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American style

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 07-06-2013 - Ore 14:45

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American style

Quando le cose vanno male le critiche arrivano per tutti, prima o poi. In un ambiente difficile come quello romano, sbagliare due stagioni consecutive sarebbe fatale per chiunque. 

Il primo a rimetterci il posto è stato Franco Baldini, e presto potrebbe toccare anche ad un altro dirigente. Conseguenze naturali del disastro tecnico. Due dirigenti scelti nel 2011, quando erano i migliori sulla piazza. 

Ma c'è più di qualcuno, tra le vie di Roma, che ha iniziato a storcere il naso per l'operato della proprietà. Una cordata di imprenditori americani a cui da un pò di tempo fa da capo James Pallotta. Una proprietà che da quando si è insediata ha avuto il merito di rispettare l'identità storica della società, puntando forte sui senatori Totti e De Rossi. 

Un aspetto da non sottovalutare, se consideriamo che altri (vedi Juventus) hanno imboccato altre strade, voltando le spalle al capitano di una vita. 

Discorso economico, aspetto di importanza assoluta nel calcio di oggi. Nel 2011 sono arrivati 40 milioni per il giochino del mercato, ai quali ne sono stati aggiunti altri 40 nella scorsa estate. Soldi non ben spesi, ma pur sempre sborsati dalla proprietà. E nel momento più difficile, in cui si temeva un clamoroso tracollo, sono arrivati altri 80 milioni per ricapitalizzare. E c'è qualcuno che si ostina a mettere in dubbio i fondi della cordata. 

Infine la parte più dolce per Pallotta e company, la valorizzazione del marchio. Il nuovo logo, bello o brutto che sia, verrà portato in tutto il mondo. 

Per far quadrare il cerchio manca solo una cosa, i risultati. L'unico aspetto su cui, forse, Pallotta può fare ben poco. Al massimo può scegliere altri due dirigenti, magari i migliori sulla piazza, come ha fatto a suo tempo. 

 

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