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La Roma in cerca del principe giallorosso

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Falvo 16-06-2016 - Ore 15:00

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La Roma in cerca del principe giallorosso

C’era una volta, in un paese incantato, un principe azzurro che salvò il reame dalla maledizione di un mago malvagio…
Solitamente le fiabe cominciano con il tipico “c’era una volta” e si concludono con un principe che risolve la situazione con il lieto fine. Ma qui non siamo in una fiaba, ma nella realtà. Il “paese incantato” in verità è una squadra chiamata “magica” ed il “principino” ha abbandonato la squadra per cercare gloria altrove. Forse avete capito, sto parlando di Miralem Pjanic, soprannominato per l’appunto il “principino”; che ha lasciato la Roma facendo valere la clausola rescissoria per accettare la corte della Juventus, ingolosito dall’opportunità di vincere trofei. Ma la “magicaRoma, nonostante questo addio in favore di una rivale, non vuole piangersi addosso, ma ripartire per continuare a dire la sua in campionato ed in Europa. Per fare ciò si dovrà intervenire sul mercato in cerca di un sostituto del bosniaco, ma allo stesso tempo dare spazio a chi è già in squadra e dargli l’opportunità di dire la sua. Sempre riferendoci alle fiabe, spesso il “principe azzurro” è vittima di una maledizione e comincia la storia come “rospo”, che dopo aver ricevuto il bacio di una principessa ritorna nella sua forma originale e risolve la situazione. E di “rospi”, intesi come giocatori che ancora non hanno mostrato il proprio valore, nella Roma ve ne sono diversi. Dunque si dovrà aspettare il bacio della principessa e vedere se questi “rospi” si trasformeranno in “principi”.
La principessa è ovviamente la Roma, ed i “rospi” in questione sono Kevin Strootman, Leandro Paredes e, volendo essere ottimisti, i rientranti dal prestito Juan Manuel Iturbe ed Antonio Sanabria.
Quattro potenziali principi, che sotto la guida di Luciano Spalletti, potranno diventare decisivi e guidare la Roma nei successi futuri. Ma prima di dare degli appellativi affrettati si dovrà aspettare di vederli in azione anche per capire se il tecnico vedrà in loro quelle potenzialità che daranno una marcia in più alla “magica”.
Partiamo da Leandro Paredes, che come ruolo si avvicina molto a Pjanic. Il giocatore argentino, cresciuto nel Boca Juniors, ha collezionato 29 presenze negli Xeneizes tra campionato e coppa, siglando 5 reti e mettendosi in luce davanti ad un mostro sacro del club, Riquelme. In quelle 29 partite giocate il centrocampista si è messo in mostra, attirando su di se le attenzioni della Roma che lo acquistò nel 2014 dandogli l’opportunità di giocare 13 partite, durante le quali segnò un gol ed effettuò un assist. Scorsa stagione la sua prima opportunità in Serie A, in prestito all’Empoli per vedere quali fossero state le sue prestazioni nell’arco di un intero campionato. Opportunità che Paredes ha colto al volo collezionando 33 presenze, 2 gol ed un assist; che permisero ai toscani di raggiungere la salvezza. Un buon campionato per il 21enne, abituato in patria a giocare come trequartista o centrocampista esterno; ma che in Italia si è dovuto ambientare nella nuova posizione di regista che agisce nel cerchio di centrocampo o davanti la difesa. Un ruolo che potrebbe ricoprire anche nella Roma come sostituto di Pjanic, avendo dalla sua una buona tecnica e visione di gioco, accompagnata dalla velocità e dagli ampi margini di miglioramento. Basti pensare che Sabatini lo portò a Roma per 5 milioni di euro, e ad oggi ne vale più del triplo (18 milioni circa).
Già alla Roma dal 2013, Kevin Strootman, che per vari problemi al ginocchio non ha potuto mostrare il suo vero valore. L’olandese, acquistato dal PSV Eindhoven, era considerato uno dei maggiori prospetti del calcio “orange”, con 132 presenze in Eredivisie impreziosite da 14 gol e 31 assist. Per lui anche due trofei in patria (Coppa Olandese e Supercoppa Olandese) prima di approdare in giallorosso con Rudi Garcia. Per lui la prima stagione alla Roma si è rivelata un successo, con 25 presenze in campionato, 5 gol e 6 assist; e la stima di tutta la tifoseria per questo ragazzo che si è fatto amare per la sua voglia di dare sempre il massimo e guidare la squadra al successo. Poi, purtroppo, due infortuni consecutivi al ginocchio e due lunghi stop, che nella seconda stagione giallorossa gli impedirono di giocare quanto voleva mettendo a referto solo 6 presenze (con 2 assist). Ma fortunatamente per la Roma, e per Spalletti, Strootman è rientrato a pieno ritmo in questo finale di stagione, entrando in campo a gara in corso 5 volte e servendo un assist ai compagni. Tutto fa ben sperare che nella prossima stagione il 26enne possa tornare ai suoi livelli, giocare con regolarità e prendere possesso della mediana giallorossa.
