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Abodi: "Società-Ultras, il rapporto non è sbagliato"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-05-2014 - Ore 16:21

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Radio Crc nella trasmissione "Si gonfia la rete" di Raffaele Auriemma è intervenuto Andrea Abodi, presidente della Lega serie B.

"I fatti di Roma? Prima di tutto dico che curo gli interessi della Lega Serie B. L'ingrediente principale, senza ipocrisia, credo sia quello di prendersi tutti una parte di responsabilità: le istituzioni Nazionali, quelle dello sport, le società di calcio ed i tifosi. Questo è un tema che si presta alla chiacchiera da bar e spesso chi paga è chi subisce danni fisici. Tutti dobbiamo fare un passo in avanti e la sicurezza è un tema che riguarda il Ministero degli interni. Non sono d'accordo sul fatto che le società non debbano avere rapporti con gli Ultras. Piuttosto, non devono avere rapporti con i delinquenti. Il problema è capire se l'interlocutore rispetto o meno le leggi. L'esasperazione va chiarita sul presupposto che il campo si divide in due: da una partite c'è chi rispetta la legge e dall'altra chi non la rispetta".

"In primis c'è la credibilità del calcio italiano al quale concorriamo tutti. Noi dirigenti, i tesserati, gli allenatori e anche gli arbitri per cui dovremmo lavorare tutti. Dobbiamo capire come meritare la fiducia di chi va allo stadio e quella di chi guarda le partite alla tv. Dobbiamo costruire un ambiente intrigante, che sia accogliente, degli stadi che abbiano un ruolo di socialità. Non si può guardare il calcio straniero e avere nostalgia per cui è necessario recuperare l'orgoglio".

"San Paolo chiuso e ammenda per il Napoli dopo i fatti di Roma? Anche in questo caso non voglio dare una risposta burocratica, ma rispettosa. Il giudice applica quelle che sono le regole, non deve interpretare. Sul versante della responsabilità oggettiva, però, non sono d'accordo: preferirei quella personale. Permettetemi di sottolineare che non mi riferisco alla fattispecie Napoli. Chi sbaglia deve pagare e chi entra nello stadio e delinque non deve più entrarci. Abbiamo adottato la tessera del tifoso, i tornelli ed è paradossale che per l'errore di un singolo, a pagare sia la società o addirittura chi non era allo stadio. La responsabilità deve esserci, ma individuale".

Fonte: tmw

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