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Spalletti: "Contento di ritrovare un Olimpico pieno. Strootman? Una macchina che cerca sempre il massimo "

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-05-2016 - Ore 14:38

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Spalletti:

Alla vigilia del match contro il Chievo Verona, che si terrà domani, domenica 8 maggio, alle ore 12:30, il tecnico giallorosso Luciano Spalletti incontra i giornalisti in sala stampa per la consueta conferenza, alle ore 13.00

"Keita è out causa caviglia, si era messo a disposizione anche se non stava bene. Questa settimana abbiamo dovuto tenere di conto di questa sua situazione. Per cui non sarà a disposizione. E' stata una valutazione nostra, forse gli è accaduto qualcosa all'ultimo momento. Rientrano Torosidis, Falque, Florenzi e Uçan. Gyomber ha fatto tutta la settimana ed è a disposizione. E poi si rifanno i complimenti a Ranieri che ha fatto un'impresa di una portata enorme, non ne ricordo una simile. Il Chievo? Squadra esperta per una salvezza tranquilla, una cultura e una storia che parte dalla Serie B, anche con Delneri. Il periodo di Corini mi è piaciuto molto anche se in alcuni tratti non ha fatto benissimo. Maran adesso, che ha modificato qualcosa col 4-4-2 a forma di rombo. Loro si giocheranno la partita. E' diventato un marchio quello del Chievo. Hanno mostrato il loro carattere e la loro qualità. Strootman? Fin dal primo giorno che l'ho visto dentro al gruppo è sempre stato una macchina. Si allena sempre alla stessa maniera, lui anche se lo vuoi far diventare un allenamento meno intenso lui cerca il massimo. Ha bisogno di toccare quel livello per stare dentro la figura che gli piace essere, il leader, il campione. Quando è tornato dentro se stesso ha avuto anche un aiuto, un segnale che aveva lavorato bene. E' stato una conferma, un merito per il suo impegno. E' sempre alla stessa maniera. Avevo commesso un errore per la lista Champions, ma lui si è allenato sempre alla stessa maniera. Li ti rendi conto con quale persona hai a che fare. Ha giocato la partita contro il Genoa in modo veramente importante. Da campione, da livello che ci si aspetta da lui. Considerando che ci sono altri calciatori forti. La Formazione però si fa domani. 60.000 spettatori? Significa molto, ogni volta che si arrivava allo stadio si chiedeva quanti ce ne fossero essendo abituati a quel tipo di abbraccio caloroso. Significa ritrovare un grandissimo amico che per un periodo è mancato, ma che ancora precedentemente ti aiutava tantissimo nel tuo modo di lavorare, di essere e di stare in vita. Ora lo ritrovi ed è un ricominciare con una forza maggiore. Quando si ha una squadra bella, con una curva bellissima diventa tutto più facile. Totti può giocare titolare? Secondo me Totti sta facendo perfettamente quella che era la figura che speravo diventasse. In termini di presenza dentro la squadra, nel gruppo, in condizione fisica, di intensità e di qualità negli allenamenti e di lunghezza, di scatti, sta facendo perfettamente quello che volevo e sono molto soddisfatto del suo contributo. Dzeko titolare solo una volta nelle ultime 7, è una questione equilibrio o per il suo stimolo? Ma qual è l'obiettivo di questa domanda. I gol? O la simpatia di un giocatore? Io parlo sempre di squadra, ognuno può esser parenti di chi gli pare ma a me conta la squadra. In 17 partite abbiamo fatto una quarantina di gol. Dzeko l'ho fatto giocare poco, è colpa mia, poteva fare di più. Io devo vincere le partite e fare gol. Se fa questo sono a dama. Naturalmente a uno fa piacere, lui ha delle caratteristiche che gli altri non hanno e se riusciamo a farle funzionare sono altre possibilità in più. La prima cosa sono gli obiettivi, ossia fare dei numeri per vincere le partite e quelle ci sono. Per cui con Dzeko, mantenendo le stesse qualità e le stesse caratteristiche probabilmente possiamo metterci qualcosa di più. Però ci vuole un lungo periodo. Lui dentro questi numeri che ho citato c'è. Ha fatto il suo. E' chiaro che l'ho usato poco e l'ho fatto sentire non cosi comodo. Ma è stata sempre una scelta determinata da quello che vedo negli allenamenti. Sembrerò noioso ma torni a dire le stesse cose di sempre. Sono importanti gli atteggiamenti e i segnali che mi danno per arrivare al risultato per la Roma. Dentro la squadra non ho parenti. Sempre detto la stessa cosa, lavoro in funzione dei risultati della Roma. Faccio tutto in funzione di questo. Poi posso riuscirci o meno. Vedrai che ci trovi una coerenza di comportamento che è sempre lo stesso. Ho detto il terzo posto, il secondo è un miraggio, il terzo era quasi impossibile da raggiungere per come eravamo partiti. Ai calciatori va dato il grandissimo merito di aver portato a casa un risultato che in quel momento lì era quasi impossibile. Sabatini è sembrato un po' preoccupato sul futuro, non ha dato la certezza della contemporanea permanenza di due giocatori importanti. Ha avuto rassicurazione? Il gatto