Capitolo a parte per quanto riguarda Juan Manuel Iturbe ed Antonio Sanabria. Il primo, acquistato nel 2014 dal Verona, ha già vinto due scudetti di Portogallo con i Dragoes, e con i veneti ha disputato un ottimo campionato (33 presenze, 8 gol e 5 assist) mettendosi addosso le mire di Roma e Juventus. Strappato da Sabatini alla concorrenza, il ragazzo ha pagato il peso di una maglia prestigiosa nonostante abbia siglato 5 gol e 5 assist in 56 presenze. Un bottino niente male per un giocatore giovane, ma meno di quanto si aspettassero tifosi e dirigenza; non convinti totalmente dalle sue qualità e dal suo portare palla a testa bassa quasi non volesse perderla di vista e farsela strappare dagli avversari. Una sorta di timore nello sbagliare e non rispettare le aspettative per Iturbe, che nel suo arco ha una buona velocità ed un dribbling secco che nel Verona ha fatto vedere in diverse occasioni giocando senza troppo peso sulle spalle. Per provare a motivarlo la Roma ha deciso di mandarlo in prestito al Bournemouth in Premier League, ma le cose sono andate decisamente male con sole 4 presenze. Ma Spalletti, prima di trarre conclusioni affrettate, vuole valutarlo e vedere che contributo potrà dare nel suo sistema di gioco. Non dimentichiamoci che il tecnico quando arrivò a Roma chiese esplicitamente del giocatore a Sabatini. Dunque la voglia di lavorarci sopra c’è, nella speranza che Iturbe da “rospo” si trasformi in principe.
In attacco, come vice Dzeko o di chi arriverà qualora parta il bosniaco, c’è pronto Antonio Sanabria, che in prestito in Spagna allo Sporting Gijon ha dimostrato di essere un giocatore dal buon feeling con il gol. Infatti in Liga il 20enne ha siglato 11 reti in 30 presenze, attirando su di se le mire di diversi club. La Roma, infatti, potrebbe anche decidere di cederlo se arrivasse un’ottima offerta; ma visti i problemi in attacco avuti con Dzeko (che si è rivelato al di sotto delle aspettative) non sarebbe male provarlo nel sistema di gioco di Spalletti e vedere che contributo potrà dare. Le qualità ci sono, l’età è dalla sua, bisogna solamente avere il coraggio di buttarlo nella mischia e dargli la chance di dimostrare il suo valore. Un potenziale principe, che dopo l’esperienza nella cantera blaugrana e nello Sporting Gijon potrà vestirsi d’azzurro e contribuire alla causa giallorossa.
Quattro giocatori che ancora non hanno dimostrato il loro pieno potenziale, quattro ipotetici “rospi” che attendono solamente il bacio della principessa per trasformarsi in “principi giallorossi”. Quattro giocatori che potrebbero far dimenticare l’addio di Miralem Pjanic. Perché, non si può negare, la Roma ha perso un buon giocatore, ma può trovarne altri tra quelli che aspettano di avere la propria chance o tra quelli che arriveranno dal mercato (Sabatini è già all’opera per rinforzare la rosa in ogni reparto e renderla competitiva).
Per ritornare in tema fiabesco, concluderei con un “e vissero felici e contenti”, magari vedendo i quattro giocatori sopra citati felici nella Roma e nell’esprimere il proprio modo di fare calcio al meglio e di conseguenza  vedere i tifosi contenti per una squadra che nonostante tutto continua a lottare e vincere per raggiungere la vetta e magari sollevare trofei.
C’era una volta un principino che lasciò il regno per cercare gloria altrove. C’è un regno che saluta il principino ma vuole ripartire dal proprio re e dai propri  sudditi per rimanere tra i più ricchi della nazione. Ci sono quattro rospi in attesa del bacio della principessa per trasformarsi in principi e guidare il regno alla vittoria. C’era una volta, ma ce ne sono ancora, ci saranno sempre e la magia del giallorosso non si spegnerà mai. Chi tifa Roma vive sempre felice e contento”.

Fonte: a cura di Federico Falvo

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