Breaking News

Da Ago a Florenzi, da bomber Pruzzo a Destro. Storia di un rapporto difficile con l'azzurro

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 02-06-2014 - Ore 15:15

|
Da Ago a Florenzi, da bomber Pruzzo a Destro. Storia di un rapporto difficile con l'azzurro

Non cadiamo dalle nuvole: nelle nazionali i blocchi ci sono sempre stati. Blocchi ideologici, etnici o legati alla squadra di club. E nella nazionale italiana, la Juventus da sempre la fa da padrona. 

D'altronde, come dare torto ad un ct che vuole puntare sullo zoccolo duro di una squadra che spesso ha dominato nel campionato italiano. E' cosi da sempre e, probabilmente, sarà così per sempre. 

Andando a ritroso nel tempo, l'esempio del Mundial '82 parla da solo. In quella felice edizione il ct Bearzot si portò dietro ben 6 bianconeri, contro un romanista soltanto, il grande Bruno Conti. Erano gli anni della Roma di Liedholm, che incantava l'Italia e l'Europa con il bel calcio e che aveva due interpreti che a detta di molti in quella nazionale ci sarebbero stati benissimo come Agostino Di Bartolomei e Roberto Pruzzo. Il cervello ed il finalizzatore della squadra che l'anno dopo avrebbe vinto il tricolore.

Nell'edizione successiva le cose andarono meglio per la Roma, con le convocazioni di Franco Tancredi, Sebino Nela, Carlo Ancelotti e ancora "Marazico" Bruno Conti. Da lì in poi, per vedere di nuovo una folta colonia giallorossa al Mondiale, abbiamo dovuto attendere il 2002, l'anno del fallimento in Giappone e Corea, a cui parteciparono i vari Panucci, Tommasi, Totti, Delvecchio e Montella.

Grande successo per i tre campioni del mondo del 2006: De Rossi, Totti e Perrotta, che dopo la prima sorprendente stagione di Luciano Spalletti sulla panchina giallorossa, guadagnarono il pass per andare a vincere in Germania. 

A più di trent'anni dal Mundial '82, il rapporto tra i giocatori della Roma e l'Italia è tornato di nuovo a farsi complicato, rievocando i fantasmi di una tradizione "sfortunata". Come nel 2010, sarà il solo Daniele De Rossi a portare un po di giallorosso in azzurro. Il ct Cesare Prandelli ha deciso di mandare a casa Mattia Destro, uno che alla voce media gol vanta un pirotecnico 1 ogni 85 minuti, ma che evidentemente non ha l'appeal di altri interpreti del nostro campionato. Così come non lo ha Alessandro Florenzi, corridore instancabile sia in attacco che a centrocampo. 

Tranquillo Mattia, sei in un buona compagnia, considerando che Giuseppe Rossi si sta facendo delle ricche risate sulle motivazioni che lo hanno voluto fuori da questo Mondiale. Motivazioni misteriose, proprio come il rapporto tra la Roma e la Nazionale. 

Hai apprezzato questo articolo?
Puoi sostenere Insideroma aderendo al progetto di crowdfunding!

Partecipa!

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom