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Garcia: "Siamo in colpa, ma spingerò la squadra fino alla morte"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-12-2015 - Ore 18:00

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Garcia:

Rudi Garcia si è presentato in sala stampa dopo l’eliminazione della sua Roma dalla Coppa Italia. Ecco le sue parole rilasciate in presenza dei cronisti: “Quanto mi sento ancora di poter aiutare la squadra? Non mollo mai, non è un problema. Spingerò la squadra fino alla morte, se serve. Questa sera siamo in colpa, non siamo stati in grado di segnare un gol nei 90 minuti, non dovevamo andare ai rigori. Dovevamo vincere prima, ora siamo efficaci in difesa, ma abbiamo perso equilibrio sul fatto di poter segnare. La cosa che mi dispiace, che mi fa arrabbiare è che abbiamo perso fiducia e sapete quello che penso. Spero che sia una lezione per i giocatori: se giochi con i dubbi non vai da nessuna parte, senza prendersi rischi non si vince e abbiamo bisogno di vincere per uscire dalla tempesta. Bisogna rimanere in piedi e vincere domenica, anche mettere tutta la benzina che ci rimane, servono carattere, orgoglio e coraggio. Problema fisico o di personalità? L’errore è generale, non siamo stati bene su nessun piano, forse in difesa ma non basta perché bisogna segnare, lo facciamo poco. Penso che potremmo stare meglio sul piano fisico, ma la fiducia è importante. I giocatori devono capire in che società sono, siamo una società che deve essere importante, va capito presto. Non si può uscire dalla Coppa Italia contro una squadra di Serie B, complimenti a loro ma li abbiamo fatti andare noi in fiducia. Serve un atteggiamento differente. Normale che questa sera i tifosi non siano contenti. Siamo arrabbiati, non potevamo dare questo spettacolo. I tifosi devono sapere che non siamo delusi ma anche arrabbiati, spero che domenica dimostreremo di mettere in campo questa rabbia. Preferisco essere fischiato da 70mila persone, dobbiamo metterle dietro di noi, con una gara come questa sera abbiamo fatto il contrario. Giocatori giocano solo per convenienza? Sono sicuro che non scelgono le partite, forse non hanno compreso la difficoltà della gara. Sapevamo che la squadra ha qualità e più qualità se la lasciamo giocare, senza grinta nel vincere i duelli. Dobbiamo guardarci allo specchio, io lo faccio per primo. Senza fiducia non si va da nessuna parte. Dobbiamo lottare, finire il 2015 bene e c’è solo un modo, vincere domenica. Tradito? Conosco e amo i miei giocatori. Ritiro? Su quello che faremo ne parlerò prima con la rosa. Momento che nasconde difficoltà radicate? Siamo quinti e non ci va, ma non siamo lontani dai primi, servono i 3 punti domenica per riavvicinarci ai posti dove vogliamo essere. Fino al derby andava tutto abbastanza bene, poi questo non va. Non ci sono alibi, dobbiamo mettere le nostre responsabilità per tornare a vincere. Non bisogna mollare e bisogna vincere”.

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