosi faticoso che non riusciresti a fare da solo, quindi ho dovuto giocare il terzo e il quarto tempo, i supplementari..quindi si, la più difficile.

Campione del Mondo di Shangai nel 2011. Chiudi gli occhi, l'ultimo minuto prima del fischio finale. Cosa passa nella testa di chi fa sport come te e sa che è a un passo dal sogno..quei 60 secondi infiniti..

Abbiamo fatto gol noi, loro avevano la palla e sono andati in attacco, mancavano 30 secondi. Io ero praticamente morto, mi trascinavo, non ce la facevo più, l' allenatore mi teneva dentro in attacco e quando tornavamo in difesa mi faceva uscire. Quindi io negli ultimi 30 secondi sono riuscito ad uscire e stavo in panchina. Non ho visto ciò che è successo, l'ho visto dopo in tv. Ho cercato di non guardare anche perché loro hanno avuto una palla gol incredibile, palo, fuori.... poi ho sentito il fischio finale, ho visto che i miei compagni esultavano e mi sono buttato in acqua anche io a festeggiare. Un'emozione così forte che mi son quasi uscite le lacrime.

Veniamo alla storia più recente, agli europei di luglio. Un terzo posto che considerando l' inserimento delle nuove leve, puo considerarsi un altro capolavoro del Settebello. Sei d'accordo?

D'accordissimo, abbiamo perso la finale per un gol negli ultimi 14 secondi, abbiamo giocato contro squadre di altissimo livello che abbiamo sofferto anche con una squadra molto forte negli anni precedenti.Quest'anno eravamo molto più giovani, tante facce nuovo, confesso che non mi aspettavo dai miei compagni più piccoli che reagissero cosi bene in cosi poco tempo, perché 4- 5 mesi sono pochissimi, invece si sono fatti trovare subito pronti. Per noi vale tantissimo la medaglia di bronzo, è stata un successo enorme.

 

Il Settebello in Italia vanta una tradizione storica, negli ultimi anni praticamente ha vinto tutto quello che si poteva vincere. Eredità pesante? O orgoglio?

No, non è un'eredità pesante. Io sono di quelli che dal 2010 ad oggi ha preso ogni anno una medaglia, se avessi sentito il peso non avrei vinto cosi tanto. Orgoglio e basta, è uno degli sport di squadra che ha vinto di più a livello assoluto in Italia. E speriamo di continuare a onorare la tradizione, di far capire a tutto il mondo che in Italia la pallanuoto è uno sport molto forte.

Un immenso talento il tuo, una storia che parte da Tovo San Giacomo. Hai sempre mantenuto vivo il legame con le tue radici.

Nel nostro sport per arrivare in alto devi essere forte ma anche molto umile. Ci trasmettono questo, la pallanuoto trasmette umiltà, non puoi essere uno spocchioso, non vai da nessuna parte. Il nostro allenatore si batte molto per questo, il concetto deve essere che noi siamo dei lavoratori, non dei campioni, forse lo diventeremo, ma lo diventeremo solo con l'impegno. La nostra tradizione parte dal lavoro e dai sacrificio, come per altri sport. Io nasco in un paesino piccolissimo, per arrivare a giocare dove gioco ho fatto tanti sacrifici, sono andato via di casa a 15 anni, il sacrificio ti porta a diventare cio che sei. Lo dico con la massima umiltà,chiunque segua le mie orme, spero possa avere lo stesso vigore che ci ho messo io in questi anni. Noi, io per primo, abbiamo raggiunto risultati tramite il sacrificio, ed è più bello.

Se ti dico Rio 2016, che mi dici?

Speriamo di andarci perché l'ultima volta mi sono infortunato un mese prima ed è stata una fatica quindi con i dovuti scongiuri ti dico che spero di arrivarci nelle condizioni migliori.Le basi ci sono, il fattore Olimpiade con una squadra giovane può essere un'arma a doppio taglio. L'Olimpiade non è una competizione qualunque, uno che non è preparato potrebbe fare fatica, ma noi stiamo lavorando e lavoreremo per abituarci a certi tipi di pressione emotiva.

Riti prima della gara? Che so la classica telefonata alla mamma, alla fidanzata...

Ogni anno ne tiriamo fuori una diversa tra tutti, siamo un po' scaramantici. Si va dalla più classica, gli stessi posti in pullman, cerchiamo di darci delle regole anche in questi aspetti più semplici perché se ti dai regole fuori dall'acqua riesci a dartele anche quando sei in acqua. Io mi concentro, sto per affari miei, magari ascolto la musica, mi ritaglio un piccolo spazio per me, ma gesti eclatanti no.

"Basta con questo calcio con le partite che finiscono 0-0, è una palla, giocate a pallanuoto è più bella, diventente spettacolare". Ehm...mi fermo due secondi e faccio notare a Matteo che il nostro portale si occupa di calcio e della Roma. Sorride. Gli chiedo se è sempre convinto di questa dichiarazione. Non hai una squadra del cuore?

Proprio no, sono un po' anticalcio (sorride, ndr). Pensa che la prima volta che sono stato allo stadio è stata domenica scorsa ho visto Genoa -Roma ma non sono un grande appassionato. Sono andato non per tifare, mi piace lo stadio perché mi piace la gente, mi piace il clima che si crea.

Matteo, facciamo un gioco. Ti dico una parola e tu continui la frase con un ricordo

Amicizia

Quelle che ho coltivato nel mio sport, sono fortissime. Tra l'altro, sono nate in modo strano perchè quando sono entrato in Nazionale Tanti dei miei compagni in Nazionale erano avversari, ho legato tanto con loro, condiviso talmente tante cose che siamo diventati grandi amici

Impossibile

Non pensavamo di vincere il Mondiale nel 2011, non per sfiducia, ma perché avevamo davanti avversari talmente grandi..pensavamo fosse impossibile

Sconfitta

Non ho dubbi, la sconfitta a Londra in finale nel 2012, la più grossa ma calmierata dal podio perché quando sali li ti dimentichi tutto, ma quella è stata la nostra e la mia sconfitta più grossa

Sogno

Si collega alla sconfitta ma non lo dico perché sono scaramantico (sorride, ndr)

Matteo, l'ultima è natalizia. Mancano pochi giorni a Natale. L'hai scritta la letterina a Babbo Natale?

Si si, l'ho scritta e la riceverà presto. Siccome sono infortunato da due mesi, gli ho scritto "Caro Babbo Natale, mi mandi per favore una gamba nuova?!".

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