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Derby e secondo posto, la Roma si prende tutto

condividi su facebook condividi su twitter Di: Massimo De Caridi 26-05-2015 - Ore 12:51

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Derby e secondo posto, la Roma si prende tutto

La Roma vince il derby 2-1 ed accede direttamente alla fase a gironi di Champions League. Questa prima parte di 2015 è stata molto complicata per i giallorossi, che hanno visto mano a mano sfuggire tutti gli obiettivi prefissatisi: la Juventus scappata grazie ai troppi pareggi in campionato, quindi la doppia eliminazione ad opera della Fiorentina in Coppa Italia ed in Europa League. Gli uomini di Garcia hanno almeno regalato ai propri tifosi la soddisfazione di vincere contro la Lazio, data favorita da tutti alla vigilia del match, mostrando grinta e carattere. Il tecnico della Roma era stato volutamente provocatorio verso i biancocelesti per innervosirli ed aveva detto che se la sarebbe giocata a viso aperto. Una tattica che ha ottenuto il suo scopo, poiché la Lazio è scesa in campo molto più nervosa che concentrata e dopo i primi 10’, in cui poteva passare in vantaggio con Candreva ma soprattutto con Klose, capace di sbagliare di testa da 6-7 metri una conclusione molto semplice, ha perso fiducia e ha fatto il gioco dei romanisti. I biancocelesti sono molto più in condizione della Roma atleticamente e dovevano, forse, puntare maggiormente sul pressing alto per impedire alla retroguardia giallorossa di ragionare ma, passato l’entusiasmo iniziale, hanno permesso agli uomini di Garcia di gestire la partita. Lulic meritava il rosso diretto per un intervento molto violento nei confronti di iturbe, che stava partendo in contropiede, proprio a testimonianza del nervosismo evidente in casa biancoceleste. I ritmi si sono abbassati e la Lazio ha fatto una fatica enorme a trovare sbocchi contro un muro di giocatori giallorossi, tutti rintanati nella propria metà campo quando i padroni di casa di giornata erano in possesso palla. In questa stagione, molti sono stati gli elogi a Pioli per aver dato un gioco ai laziali ed altrettante le critiche a Garcia per non esser riuscito a venire a capo di una formazione priva di 5 elementi rispetto al precedente campionato. Il derby ha messo in luce alcuni limiti dell’ex allenatore del Bologna, che magari avrebbe potuto limitare i danni, puntando al pareggio dopo averlo ottenuto, considerando la stanchezza dei suoi uomini per l’annata comunque logorante, sempre sull’acceleratore per raggiungere la Roma e per la finale di coppa Italia persa contro la Juventus il mercoledì precedente. Dall’altra parte, il tecnico francese ha un po’ “violentato” il suo credo in queste ultime gare di campionato: meno gioco brillante e maggior concretezza per arrivare al risultato. Il derby ha mostrato diversi meriti tattici dell’ex mister del Lille: ha disinnescato Biglia, mai entrato in partita ed ignorato sempre dai compagni in fase di impostazione, affidata a Gentiletti che lanciava lungo per Anderson o Candreva. Il mister francese ha preso spunto dalla Juventus di Conte del primo anno: ha agito di rimessa sfruttando le mancanze avversarie e poi ha puntato sul contropiede. La prima frazione di gioco è stata sì di marca biancoceleste ma oltre alle 2 occasioni dei primi minuti, per il resto è stato un dominio sterile che ha portato solo a qualche tiro estemporaneo con Parolo e Felipe Anderson, che però non hanno impensierito De Sanctis. La ripresa ha visto la Lazio un po’ più stanca ed oltre a Florenzi e Totti anche altri compagni di squadra hanno preso coraggio ed alzato un po’ il baricentro, vedendo gli avversari lunghi tra i reparti ed un po’ sfilacciati. Dopo 4’, è Florenzi a suonare la carica come aveva provato a fare anche nel primo tempo con un paio di pericolose percussioni, il suo tiro è stato deviato in angolo da Basta anche in questa circostanza. La Roma è probabilmente lì che ha capito che se avesse provato ad attaccare la Lazio in fase di ripartenza, senza sbilanciarsi eccessivamente, avrebbe