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ARIOSA (Olimpia Asuncion) licenziato perché malato di cancro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-01-2014 - Ore 17:57

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ARIOSA (Olimpia Asuncion) licenziato perché malato di cancro

Le brutte notizie non vengono mai da sole. E al calciatore Sebastian Ariosa, uruguayano in forza alla squadra paraguayana dell'Olimpia di Asuncion, che da sei mesi lotta contro il cancro, è stato notificato anche il licenziamento. Incurante delle gravi condizioni di salute del suo calciatore, il club con un laconico telegramma ha annunciato al povero Ariosa che il suo rapporto di lavoro è finito, causa «impossibilità di scendere in campo». Sembra uno scherzo di pessimo gusto, invece è una nuova legnata per il giovane e sfortunato calciatore, da quasi sei mesi sottoposto a cicli di chemioterapia. La vicenda ha suscitato scalpore nel paese sudamericano e in tutto il mondo sportivo. «Mi hanno abbandonato nel momento di maggior bisogno» ha commentato in lacrime il 28enne difensore uruguayano, «mi sento preso a calci; si stanno accanendo contro una persona già a pezzi» e che ora non potrà più contare nemmeno sullo stipendio per pagarsi le cure mediche. Tuttavia Ariosa non ha perso la speranza di guarire e ha annunciato l'intenzione di tornare in campo se, fra un mese, si concluderà positivamente anche l'ultima seduta di chemio. Ariosa, che ha (aveva) un contratto fino al 2015 con la squadra della capitale paraguayana, era arrivato all'Olimpia nel 2011. Verso la metà del'anno scorso i primi problemi di salute, gli accertamenti e la scoperta di un tumore ai polmoni. Da allora il giovane ha subito due interventi chirurgici e cominciato le terapie del caso. Ma già prima del licenziamento ufficiale, il club non ha mai manifestato troppa attenzione verso il suo sfortunato giocatore. Ariosa è rimasto praticamente da solo a combattere contro il male, e dall' ottobre scorso il club non gli paga lo stipendio, perciò di fatto il 28enne difensore ha anche difficoltà a pagarsi le cure.

Niente a che vedere con quanto accaduto ad altri giocatori e sportivi che in situazioni analoghe hanno trovato nei loro club ben altro sostegno. Nell'aprile 2013 è tornato in campo, dopo un lungo stop causa tumore al fegato, il difensore del Barcellona, Luis Abidal, per lui c'è stata una grande festa al Camp Nou, promossa dal club che gli è stato sempre vicino. Nella scorsa stagione sempre il Barca ha avuto l'allenatore Tito Vilanova a lungo lontano dalla panchina, anche lui colpito dal tumore. Solo a fine stagione Vilanova ha deciso di lasciare la panchina. Nella metà degli annì90 si ricorda l'affetto e il sostegno economico che l'Inter di Massimo Moratti non fece mancare al suo centrocampista nigeriano Nwankwo Kanu, caduto nello sconforto dopo la scoperta di una grave patologia al cuore che stava per stroncargli la carriera, e anche lui sottoposto a varie operazioni prima di rientrare in campo. Un tumore ha colpito di recente il giocatore del Sassuolo, Francesco Acerbi, operato è poi rientrato in campo, e ora nuovamente costretto a sottoporsi a cure mediche, ma il suo club gli ha offerto ogni sostegno. Al povero Ariosa invece è andata diversamente.

Fonte: Ansa

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