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Come un toro che vede (giallo)rosso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-11-2013 - Ore 12:18

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Come un toro che vede (giallo)rosso

Gli uomini di Rudi Garcia per la prima volta in stagione non riescono a portare a casa i 3 punti. I successi consecutivi si fermano a 10 e viste le assenze, qualche svista arbitrale di troppo.  la stanchezza di alcuni giocatori, questo pareggio è da vedere in un’ottica molto positiva. La distanza dalle inseguitrici è ancora di 3 lunghezze ed il prossimo turno le vedrà affrontarsi l’un l’altra allo Juventus Stadium, dove i bianconeri ospiteranno il Napoli e la Roma sarà di scena allo stadio Olimpico contro il Sassuolo. Contro i granata, Garcia avanza Pjanic nel trio d’attacco ed inserisce Bradley in quello di centrocampo. L’idea del mister francese è quella di avere nel secondo tempo un attaccante fresco e sgusciante che possa spaccare la partita come Adem Ljajic. I giallorossi hanno sin da subito il controllo del match, con un Torino sulla carta molto offensivo ma che in realtà è tutta rannicchiata nella propria metà campo, facendo densità e cercando di impedire linee di passaggio semplici ed aspettando l’occasione per innescare Barreto e soprattutto Cerci. Se il primo è totalmente fuori giri, l’ex di turno continua il suo stato di grazia. A metà del primo tempo, Balzaretti serve un assist al bacio sui piedi di un meraviglioso Pjanic, che serve Strootman a pochi passi da Padelli e lo brucia con un bel sinistro in imbucata centrale, stile biliardo. Dopo il gol, i giallorossi controllano senza particolari problemi il gioco tranne che per qualche punizione o qualche azione personale di Cerci, sempre ben controllata da un reattivo De Sanctis. La ripresa comincia con ritmi diversi impressi dal Torino, che cerca il pareggio con più convinzione. Ci prova prima Meggiorini con bel tiro al volo di sinistro respinto dall’estremo difensore giallorosso e poi lo stesso attaccante granata, vince un contrasto con Benatia, falloso come ammetterà lo stesso giocatore e mette in mezzo un pallone che finisce sui piedi di Cerci, che di prima intenzione, gira verso la porta di De Sanctis, che stavolta non può fare miracoli. Garcia tenta la mossa Ljajic ed il serbo riesce a prendere qualche punizione importante dal limite dell’area ma la mira questa sera non è delle migliori né dello stesso numero 8 romanista né di Pjanic né tantomeno di Dodò. Marquinho e lo stesso Dodò sono le ultime 2 carte che si gioca il tecnico francese in sostituzione uno dell’infortunato Benatia, arretrando De Rossi centrale difensivo e l’altro come esterno sinistro alto con Marquinho finto nove e Ljajic a galleggiare tra le linee. Niente da fare, la Roma esce dall’Olimpico di Torino con un solo punto e con Juventus e Napoli che si avvicinano di 2 punti. Bisogna tenere però in considerazione che se c’era una squadra che anche in questa gara doveva fare bottino pieno, questa è la Roma e gli stessi giocatori del Toro, a fine match, hanno ammesso che i giallorossi hanno una squadra da vertice. Proprio nel giorno della prima “non vittoria” e pensando anche a quanto ha inciso negativamente l’arbitro Banti non concedendo un rigore solare su Pjanic e facendo continuare il gioco dopo una spinta di Meggiorini su Benatia, le pesanti assenze in attacco di Totti, Gervinho e Destro, la mancanza di Castan squalificato, di un Burdisso all’esordio stagionale, di un centrocampo che raramente ha tirato il fiato e di un attacco non ai livelli di quello titolare, il bilancio è certamente molto buono. Nella partita contro il Sassuolo si spera di recuperare almeno l’ivoriano e tornerà Castan, che ha scontato la squalifica ma rimarrà fuori Benatia, che a sua volta sarà fermato dal giudice sportivo. Burdisso avrà già una gara sulle gambe, giocherà con il brasiliano e non sarà un inedito poiché lo scorso anno hanno spesso giocato insieme. Paradossalmente, bisognerà attendere il ritorno di uno tra Totti e Destro per dare un po’ di riposo almeno ad un centrocampista, poiché in quel modo 2 reparti su 3 sarebbero al completo ed i meccanismi oliati non avrebbero contraccolpi con l’innesto di qualche nuovo elemento. Tornando all’incontro contro il Torino, oltre ai fattori esterni ed a qualche decisione per la prima volta discutibile di Garcia, soprattutto nei cambi, è stata la mancanza di alternative in avanti ad essere il vero tallone d’Achille dei giallorossi, che sino a questa gara erano riusciti a sopperire con una difesa impenetrabile e segnando un solo gol a partita nelle ultime 3, compresa quella coi granata. Dispiace anche per De Sanctis, che non è riuscito a superare Pelizzoli, recordman di imbattibilità in maglia romanista. L’attuale portiere giallorosso si è fermato a 741’ mentre il record di Pelizzoli è di 773’, più per merito di Samuel e del pacchetto arretrato di allora che del portiere del Pescara di oggi ma tant’è. L’estremo difensore di origine abruzzese ce l’ha messa veramente tutta per mantenere anche in questa circostanza la porta inviolata, facendo 2 splendide parate: una a Cerci intorno al 40’ del primo tempo ed un’altra, già menzionata in precedenza, su Meggiorini. Non è bastato però la Roma è comunque l’unica squadra in Europa che ha preso 2 gol in 11 partite. In campionato, i giallorossi dovranno riprendere il filo interrotto ma non spezzato in questa giornata: vincere contro il Sassuolo sarebbe un bel colpo da infliggere alle avversarie e la Roma darebbe il segnale che i tifosi si aspettano. Ripartire dopo una giornata non vincente vorrebbe dire mettere ancora più ansia e preoccupazione nelle inseguitrici, concentrate anche sulla Champions League.

 

Massimo De Caridi

 

 

Fonte: Massimo De Caridi

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