Breaking News

C'era una volta una principessa.. Quattro anni di frasi e rivelazioni in giallo rosso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-05-2015 - Ore 11:04

|
C'era una volta una principessa.. Quattro anni di frasi e rivelazioni in giallo rosso

Era appena arrivato. Destava una certa curiosità. Oggi se n'é persa ogni traccia ma la "Rivoluzione americana" s'inaugurò con un personaggio pittoresco che non scese da un mercantile, il Mayflower ma quasi, da un charter in economica che da Boston lo portò a Ciampino. Ci disse, non avaro di enfasi, che la Roma era una principessa, ne avrebbero fatto una regina. Non fu l'unica dichiarazione del nostro "migrante" di successo, a quella seguì un'intuizione da primato,"Meglio uscire dall'Europa League. Prepareremo meglio il campionato".

Si segnalò dunque e sopratutto per iperboli condite di un certo umorismo involontario. Poi come detto, se ne perse ogni traccia in un valzer ininterrotto di presidenti, direttori generali, consiglieri che ha visto alternarsi una decina di figure in nemmeno un quinquennio. Ma in quella prima stagione di slanci dialettici era in buona compagnia. Fummo incantati dal "Tramonto sui tetti di Roma" che inaugurò un lungo elenco di esternazioni ad effetto, ognuna con l'inconfondibile firma del direttore sportivo. Tra le varie, si segnalò quella per cui lui non era l'interlocutore per avere i campioni. E in effetti, si può azzardare che abbia mantenuto la parola. Non si farà torto a nessuno dicendo che nella folta schiera di giocatori che hanno militato e compongono attualmente la rosa, si fatica a rintracciarne. Fu poi il turno dell'allora responsabile della comunicazione che scomodando la storia, sentenziò che si fosse davanti ad una "Rivoluzione culturale".  Mentre il prestigioso "cavallo di ritorno" si presentò affermando che "Totti é pigro".

La stampa accolse ogni nuova dichiarazione con un consenso vasto ed entusiastico, per non dire incondizionato. A dire il vero qualche voce fuori dal coro s'é sempre registrata. Per queste fu coniato un mirabile modo di dire: "vedova" della vecchia gestione. Il perché fosse al femminile e non al maschile quando riferito ad un uomo, rimarrà un mistero. In anticipo comunque, sulla moda del sostantivo al femminile imposta dal Presidente della Camera, pardon, Presidentessa.

Venendo a giorni più recenti, sempre l'DS ha ammesso che gli acquisti di Ibarbo e Doumbia non sono stati sbagliati nel merito ma nei tempi. Ma i tempi, proprio quelli, sono cambiati. La Roma tenta il suicidio pure in campionato, dopo quelli in sequenza in Champions League, Europa League e Coppa Italia.

Il mercato di gennaio che comprende pure Spolli e la cessione in prestito praticamente gratuito di Destro non convince e la stampa, sempre meno conciliante disapprova e critica. Cosa che é appunto il suo lavoro. Oggi tutto ciò che gravita nell'universo Roma é in discussione. Lo sono il tecnico, lo é la dirigenza e ovvio, la squadra. Alla società si rimprovera ogni scelta, dichiarazione, iniziativa, persino la radio e il suo staff.

Non proprio coerente con la proiezione fuori dal GRA. Ma come detto, non é sempre stato così, senza tornare troppo indietro, ecco come la testata on line di Repubblica presentava l'arrivo di Cole:"..essere un altro colpo in grado di assicurare esperienza e certezza di rendimento alla Roma, in vista dei tanti impegni per la prossima stagione". Mentre Tuttomercatoweb a proposito del giovane talento turco titolava così: "Roma, colpo Uçan: Sabatini lo strappa allo United". Cole e Salih Uçan, l'attempato sul viale del tramonto e la giovane promessa sono l'emblema del paradosso in cui s'é avvitata la Roma. Le pazze idee, Maicon e Marquinos, intuizioni felici che divengono linea di condotta. Fare dell'eccezione la regola. Molte sono le ombre che vengono agitate sulla campagna acquisti e cessioni . È ciò, é utile ribadirlo é un bene.

Anzi é per il bene della Roma e dei suoi tifosi (bersagli prediletti del d.g. Mauro Baldissoni che aggiorna di continuo il campionario di felici esternazioni). Meglio sarebbe però, accompagnarle con qualche "Mea culpa", affinché non si affermino più assiomi discutibili come: "Se la Roma arriva seconda é un ottimo risultato" o " Si può anche vendere un pezzo pregiato, l'importante è sostituirlo con un altro di pari livello".

La Juve vende raramente. E quando lo fa, va sul sicuro. E vince. Sarà un caso?

Fonte: * Pier Luigi Manieri: saggista cinematografico e musicale; scrittore, curatore di eventi culturali; esperto di sottoculture giovanili

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom