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Grazie, piccola grande Lauren

condividi su facebook condividi su twitter Di: Chiara Barberis 27-10-2014 - Ore 10:38

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Grazie, piccola grande Lauren

Siamo negli USA. Più precisamente a Cincinnati. Si parla di sport, ma stavolta, di basket. E se ne parla forse troppo poco. Lo schiaffo morale, la lezione di vita, ce la offre una ragazza giovanissima, troppo giovane: Lauren Hill. Lauren Hill ha diciannove anni appena compiuti. Una passione: il basket. Una condanna: il cosiddetto "tumore pediatrico", perché di norma miete vittime fra i 5 e 10 anni, con il solo 10% dei casi di sopravvivenza. E' il DIPG, 'diffuse intrinseco glioma pontino', rara forma, altamente letale, di cancro al tronco cerebrale. Incurabile, inoperabile, s'ingrandisce ogni giorno che passa. "Lauren potrebbe non arrivare alla fine dell'anno", hanno detto i medici. Il drammatico attaccamento alla vita di Lauren ha solamente da insegnare a noi, che troviamo sempre un motivo o l'altro più o meno futile per lamentarci, per perdere tempo, piangerci addosso, non godere delle fortune che la vita ci regala. Sa che le resta poco da vivere. Sa che non ha scampo. Ma sa anche un'altra cosa, più importante: che per un ultimo sogno, per un ultimo desiderio, c'è ancora spazio, c'è ancora tempo. 

Al suo secondo anno di college, vuole giocare la sua prima partita con la sua squadra, il Mount St. Joseph University, del campionato Ncaa di basket femminile di III Divisione contro l'Hiram College. Stando al calendario prestabilito, la data del match sarebbe dovuta essere il 15 novembre, ma è stata anticipata appositamente per lei, al 2 novembre. L'incontro verrà trasmesso sul sito web di ateneo e si sta vagliando l'ipotesi di mandarla in onda anche in tv, a livello sia locale sia nazionale. 

Sold out. Davanti a 10.500 persone, il sogno di Lauren realtà diverrà. Le forze piano piano le stanno venendo meno, ma tenacemente non molla, e sta continuando gli allenamenti con le ragazze del gruppo, nonostante non riesca a reggere per molti minuti  consecutivi sul campo e le sue condizioni fisiche siano in peggioramento. Ma la forza di volontà no, l'emozione no. "Wow è l'unica parola che continuo a ripetermi nella mia testa in questo momento", si può leggere sul suo profilo Facebook. "Questo è tutto quello che posso pensare. E' incredibile. Non ho mai creduto che potesse succedere. Mai stata così felice. Il mio desiderio di ampliare la consapevolezza e giocare una partita di college, indossando la maglia n°22, sta arrivando. Sono ancora sotto shock per le tante vite che ho toccato". 

Infatti, la storia di Lauren, oltre a commuovere moltissimi cuori e a destare il desiderio di avverare il suo sogno, ha mosso anche una corsa alla solidarietà: si stanno raccogliendo fondi per divulgare la conoscenza della malattia, fino a questo momento non curabile. In attesa di vederla giocare fra pochi giorni, in quintetto nel ruolo di guardia, anche il suo allenatore l'ha descritta con parole bellissime:

E’ una persona speciale e molto forteNonostante la sua situazione, continua a mettere gli altri davanti a tutto”. E le sue parole lo confermano: “Non ho paura di andarmene, mi preoccupo per le persone che lascerò qui e saranno tristi per me. Non ho mai pensato di mollare nemmeno un attimo, voglio godermi la mia vita fino all’ultimo secondo”. Senz'altro oltre all'ammirazione che l'esempio di questa ragazza, dallo spirito incredibile, dèsta per tutti, un'altra cosa c'è da dirla: piccola grande Lauren, grazie

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