Breaking News

Cholismo e contismo in salsa romanista, ecco il progetto Spalletti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-06-2016 - Ore 15:00

|
Cholismo e contismo in salsa romanista, ecco il progetto Spalletti

GABRIELE NOBILE - MASSIMO DE CARIDI - Una Roma operaia. Questa dovrebbe esser la nuova rosa messa in piedi da Walter Sabatini e plasmata da mister Spalletti. La Juventus di Conte ma anche la stessa sua Italia nella prima partita dell’Europeo e l’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone sono l’esempio pratico di come non sia per forza necessario avere Messi, Cristiano Ronaldo o Ibrahimovic per vincere dei titoli. La Champions League è un obiettivo molto lontano e difficile da raggiungere ed in Italia c’è uno schiacciasassi di nome Juventus che si è ulteriormente rinforzata con gli acquisti di Dani Alves e Miralem Pjanic. Proprio la cessione del bosniaco è un segnale di come il gap tecnico tra i bianconeri ed i giallorossi sia ulteriormente aumentato ma si può supplire in altri modi. Se noi facessimo un confronto meramente tecnico tra il Barcellona o lo stesso Real Madrid con l’Atletico, i colchoneros ne uscirebbero con le ossa rotte in quasi tutte le zone del campo. Negli ultimi anni, però, gli uomini di Simeone sono stati dei rivali molto ostici per le 2 superpotenze e hanno portato a casa titoli nazionali ed internazionali. Questa è la strada da seguire; il condottiero alla Simeone o alla Conte c’è e si chiama Luciano Spalletti ed è a lui che bisogna dare le chiavi della squadra, mettendogli a disposizione un organico solido e forte in ogni reparto anche se i nomi non sono quelli di Dani Alves, Jordi Alba, Marcelo e Sergio Ramos. La caratteristica principale di questo tipo di squadra è la difesa solida: l’Atletico cambia spesso il centravanti ma Juanfran, Godin e Felipe Luis (parentesi di un anno al Chelsea esclusa) più Miranda prima e Jimenez poi, sono i punti fermi. In porta, per 3 anni ha giocato Courtois che anche contro l’Italia ha dimostrato tutto il suo valore e poi Oblak, vera rivelazione dell’ultima stagione dei rojoblancos. Stesso discorso per la Juve di Conte 5 anni fa ed ora per la sua Italia: un grande portiere come Buffon e davanti un trio di giocatori che sono cresciuti giocando insieme e che ora si trovano a memoria come Barzagli, Bonucci e Chiellini. La Roma Sabatiniana nel reparto difensivo ha sempre avuto gente forse più tecnica di quelli sopracitati ma anche meno attenti e duri in fase difensiva. Il solo Manolas corrisponde a queste caratteristiche ed in passato Benatia ed il miglior Castan ed infatti nel primo anno di Garcia la Roma ha stupito proprio quando questi ultimi 2 hanno giocato insieme, rendendo la difesa giallorossa quasi impenetrabile. Il primo obiettivo deve esser quello di vincere qualche trofeo importante e se la “coppa dalle grandi orecchie” per ora può esser annoverata tra i sogni irrealizzabili, con dedizione alla causa, grinta ed una formazione plasmata ad immagine e somiglianza del mister di Certaldo, meno impossibile potrebbe esser puntare allo scudetto o anche all’Europa League, competizione che ha lanciato l’Atletico Madrid e che vede vincere il Siviglia da 3 anni consecutivi. L’opera di Sabatini non è certamente facile ma bisogna portare a casa quanti più titolari possibili entro il ritiro di Pinzolo in modo da permettere a Spalletti di poter lavorare sull’organico che vorrà presentare nella prossima stagione e renderlo competitivo per traguardi che ad oggi appaiono complessi. Spesso, la dirigenza romanista ha parlato di differenti fatturati con i grandi club europei e dell’impossibilità di arrivare a certi risultati per quel motivo ed allora il discorso dovrebbe valere al contrario in Italia. Seguendo questo ragionamento, la Roma deve pensare che contro le società che hanno i fatturati decisamente inferiori al proprio deve solo portare a casa i 3 punti e magari se la può giocare contro Napoli, Fiorentina, Lazio, Juventus, Milan ed Inter. In questo modo, le restanti 26 partite devono esser altrettante vittorie e contro i club sopracitati deve fare la metà dei punti a disposizione. La regola generale è che perdere 5 punti su 6 con l’Atalanta, che ha un fatturato 4 volte inferiore a quello della società di Trigoria, non deve più accadere. Chiaramente, nel corso di un campionato, potranno esserci dei momenti di difficoltà contro le cosiddette “piccole” ma quei punti devono esser recuperati negli scontri diretti con le “big” della Serie A. Questo è il percorso fatto dalla Juventus negli ultimi 5 anni che ha portato una crescita esponenziale sia per quanto riguarda i risultati ma anche per ciò che concerne fama e considerazione a livello nazionale ma anche internazionale. I bianconeri sono la migliore squadra e società italiana almeno un lustro a questa parte e grazie al nuovo stadio e ad investimenti oculati, si stanno avvicinando molto alle grandi d’Europa ma se per loro “vincere è l’unica cosa che conta”, slogan tanto in voga nella Torino juventina e coniato da Giampiero Boniperti quando ne era presidente, la storia della Roma ha sempre trovato il suo punto più alto quando si è formata una perfetta alchimia tra società, squadra e tifoseria, che se tornasse a supportare i giallorossi come solo loro sanno fare, aiuterebbe a pareggiare la distanza tra una superpotenza ed un’altra che spera di crescere sempre di più.

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

CeccoBass 15/06/2016 - Ore 16:54

Bello! Idee giuste e che fanno riflettere! Si ce sto pe na Roma Spacca Gambe...oopppsss....sassi!

chiudi popup Damicom