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DE ROSSI: "Capitan futuro? Un soprannome che non mi ha mai fatto impazzire. Non potevo pensare che la mia ultima partita con la Roma fosse quella del 26 maggio"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-10-2013 - Ore 18:08

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DE ROSSI:

Questa sera su SkySport andrà in onda lo speciale "Adesso parlo io". Protagonista Daniele De Rossi. 

Ecco in anteprima alcuni stralci della lunga ntervista che il centrocampista romano ha rilasciato all'emittente satellitare

SU RUDI GARCIA

Quando hai parlato la prima volta con Garcia?
"La prima volta ho parlato con lui al telefono, ero ancora in vacanza, per gestire bene i giorni di vacanza. L’ho visto anche lì molto disponibile, credevo e sentivo che lui mi vedesse come un giocatore suo, mentre tutto il mondo stava dicendo il contrario, cosa che poi non era vera. Però, se leggevi i giornali in quei giorni, se leggevi i siti, mi davano per fatto. Intanto, mi davano in qualche città esotica, da qualche parte a firmare chissà quale contratto, mentre lui mi ha trattato come un giocatore suo, un giocatore che, come poi è successo, sarebbe rimasto con lui. Quindi, oltre alla grande disponibilità, mi è piaciuto subito quello, il senso di “appartenenza” o, comunque sia, subito a parlare del lavoro e della prospettiva di fare una grande annata insieme"

SULLA FINALE DI COPPA ITALIA

"C'erano tante cose che non andavano ma, forse, ce n'era una ancora più grande, che non andava bene a me: non potevo pensare che la mia ultima partita con la maglia della Roma fosse quella" del 26 maggio "Quella era la cosa che non riuscivo a mandare giù, mi potevo immaginare in qualsiasi squadra del mondo, ad alzare qualsiasi trofeo, ma pensare che io avevo giocato l'ultima partita con la maglia della Roma in un derby perso in finale era la fine di una delle, non so, storie d'amore tra un calciatore e una squadra più grandi che io conosca ed era la fine sbagliata, insomma".

SULLA POSSIBILITA' DI LASCIARE LA ROMA 

"Si è parlato molto questa estate, quando ho parlato con il mister, quando ho parlato con la società, dato che mi piace essere sempre chiaro, per la prima volta gli ho detto che avrei voluto ascoltare eventuali offerte, vederle, valutarle, mentre negli anni addietro avevo sempre respinto ogni offerta ancor prima di ascoltarla, molto decisamente".

"Quest'anno sentivo che poteva essere l'anno giusto nel quale cambiare o nel quale provare a sentire quello che veniva fuori altrove, perchè l'anno prima le cose, lo sapete meglio di me, non sono andate bene e io le cose voglio che vadano bene per me e non dico soprattutto ma quasi soprattutto, per la Roma. Essere un giocatore della Roma e non fare felici i tifosi, non fare felice la Roma, non mettere tutti d'accordo, come quasi sempre è stato, per me era un peso abbastanza schiacciante".

CAPITAN FUTURO?

"Un soprannome che non mi ha mai fatto impazzire dalla prima volta che l'ho sentito. Ormai lo senti anche per strada. Lo mettiamo da parte, è un orgoglio essere il vice capitano della Roma. Hai Totti davanti, sai che puoi essere qualcosa in meno. Pensare che subentrerò a lui quando non ci sarà più non è una cosa piacevole. Per me, per lui e soprattutto per i romanisti. Non è una cosa che vivo con ansia. Nessuno farà la festa dicendo 'Evviva, De Rossi è diventato il capitano'. Saranno tuttI abbastanza dispiaciuti perché la storia, il giocatore più forte della storia della Roma, smetterà di giocare. Non ho questa ansia. Mi vedo riconosciuto dai miei compagni come un giocatore importante come un loro amico, una persona per bene. Anche i tifosi mi vedono come un simbolo di questa squadra e non c'è bisogno di avere una fascia al braccio per essere più felice".

 

Fonte: Sky Sport

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