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(Editoriale) AS Roma 2012/13: Il Re è nudo

condividi su facebook condividi su twitter Di: Marcel Vulpis 27-05-2013 - Ore 22:15

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(Editoriale) AS Roma 2012/13: Il Re è nudo

Un'altra stagione gettata al vento...Non è grave aver perso un derby per 1-0. Ci sta. Partita secca, derby, gara della vita, magari situazioni fisiche differenti, quanto piuttosto rimanere per il secondo anno consecutivo fuori dall'Europa. Che poi non era nemmeno l'Europa più importante - parliamo dell'Europa league (la serie B delle competizioni calcistiche in ambito UE). A questo punto della stagione vorrei che qualcuno (tra i dirigenti) in casa AS Roma ci rispondesse a questi due semplici quesiti di taglio economico:

A) Come pensate di far crescere il fatturato di un club di calcio (soprattutto se avete ambizioni di diventare un top club) se non riuscite ad entrare, nemmeno per fortuna, dalla porta di servizio dell'EUROPA LEAGUE? B) Come pensate di internazionalizzare il brand AS Roma se continuate a rimanere fuori dal salotto buono del calcio continentale? E' presumibile che il bilancio di questa stagione sia nuovamente in area 110-120 milioni di euro, che ci sia ancora una perdita e che si debba di nuovo ricapitalizzare, tra soci americani e Unicredit. Mi chiedo: che cosa è cambiato concretamente rispetto alla gestione della famiglia Sensi? Anche loro ricapitalizzavano, negli ultimi anni non riuscivano più a fare calciomercato, ma qualche risultato comunque arrivava, nonostante tutto. Come è possibile che pur avendo investito milioni di euro su giocatori, più o meno giovani, più o meno bravi, che comunque sono arrivati a Trigoria, si stia galleggiando tra il 7° e il 6° posto, senza più alcuna ambizione di risultato sportivo al termine della stagione? A questo punto i soci americani e non americani devono intervenire: giocatori e qualche dirigente deveno lasciare la "casa" di Trigoria. Di fronte a questi risultati non c'è scelta. Non è questione di essere cattivi o critici, è questione che l'AS Roma è anche un titolo quotato in Borsa e bisogna rispondere non solo ai tifosi, ma anche agli azionisti, che, magari, prima o poi, uno straccio di utile gradirebbero riceverlo sul loro conto. Ma per tornare a volare in Borsa, bisogna prima tornare a volare in campo. Insomma fate qualcosa di "giallorosso", ma fatelo e in tempi brevi. Perchè non è possibile che da due anni la stagione della AS Roma finisca prima di Natale. E poi per addolcire la "pillola" si facciano conferenza stampa in giro per il mondo di progetti di là da venire. Pensiamo a fare la politica dei piccoli passi: prima un bravo allenatore (di alto standing), poi una nuova linea difensiva di spessore, poi contratti ai giocatori con la leva del "variabile" più forte di quella fissa, poi contratti a rendimento anche per i dirigenti (quale che sia il settore) e vedrete che tutto cambierà. Una squadra di calcio è un'azienda e bisogna dimostrare di saper raggiungere i risultati (sportivi ed extra sportivi). Se non lo si raggiungono qualcuno deve andare a casa. Nelle aziende del largo consumo è la regola base e nessuno protesta. Altrimenti questa società non diventerà mai un top club. E' duro dirlo, anzi scriverlo, ma è così. Mi dispiace ma ho scritto quello che tutti pensano, ma nessuno osa scrivere. Perchè dire la verità fa sempre male. 

 

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