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Gabrielli: "Barriere? E' stato siglato una sorta di accordo per trovare un percorso che concili gli interessi di tutti"

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 08-02-2016 - Ore 11:39

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Gabrielli:

Franco Gabrielli, prefetto della città di Roma, a margine di un evento nella Capitale sul tema della "Città Metropolitana" ha voluto puntualizzare alcune situazioni uscite nella settimana passata su alcuni media nazionale circa la vicenda dello Stadio Olimpico, con la divisione delle curve e l'inserimento delle barriere che tanto hanno fatto infuriare i tifosi di Roma e Lazio.

Ecco uno stralcio delle sue parole: 

C’è un percorso che è stato sollecitato dalle due società, in particolar modo dalla Roma, è stato siglato una sorta di accordo per trovare un percorso che concili gli interessi di tutti. Incontro con la Roma? Leggevo, ed è una cosa che mi fa molto sorridere, che è Gabrielli che non ne vuol sentire parlare di queste cose, ma lo dico per l’ennesima volta, perché mi sono stancato di fare il San Sebastiano su questa vicenda:la divisione delle curve non è un’idea di Gabrielli, è un’indicazione del Ministero dell’Interno e di una specifica task force dell’aprile 2014, è una richiesta specifica del questore, esaminata dal comitato per l’ordine e la sicurezza e siccome io sono uno che si assume le responsabilità, me ne sono fatto carico insieme ad altri. Poi dire che il tema delle divisioni sia esclusivo del prefetto Gabrielli credo sia molto scorretto, io la mia responsabilità me la porto fino in fondo. Come con il discorso sui Daspo incrementati su indicazione mie, le sanzioni per il cambio di posto, dico che sono tutte fregnacce, perché sono cose che non competono a me. Si continua a rappresentare, per molti aspetti strumentalmente e con l’unico interesse di voler attaccare la mia persona, di cui mi sono fatto una ragione e considero il prezzo del biglietto, una cosa molto scorretta di fare informazione, sembra quasi che io sia arrivato il 3 aprile per rendere la vita complicata a questa città. Il mio interesse è quello di essere utile e nel mio essere utile so assumermi le mie responsabilità e a volte non riesco a vedere che altri fanno lo stesso. Se dovessi riavvolgere il nastro rifarei esattamente le stesse cose, perché, come ho detto altre mille volte, la cosa che mi interessava di più non è l’aspetto della sicurezza della curva ma la safety della curva, perché la mia preoccupazione è che in una curva dove mediamente ci possono stare 8mila persone ce ne sono 12mila. Questa era la mia preoccupazione e quindi ho accolto indicazioni e ho applicato disposizioni che non ho fatto io“.

 

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