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Il Manuale per uscire “indenni” dall’Allianz Arena

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-11-2014 - Ore 15:25

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Il Manuale per uscire “indenni” dall’Allianz Arena

La Roma deve necessariamente cambiare atteggiamento per far sì che all'Allianz Arena maturi un risultato diverso da quello disastroso dell'andata.

Ci serva da lezione” si dice in caso di fragorose disfatte. E quella contro il Bayern per la Roma lo è stata al di là del risultato, comunque punitivo. E da quella disfatta bisogna partire per farne tesoro ed evitare di perseverare. Ecco un piccolo manuale per uscire “indenni” dall’Allianz Arena.

UMILTA' - Pensare di potersela giocare alla pari col Bayern è semplicemente presuntuoso. Ci è cascata la Roma quest’anno, ma anche la Juventus due anni fa. Risultati di dimensioni diverse, ma stesso atteggiamento in avvio, puntualmente e fragorosamente punito dai tedeschi. Non ce la si può giocare alla pari semplicemente perché si è su due livelli diversi e a questo ci si deve rassegnare con umiltà e lungimiranza. Riconoscere la superiorità dell’avversario non è una vergogna. Questo non significa che non si debba provare a vincere, ma di sicuro non si deve giocare agevolando l’avversario, altrimenti si rischia il bis dell’“andata”.

BLINDARE LE FASCE - La lezione subita all’Olimpico dovrebbe soprattutto insegnare che a Robben e Gotze (e Muller e Alaba e chi più ne ha più ne metta), non puoi concedere tutto quello spazio. Le fasce vanno presidiate con gente di gamba e corsa, in grado di raddoppiare se necessario. A Robben, in particolare, non va concesso neanche un metro, come dimostra il primo gol messo a segno dall’olandese due settimane fa. Cole o Holebas? Iturbe o Florenzi? La catena di sinistra e quella di destra schierate da Garcia nel primo incontro sono state cause fondamentali (non uniche, ma fondamentali sì) della disfatta. Anche il tecnico dovrà dimostrare di aver fatto tesoro degli errori commessi…

STRINGI LE LINEE - All’Allianz servirà una Roma determinata, arrabbiata, intelligente, ma soprattutto corta, cortissima. Se ai tedeschi concedi spazi ti spazzano via, proprio come accaduto all’“andata”. Gente come Robben, Gotze, Muller e compagnia gli spazi se li inventano anche dove non esistono, servirglieli su un piatto d’argento sarebbe un harahiri imperdonabile. In particolare, la linea di difesa e quelle di centrocampo dovranno muoversi all’unisono, evitando di concedere campo alle spalle alle punte e ai trequartisti di Guardiola, perché altrimenti è la fine. Agli attaccanti, invece, il compito di mettere pressione ai portatori di palla e creatori di gioco avversari. 

PALLA SEMPRE COPERTA - Detta così, sembrerebbe un piccolo manuale di un catenaccio d’altri tempi, e in parte potrebbe anche esserlo, ma la gara dell’Olimpico ha detto che non puoi affrontare il Bayern a viso aperto. Il confine tra fare sfoggio di personalità ed eccedere in presunzione – dicevamo dopo il 7-1 –  è sottilissimo e la Roma l’ha provato sulla sua pelle. Andare a Monaco con un atteggiamento più attento e coperto non va visto come un’onta, ma come una dimostrazione di intelligenza. Anche perché “contropiede” non è una parolaccia e la nostra storia ce lo insegna. E chissà che questa volta non siano proprio Gervinho, Totti, Florenzi e Iturbe ad insegnare qualcosa ai presuntuosi tedeschi…

Fonte: goal.com

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