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"Chi vince ha sempre ragione"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-01-2014 - Ore 10:21

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"Chi vince ha sempre ragione e stasera ha ragione la Roma".

Così un raggiante Rudi Garcia ha commentato in conferenza stampa post match, la vittoria contro la Juventus.

A regalare ai giallorossi la qualificazione alle semifinali di Tim Cup é un gol in acrobazia di Gervinho, bravo a fruttare l'assist di Strootman al termine di un'azione ben manovrata da Pjanic.

LE FORMAZIONI: Memore della gara contro la Juventus del 5 gennaioGarcia propone una Roma molto compatta e dinamica, sacrificando un po' di qualità in fase offensiva.

Torosidis terzino sinistro, l'inserimento di Nainggolan al posto di Pjanic a centrocampo e un tridente offensivo formato da Gervinho, Totti e Florenzi le sue mosse.

Conte vara una Juve senza 6 titolari (Buffon, Lichtsteiner, Pogba, Asamoah, Tevez, Llorente). 3-5-2 il modulo con Storari in porta, Isla e Peluso sulle fasce, Marchisio in mezzo al campo e la coppia Giovinco-Quagliarella in attacco.

IL MATCH: Gara molto intensa in avvio, anche se succede poco in campo.
Le due squadre si temono e si rispettano. Il duello come sempre é a centrocampo.

La Roma inizialmente sfrutta la mancanza di abitudine della Juve a trovare gli attaccanti per fare dei break difensivi e coglie impreparata la difesa bianconera nelle ripartenze. A rompere il ghiaccio per quanto riguarda le conclusioni a rete è Nainggolan al 7' con un tiro dalla distanza che termina a lato. È la Roma a correre il rischio più grande però, facendosi cogliere impreparata su un lungo lancio per Giovinco. Il fantasista bianconero viene trattenuto da Benatia, rimasto ultimo uomo della difesa romanista, Tagliavento fischia la punizione, ma non riscontra la chiara occasione da gol necessaria per estrarre il cartellino rosso e ammonisce il difensore marocchino.

Sventato il pericolo esce fuori pian piano la squadra di Garcia. É soprattutto un Maincon in versione triplete a trascinare le sortite offensive giallorosse. Nè PelusoChiellini riescono ad arginarlo e lui serve una serie di cross in area di rigore, che senza una vero centravanti, vengono vanificati. Termina così, senza vere e proprie emozioni il primo tempo.

Durante l'intervallo Conte lascia negli spogliatoi Chiellini inserendo al suo posto Ogbonna. Garcia é soddisfatto dei suoi e non adopera sostituzioni.

La Juventus trova dopo pochi secondi dall'inizio della ripresa il gol del vantaggio con Peluso, ma sul cross di Isla, la palla supera la linea di fondo per poi rientrare in gioco. Tempestiva la segnalazione del guardalinee che alza la bandierina prima del colpo di testa dell'esterno juventino. Il match subisce una fase di stanca.

La Juve non ha la forza per impensierire la difesa romanista, zero i tiri nello specchio della porta a fine match il dato statistico.La Roma é appannata in attacco e non ha la forza per ripartire. La svolta arriva dalla panchina.

Garcia capisce che é il momento di affondare il colpo e inserisce Pjanic per un esausto Florenzi. Una scelta che in molti avevano paventato dall'inizio della gara, ma "chi vince ha sempre ragione" e anche stavolta ha avuto ragione Garcia.

Pjanic cambia il match. Si posiziona nella terra di nessuno, tra centrocampo e attacco e prima che la Juve possa ricorrere ai ripari é troppo tardi. Prima sfiora il gol con un destro che lambisce il palo, poi al minuto 78 propizia il gol vittoria: azione manovrata che porta a uno scarico palla per l'accorrente Strootman, pallone leggermente lungo, ma l'olandese, che giocatore, non si arrende e poco prima che la palla termini in fallo di fondo, serve un assist perfetto che Gervinho con un colpo di Kung-Fu degno del miglior Jackie Chan deposita alla spalle di Storarifacendo esplodere la gioia dei sessantamila dell'Olimpico.

Conte prova a rimediare inserendo Llorente e Tevez, ma ormai é tardi.

 Il treno per le semifinali é passato. É la Roma ad aver staccato il biglietto ed é lì, ad attendere la vincente della sfida tra Napoli e Lazio. Sarà la sfida con i partenopei, rivali della Roma per il secondo posto in campionato, o sarà la Lazio, un doppio derby, andata e ritorno, che sa di rivincita dopo il 26 maggio e che s'incastrerebbe in una settimana folle con tre stracittadine, si saprà la settimana prossima.

Certo é che la Roma vittoriosa di ieri esce consapevole di essere nettamente cresciuta da quel 3-0 subito a Torino, appena 17 giorni fa, sia dal punto di vista di qualità della rosa con Nainggolan e il nuovo acquisto tutto da scoprire Bastos, sia dal punto di vista della consapevolezza della propria forza, sia dal punto di vista di una crescita del suo tecnico, capace d'imparare dai propri errori e trarne vantaggio per il futuro.



Fonte: Luca D'Alessandro

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