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Tovalieri: "Dzeko? In questo momento ha perso fiducia, ma se si sblocca non smette più. Contro la Juve mi aspetto una prova di carattere"

condividi su facebook condividi su twitter Di: Francesca Ceci 22-01-2016 - Ore 10:00

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Tovalieri:

(FRANCESCA CECI) Bomber di razza, spietato e cinico davanti alla porta, tanto da guadagnarsi il soprannome di Cobra ai tempi del Bari quando Montanari e Fontana paragonarono la sua concretezza in area di rigore al veleno di un serpente. Oggi Sandro Tovalieri, che nella Roma c'è cresciuto sia come calciatore che come allenatore degli Allievi, è responsabile del settore giovanile della scuola calcio Pomezia Selva dei Pini. Si intitola "Cobra. Vita di un centravanti di strada", la sua biografia scritta da Susanna Marcellini. Una storia di gol e di vita, ripercorsa attraverso gli aneddotti e le città dove ha lasciato il segno fino a diventare mito per tanti tifosi d'Italia.  

 

Lui ha ancora la Roma nel cuore e i tifosi giallorossi non lo hanno dimenticatoEcco quello che ha detto ai microfoni di Insideroma.

Mister, vista la tua esperienza in entrambe le realtà, quali sono le differenze tra il calcio dilettantistico e quello professionistico?
"Sono due realtà molto diverse, ma entrambe affascinanti. Una perchè ti trovi in un contesto professionale, ci sono regole da seguire e interpreti un ruolo importante che ti porta a giocare a grandi livelli, quindi molto stimolante, a livello dilettantistico ci vuole tanta pazienza, anche nella gestione del rapporto con i genitori, e tanto amore ma è più divertente perchè se raggiungi degli obiettivi sai di aver fatto un gran lavoro.
Scegliere dei ragazzi a livello dilettattistico dà grandi soddisfazioni perchè è ovviamente più difficile di quanto può esserlo in un contesto professionistico. Insomma, una bella sfida".

I genitori, il loro ruolo. Dovrebbero essere i primi a indirizzare i figli verso un agonismo sano, invece spesso sono i primi dare il cattivo esempio...Penso all'episodio della partita sospesa perché i giocatori sono dovuti usciti dal campo per placare una rissa tra genitori in tribuna.
"Il lavoro del genitore sarebbe importantissimo se fatto con intelligenza, ma devo constatare che in Italia, spesso, intelligenza e cultura sono davvero di basso livello. In generale si spera sempre che i figli facciano quel che a noi non è riuscito, la maggior parte spinti dal fattore economico e si perdono concetti fondamentali come l'educazione, l'aggregazione, il divertimento, il fatto che il bambino dà due calci al pallone per stare lontano dai pericoli della strada. Ma spesso la gente fa fatica a capirlo. Se si sceglie un ragazzo piuttosto che un altro, gli altri non condividono, poi succede che non c'è collaborazione e il lavoro diventa doppio e triplo. è qui che deve intervenire la società per chiarire i ruoli, I genitori hanno un ruolo semplicissimo, devono portare il ragazzo, affidarlo a noi, ma non devono mettere bocca, ovviamente noi siamo disponibili a un colloquio individuale per sapere perchè il figlio gioca meno, se è bravo o meno"

Sei a contatto con tantissimi giovani. Succede spesso che alcuni promettono bene fino alla Primavera, poi quando si tratta di fare il salto purtroppo si perdono. Come mai secondo te?
"Sicuramente sono realtà diverse, quando vai a giocare nei professionisti e ti trovi davanti giocatori affermati, può venire il "braccino". Poi devo dire che il calcio italiano ha perso tanti giovani, con l'arrivo di tanti stranieri. Quando io ero al settore giovanile gli stranieri non c'erano quindi quando un giocatore era bravo si faceva esordire tranquillamente, dobbiamo ritornare a dare più spazio ai settori giovanili, la Roma fortunatamente lo fa, ma in generale anche in tutta Italia e mettere anche nelle formazioni due, tre elementi della Primavera"

Veniamo al momento attuale della Roma. Come vedi il cambio Garcia-Spalletti, è la mossa giusta?
"Visto l'andamento del campionato, credo che lo si potesse fare anche prima si vedeva che squadra e allenatore avevano perso fiducia e stimoli e questo non deve accadere..Pensa allo squallore della Coppa Italia, alla fatica in Champions, insomma, si era rotto il giocattolo.
Detto questo, per me Garcia è stato un buonissimo allenatore, ha raccolto una eredità pesante dopo la sconfitta in Coppa Italia con la Lazio, ha fatto un anno spettacolare, poi dopo si è perso, ma la colpa è da attribuire a tutti, ovviamente nel calcio non puoi mandare via 30 giocatori e a pagare è sempre l' allenatore. La scelta di Spalletti è giusta, ha portato il bel calcio a Roma, a me però non piacciono le minestre riscaldate, anche se lui è un grandissimo allenatore, io avrei preso un traghettatore e poi magari Conte come si ipotizzava, mi stuzzica l'idea di allenatore di polso, ma è solo una mia opinione. Auguro a Spalletti e alla Roma di raggiungere i risultati migliori perchè hanno tutte le potenzialità"

Tu eri soprannonimato il Cobra per la spietatezza sotto porta. In questo momento Dzeko sta vivendo un momento difficile: da attaccante cosa passa nella testa di un giocatore quando non segna?
L' attaccante lavora durante la settimana in funzione del gol la domenica , viene acquistato per fare i gol, anche se prende 2 palloni a partita e fa gol e ti fa vincere le partite diventa decisivo. In un momento così non sei tranquillo, sbagli anche le occcasioni piu facili, è successo anche a me. In questi periodi devi stare con la testa bassa, continuare a lavorare, perchè nel calcio da un momento all'altro tutto può cambiare, ti sbatte la palla addosso fai gol e non smetti più. Poi ovviamente ci sono annate in cui tutto va male e altre in cui tutto va bene, penso a Higuain, ogni volta che si avvicina alla porta fa gol, a Dzeko succede il contrario, anche perchè paga il momento incerto della squadra, lui andrebbe supportato con cross a valanga e magari avrebbe qualche occasione in più. Ha perso fiducia, caratterialmente poi non lo conosco, ma mi sembra un ragazzo particolare, timido, non mi pare uno alla Batistuta che lottava, tirava in porta, mi sembra che perda un po' di fiducia e questo per un campione come lui non dovrebbe accadere"

Hai fatto un nome: Higuain. Nel calcio moderno la fortuna delle squadre è sempre più legata al singolo bomber e quando manca tutta la squadra ne risente. Tu, invece, eri micidiale in coppia con Protti. Come ti troveresti a giocare nel calcio di oggi?
"Penso bene, se giochi con grandi giocatori accanto ti mettono sempre nelle condizioni migliori, torno a Higuain, lui di suo è fortissimo, ma è anche aiutato dalla squadra. da un reparto di attacco che lo mette in condizione di crearsi tante occasioni poi lui è un campione straordinario e le sfrutta praticamente quasi tutte al 100%. Per tornare alla tua domanda e a come giocherei oggi..beh, penso sia stato più difficile giocare precedentemente, ho avuto la fortuna e sfortuna di giocare con grandi campioni, era molto difficile fare gol trovandosi davanti difensori come Scirea, Cabrini, Thuram e potrei dirtene una valanga..perciò quando segnavi te lo eri veramente guadagnato. Oggi mi sembra che il livello tecnico sia più basso, uno con caratteristiche importanti potrebbe fare tante belle cose",

Non posso non chiederti un ricordo del presidente Viola. Quanto manca alla Roma e, al calcio moderno, una figura del genere?
"Alla Roma mancano queste figure, manca il Sensi, il Viola, presidenti che quando c'era un problema stavano 24 ore lì a stretto contatto con la squadra, in un momento di difficoltà i giocatori sentono molto la presenza della società, altrimenti c'è il rischio che il giocatore si senta abbandonato, ovviamente questa non deve essere una giustificazione, ma la presenza è importante per trasmettere fiducia e la vicinanza al gruppo, noi abbiamo una proprietà che sta a km di distanza, questo pesa".

Pronostico: come finisce il match con la Juve?
E come finisce...(sorride, ndr). E' una partita molto delicata, a me personalmente dà molto fastidio che la Juve stia 7 punti avanti quando 4 mesi fa stava 12 punti indietro. Devo fare i complimenti alla Juventus, ha dimostrato ancora una volta la mentalità vincente, facendo quadrato, hanno raddrizzato una stagione iniziata male e adesso sono in lotta per lo scudetto. Per noi è una partita difficile, loro vivono un momento di grande entusiasmo, noi di depressione, in questo momento speriamo che sia la partita della svolta, non abbiamo nulla da perdere, spero in una gara di carattere, voglia, di determinazione, per dimostrare che non meritiamo quella posizione"

Mister, lo scudetto lo vince...?
"Io non ho mai creduto alle potenzialità dell'Inter, per me lo scudetto è un discorso a due tra Napoli e Juve, con i bianconeri avvantaggiati perchè sono più abituati a gestire la vetta, il Napoli secondo me da qui alla fine può commettere qualche passo falso. ma in questo momento sono le squadre più forti"

Fonte: InsideRoma.com

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