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Cosmi, allenatore della "generazione mandata al confino"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-01-2015 - Ore 20:33

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Cosmi, allenatore della

Il tecnico perugino Serse Cosmi si sfoga intervistato da Agon Channel: “Al posto nostro tanti giovani che hanno solo il patentino e poca esperienza”.

Cinque promozioni in dieci stagioni, un Perugia portato in Coppa UEFA dopo aver vinto l’Intertoto, un’ avventura in Champions League con l’Udinese, una bella cavalcata con il Genoa stoppata solo ai problemi giudiziari della società e non per suo demerito. Tutto questo solamente pochi anni fa, ma per un sanguigno come Serse Cosmi sembra passata un’eternità fatta di approcci con Brescia, Livorno, Palermo, Lecce, Siena e Pescara. Un autentico limbo fatto di esoneri, discese e mancati rinnovi della fiducia contrattuale. Un nuovo mestiere, quello del commentatore televisivo, ma per uno sanguigno come lui è il campo a mancare.


“Il calcio è cambiato – ha detto a Sport Square, trasmissione sportiva di Agon Channel – io faccio parte di quella generazione di allenatori che sono esplosi a inizio anni 2000, che hanno maturato delle esperienze importanti in un calcio assolutamente diverso come qualità rispetto a quello di adesso. Oggi questa generazione è stata messa al confino”.


Quando è cominciato a cambiare qualcosa?


“Io credo che il ‘Guardiolismo’ sia stato devastante esattamente come lo fu l’epoca di Sacchi. Arrigo è stato il migliore di tutti i tempi, ma sappiamo benissimo i “danni” che ha fatto. Le società sono andate sempre alla ricerca dei cloni, degli “integralisti” del suo gioco, magari più giovani. Idem con Guardiola”.

Scontro generazionale, quindi?


“I nostri migliori sono tutti all’estero, quindi la qualità degli allenatori in Italia è già depauperata. Il fatto che uno come Guidolin non abbia mai allenato un grande club o la Nazionale fa capire come il ruolo dell’allenatore sia stato visto negli ultimi anni. Parliamoci chiaro, il livello è stato spazzato via come uno tsnuami da allenatori che hanno il patentino, ma con pochissima o zero esperienza. Più facile, anche economicamente, prendere questi giovani puttosto che gente con vent’anni di esperienza. Non contesto che un giovane possa allenare in A, spesso però mi sembrano scelte dettate dalla superficialità e dalla disattenzione e la mia generazione non è stata favorita".

Fonte: Agon Channel

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