maculato è intrigantissimo (ride, ndr). A me è sembrato che abbia detto che Radja e Pjanic rimangono, ma è un esercizio, un dialogo che non voglio avere finché non finisce il campionato. Poi farei quello che non chiedo di fare ai miei calciatori. Abbiamo lavorato sempre per l'impossibile. Perché se ti abitui a lavorare per l'impossibile alzi l'asta della qualità del modo di lavorare. Ci siamo creati l'opportunità che possa avvenire, non posso far guardare in un'altra direzione a questi ragazzi. Tutti fanno i loro interessi, ma mi sembra che dentro la squadra ci sia una ricerca unica, un obiettivo unico, sono la partecipazione quando rimangono fuori. Ho visto delle cose nella partita di Genova, degli atteggiamenti nell'andare a fare il prosieguo della barriera, quando ha calciato la punizione Totti, son segnali che si cerca un pelo per dare un contributo, è una goduria. Sono tutti sintonizzati per questa partita, questa è quella che ci fa raccogliere tutti i frutti degli sforzi precedenti. Bisogna che rimanga dentro questa attenzione, la indicano da soli la strada e vanno tutti per quella strada lì e l'impossibile a volte succede. Noi siamo stati bravi a lavorare per l'impossibile, ci siamo creati l'opportunità che passa verso la vittoria di domani, tutto il resto, come dice il Califfo, è noia. Paredes, Sanabria e Iturbe: chi studierà con più attenzione? Involontariamente è un mettere in discussione tre calciatori che domani ci possono servire. A volte si passa un periodo più bello dove ci riesce tutto e uno più carico di difficoltà, però sono calciatori di valore. Verranno presi in considerazione. Abbiamo uno specialista in fatto di mercato che è Sabatini, sa fare il suo lavoro. Voglio vedere questo gatto maculato, io sono esperto di animali e lo facciamo fare a lui, è giusto che parli di mercato, che faccia le sue prove. Sono dentro un'altra situazione, che è quella del campo, di riuscire a far funzionare questi ragazzi e questa squadra, perché sono loro che determinano il risultato. Poi vanno fatti funzionare tutti insieme e diventa un'addizione importante. Alla Roma manca più un discorso tecnico o più un discorso di mentalità per riprendere la Juventus? "Mentalità e carattere son belle parole, i calciatori devono avere spessore di gioco con la palla, allo stesso tempo il carattere completa tutto. Noi sotto l'aspetto caratteriale qualche passo in avanti lo dobbiamo fare, abbiamo riacquisito l'apporto di calciatori che possono dare tanto. Sta migliorando anche Castan, è uno che se sta bene negli allenamenti già ti fa avvertire di quello che ci vuole per andargli contro e il livello di qualità caratteriale sale per tutti. Strootman, poi c'è De Rossi che ha fatto bene e che ha questa qualità qui. Pjanic è un giocatore che le responsabilità se le prende, sa essere leader di un gruppo. Questo, forse, è quello che dobbiamo ancora migliorare, quando si va a guardare loro. Poi il numero dei calciatori che hanno, tutti dello stesso livello, durante l'annata c'è bisogno di cambiare qualcosa, Allegri è stato bravissimo a cambiare anche schema tattico, hanno giocato a tre e a quattro, i giocatori sanno mettere in pratica quello che lui chiede in un attimo, secondo me ci sono tante squadre da cui doversi guardare e confrontare. Il Napoli è un'altra squadra forte, Inter e Milan secondo me sono forti. Non è solo quella che arriva davanti, queste 5-6 squadre son tutte forti. Poi bisogna trovare la chiave per riuscire a far funzionare, a prendere il meglio dalla squadra, e chiunque può arrivarti davanti. Dipende dal clima che riesci a far avere intorno, da una professionalità usata in maniera continuativa, anche dopo le partite, nel terzo tempo, anche a casa. Quando sono tutti coinvolti come in questo momento qui la nostra squadra, che è bellissima in questo momento, ci sta di passare avanti a chiunque, ma non è detto che tu sia più o meno forte.  Si immagina un ruolo definito per Florenzi? Non lo so dov'è il suo ruolo migliore. Esterno alto? Può darsi, ma ora andrebbe al posto di El Shaarawy o Salah. È una posizione dove ha fatto vedere di saper stare, quando lo usi basso sotto l'aspetto difensivo non è un difensore vero e proprio ma costringe l'altro a fare le cose a cui non è abituato, lui dà qualche numero in più a quello che fa Salah, arrivano in due da quella parte lì. Può giocare da molte parti, per me è un merito, va tenuto conto di dove serve alla squadra, bisogna cercare di far quadrare la forza di squadra, se riesci a far essere più forte un undici che non undici singoli calciatori, si arriva più in là. Di strada ne abbiamo fatta, i fatti dicono che tantissimo non abbiamo sbagliato. Poi ci può stare di fare ancora meglio, ma Florenzi, per me, non perché non è bravo in questo o in quell'altro, per quello che sa fare bene qui è uno da tenere in considerazione per tre ruoli. Perché li sa fare in maniera eccellente tutti e tre. Basso, alto e centrocampista".

 

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