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Louis Vuitton Cup Finals. Luna Rossa è tramontata, come a Manchester

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-08-2013 - Ore 15:20

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Louis Vuitton Cup Finals. Luna Rossa è tramontata, come a Manchester

Gianluca Cundari Mastrovalerio - Per noi tifosi romanisti malati di mare, ieri notte è sembrato di rivivere un’esperienza sepolta nei più profondi recessi della ns memoria – 1 a 7. Una combinazione non prevedibile in nessun altro sport e a noi è toccata due volte due. E’ solo sport, si badi bene, ma i ricorsi lasciano sempre un fastidioso amaro in bocca.

LA CRONACA

La giornata sportiva ci ha dato degli spunti di novità, che hanno vivacizzato quest’ultimo atto della gara tra gli sfidanti al detentore della Coppa America. San Francisco ha messo a disposizione una delle sue caratteristiche meteo tipiche della stagione, vento leggero e nebbia.

Alla partenza 7 nodi e mezzo da Est con corrente di marea contraria di circa 2/3 nodi e una fitta nebbia hanno creato una atmosfera irreale, che ha costretto finalmente i velisti a ragionare, un poco.

Luna Rossa sin dalla partenza ha cercato di giocarsi tutte le sue carte lanciandosi aggressiva oltre il cancello d’ingresso in un Dial-Up (prua al vento) di antica memoria, che molti pensano sia del tutto inutile per barche di questo tipo e la realtà lo ha tristemente confermato. Emirates Team New Zealand si è sfilata con disinvoltura dallo stallo e ha tagliato per l’ennesima volta la linea di partenza per prima. Scarsi nelle partenze, più lenti di 4 nodi nelle velocità medie e inferiori nella gestione della barca, questi punti sono stati tutti rispettati.

Alla prima boa sono apparsi per la prima volta i Code Zero, una vela speciale più piccola dei multicolori Spinnaker, perfetta per le andatura di poppa con vento leggero. Il Code Zero di LR è però più piccolo di quello di ETNZ, altra stranezza per un progetto comune ai due consorzi. LR era già indietro di circa 18 secondi. Il tattico Bruni, lo skipper Max Sirena e il timoniere Chris Draper, da questa boa in avanti, hanno cercato di impegnare i kiwi con virate e bordi lunghi, ma hanno continuato sempre a pagare a causa della minore velocità e capacità di manovrare l’AC72 argento. Alla boa lo svantaggio superava il minuto e i neozelandesi avevano preso in mano anche la tattica andando a cercare per primi il punto del campo di gara con più vento e meno corrente a sfavore nei tratti di bolina. Alla boa 3 lo spettro di Manchester è apparso chiaro e inesorabile. ETNZ con un vento più fresco prima a 10 poi a 13 nodi, ha deciso che era il momento di fare sul serio; ha lasciato il Code Zero a riposare dove stava e nel lato finale di poppa, verso la boa 4 si è alzata sui foil filando a qualcosa come 40 nodi con i nostri a guardare 1000 metri più indietro.

3:18 alla boa 4 e 3:20 all’arrivo distante poche centinaia di metri, 1 a 7 e la Louis Vuitton Cup consegnata ad Emirates Team New Zealand.

IL COMMENTO FINALE

Questa edizione della LVC spero sarà dimenticata il prima possibile non per il punteggio, ma per l’impatto come evento spettacolare e velico. La mancata copertura televisiva di un evento studiato per le televisioni è il più grande paradosso emerso, così come gli sfidanti reali per la Coppa America fossero solo due rendendo Round-Robin e semi-finali praticamente inutili.

Altro paradosso è l’aver ceduto al progetto dei catamarani giganti, che non solo non ha avvicinato il grande pubblico non esperto, ma ha allontanato anche diversi appassionati non ossessionati dalla velocità, ma dalla sapienza nel portare una barca e condurre tatticamente una regata. La prossima Coppa America vedrà quindi a settembre Oracle Team USA e Emirates Team New Zealand, due mentalità diametralmente opposte, confrontarsi per un risultato che porterà indubbiamente ad un ulteriore cambiamento di questa manifestazione antica, ma sempre e comunque fucina di tutte le più importanti novità tecnologiche.

Luna Rossa ha partecipato per serietà e professionalità. Unire un equipaggio multinazionale meno di due mesi prima dell’inizio delle gare, ti pone immediatamente in una posizione di svantaggio impossibile da cambiare a così alti livelli. Va quindi fatto un plauso a tutto l’equipaggio, ma più a Max Sirena e al titolare del progetto Luna Rossa, Patrizio Bertelli, che in questa edizione si è messo letteralmente a stracciare fogli da cinquecento euro standosene sotto una doccia gelata.

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