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Delio Rossi: "Roma-City sarà decisa da un goal Ljajic"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-12-2014 - Ore 11:32

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Delio Rossi:

Delio Rossi dice la sua su Ljajic e Jovetic, allenati alla Fiorentina e attesi protagonisti di Roma-Manchester City: "Adem mi ricorda Menez, Stevan tra Del Piero e Totti".

Li ha 'allevati' ai tempi della Fiorentina, mercoledì sera all'Olimpico sono tra i protagonisti più attesi di Roma-Manchester CityDelio Rossi si espone su Adem Ljajic e Stevan Jovetic, un tempo compagni in viola e oggi avversari nella decisiva sfida di Champions. L'ex tecnico dei gigliati, al 'Corriere dello Sport', scomoda paragoni importanti: "Ljajic mi ricorda un po’ Menez, anche se ancora non ha la forza del francese: è destinato, comunque, a imporre qualità e numeri da potenziale fuoriclasse. Quando vedo giocare Jovetic, mi ritorna in mente Del Piero, ovviamente con le dovute proporzioni. E poi Stevan sembra, per movenze, guizzi e genialità, il Totti giovane, anche perché, come il capitano giallorosso, è un tipo tosto, sa farsi valere sul piano fisico e resiste ai trattamenti dei marcatori avversari. Hanno giocate straordinarie, in qualsiasi momento possono risolvere l’incontro con un colpo di genio. Certo, sarei un italiano felice se vincesse la Roma"Sul parapiglia con Ljajic dopo quell'ormai famosissimo Fiorentina-Novara del 2012, Rossi 'seppellisce l'ascia di guerra': "Uno a zero per la Roma con un suo goal, ci metto la firma. Per il resto proverei, ancora una volta, a spiegargli che spesso viene prima la squadra e poi il singolo. E se un allenatore sostituisce un giocatore, talvolta, si sente responsabile di un errore, perché magari non è stata premiata la sua scelta dei titolari mandati in campo. Così, un applauso ironico del calciatore diventa un’ulteriore mortificazione per il tecnico. Ma chiudiamola qui, pensiamo alla gara dell’Olimpico". Il parallelo prosegue: "Stevan è stato condizionato da infortuni gravi, eppure resta un protagonista di assoluto livello, in un club tra i più quotati nel panorama mondiale. Arrivando in una società come il Manchester City, rischiava di essere schiacciato dalla concorrenza di campioni come Aguero, David Silva e Dzeko. Invece Jo-Jo ha spalle larghe, cresce ancora. È più maturo, anche per via dell’età, rispetto a Ljajic, che intanto sta compiendo un altro passo fondamentale per la sua carriera". "Ljajic - aggiunge - rispetto a Stevan è più ragazzino ma, trovando continuità di rendimento, può sprigionare quel talento straordinario che gli consente ormai di essere un trascinatore nella Roma. Lo vedo più fiducioso, è consapevole delle sue doti e con Garcia ha trovato più sicurezza e coraggio. Neppure lui sa quanto può diventare forte e devastante"Nell'esperienza in viola, l'allenatore pugliese spesso schierava in tandem serbo e montenegrino: "Anche se sono più seconde punte, riescono a integrarsi e completarsi in modo eccezionale: sono rapidi, hanno fantasia e soprattutto il fiuto del gol, anche lontano dall’area di rigore. Con le qualità che si ritrovano, inventano pure assist perfetti per i compagni. In un particolare progetto tattico, entrambi possono esaltarsi partendo da esterni, per accentrarsi poi e tentare il tiro"Rossi, infine, chiude con un buon auspicio nei confronti della Roma: "Garcia dispone di una squadra fantastica, che può giocare alla pari contro qualsiasi avversario. In più, la carica dell’Olimpico avrà un peso fondamentale. E io vorrei essere un tifoso italiano felice…". Magari per 'merito' di Ljajic...

Fonte: goal.com

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