potuto colpire e far male. Nainggolan ha alzato il pressing a tutto campo come un forsennato e la sua prestazione è decisamente migliorata come quella di De Rossi, bravo a spezzare ogni cross che perveniva al centro dell’area di rigore in collaborazione con Manolas, altro elemento che ha disputato una gara magistrale. Dopo più di 70’ di gioco abbondante, i biancocelesti non riuscivano più a mettere in difficoltà la retroguardia romanista e quello che alla viglia sembrava molto difficile dal potersi concretizzare, è accaduto: la Roma è passata in vantaggio. Capitan Totti e Keita avevano lasciato il campo sostituiti da Ibarbo e Pjanic, diminuendo il tasso tecnico della squadra ma aumentando quello dinamico e cercando di sfruttare la rapidità dell’ex attaccante del Cagliari e le giocate del bosniaco. Scelte perfette anche se il colombiano sbaglia una facile occasione da pochi passi sugli sviluppi di un corner ma si rifà nell’azione dell’1-0 per la Roma. La prima rete giallorossa vede protagonista proprio i nuovi entrati: Gentiletti perde palla, Pjanic fa un colpo di tacco splendido per Nainggolan, che parte da centrocampo ed arrivato nei pressi dell’area di rigore laziale, allarga per Ibarbo, che sembra perdere il pallone o cederlo a Pjanic ed invece accelera e lascia sul posto Gentiletti, mette in mezzo un pallone delizioso, che Iturbe tocca anticipando Basta, proprio come farebbe un centravanti vecchia scuola. Il derby sembra indirizzato verso i binari della vittoria per la Roma con la squadra di Pioli stanca ma che non si arrende ed infatti entra Djordjevic per Mauri, col mister biancoceleste che disegna un 4-4-2 iperoffensivo con Candreva e Felipe Anderson esterni d’attacco. Sembra la mossa della svolta in casa Lazio: all’82, i centrali difensivi romanisti e De Rossi faticano maggiormente sulle palle alte ed infatti il numero 7 laziale se ne accorge e può crossare liberamente verso Klose, maestro nelle palle alte, che a suo volta fa da torre al neoentrato Djordjevic, che segna da pochi passi. Molti errori in una sola azione nella retroguardia romanista, in primis una marcatura molto soft di Torosidis sul brasiliano al momento del cross in area di rigore, quindi Holebas distratto nella marcatura di Klose ed infine Yanga Mbiwa che non segue il numero 9 laziale libero di colpire di testa al centro dell’area di rigore. La Roma rimarrà la seconda miglior difesa del campionato in questa stagione ma molte cose andranno cambiate, poiché la sicurezza dello scorso anno è stata un’utopia col solo Manolas convincente nonostante qualche sbavatura. A questo punto, quasi i tutti i romanisti hanno temuto l’ennesima rimonta in un derby da parte dei laziali ed invece la storia ha preso una svolta diversa. Dopo 3’ dal pareggio della Lazio, sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla trequarti battuto con un cross tagliato a giro da Pjanic, sbuca dal nulla Mapou Yanga Mbiwa, stile Aldo nel film “3 uomini ed una gamba” e sfiora il pallone di testa quel tanto che basta per schiacciarlo a terra e fargli prendere un effetto ad uscire ed alzandosi quel tanto che non permette a Marchetti di arrivarci. Primo gol in serie A per il centrale francese della Roma ed apoteosi allo stadio Olimpico. I tifosi giallorossi sono entusiasti ed i dirimpettai biancocelesti sbalorditi ed increduli, convinti com’erano alla vigilia di portare a casa una vittoria certa. In alcuni aspetti, questo derby ha ricordato un po’ quel 3-0 di Mazzone, dove la Lazio partiva nettamente coi favori del pronostico ed invece una Roma testaccina e grintosa fece una partita perfetta. Gli uomini di Garcia hanno vinto il derby e staccato il traguardo della Champions diretta ma per la prossima stagione oltre a giocatori adatti e di alto profilo serviranno persone che hanno voglia di sacrificarsi in ogni gara come fatto in questo derby. Non “tutte finali” (slogan non fortunatissimo) ma “tutti derby” dovrà esser il motto che accompagnerà la Roma in futuro.

Fonte: Massimo De Caridi

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