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Addio a Emile Griffith, rivale di Benvenuti e leggenda della boxe

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-07-2013 - Ore 10:49

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Addio a Emile Griffith, rivale di Benvenuti e leggenda della boxe

Se ne è andato a 75 anni Emile Griffith. Fu campione mondiale dei pesi welter e dei medi. Griffith è stato il primo pugile originario delle Isole Vergini a conquistare la corona di campione del mondo professionisti. Pugile tecnico e potente, è stato riconosciuto dalla International Boxing Hall of Fame fra i più grandi di ogni tempo.

24 MATCH IRIDATI — Il suo nome resta fra le pagine più belle della boxe di casa nostra, perché Griffith perse il titolo iridato contro Nino Benvenuti al termine di una sequenza di ben tre incontri fra il 1967 e il 1968. In quasi vent'anni di carriera, dal 1958 al 1977, ha disputato 24 match iridati delle tre categorie di cui è stato campione. Stabilitosi a New York, da dilettante vinse, nel 1958, i New York Golden Gloves. La sua carriera da professionista iniziò nello stesso anno e fu segnata dalla drammatica conclusione del match valido per il mondiale dei leggeri contro Benny Paret il 24 marzo 1962. Griffith lo ridusse in stato di incoscienza; Paret morì dopo nove giorni. A Griffith fu mossa l'accusa di aver volontariamente infierito sull'avversario anche a causa di presunte dichiarazioni offensive riferite alla sua omosessualità.

85 VITTORIE — Traumatizzato, Griffith sconfisse Dick Tiger conquistando il mondiale dei medi, nonostante in molti sostenessero che, dopo la morte di Paret, non fosse più al massimo livello. Poi arrivò la resa contro Benvenuti. Altri famosi avversari di Griffith furono: Rubin Carter, Denny Moyer, Luis Manuel Rodríguez, Carlos Monzón, José Nápoles e Eckhard Dagge. Il record di Griffith è di 85 vittorie (25 ko), 24 sconfitte (2 kp) e 2 pareggi oltre a un no-contest contro Juan Carlos Duran ottenuto a Roma l'11 marzo 1964.

L'AMICO-AVVERSARIO — "Devo molto ad Emile Griffith, perché grazie ai tre match contro di lui mia fama è aumentata. Senza sarebbe stata di un livello minore". Così Nino Benvenuti ha ricordato l'amico e storico avversario per la corona mondiale dei pesi medi. "Era un pugile di tale valore che vincere contro di lui doveva rimanere per forza iscritto negli annali della boxe - ha continuato Benvenuti -. Io mi sono reso conto del suo livello quando ho visto come era considerato negli Stati Uniti, quando arrivato a New York, mi davano del pazzo a pensare di poterlo battere". L'ex campione triestino, poi, ha un ricordo particolare di quei tre scontri: "Quello che conta di più per me, forse, più che quelli che ho vinto, è quello che ho perso. E questo non per il fatto che in quell'incontro non ero in condizioni ottimali, come negli altri. Ma per quello che ho sofferto sul ring per non finire battuto kappao. Perdere ai punti per me è stata una vittoria, e anche se c'è stata grande differenza nel punteggio, dentro di me so cosa ho dovuto fare per finire quell'incontro".

Fonte: GAZZETTA.IT

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