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(Editoriale) Roma, rialziamo tutti insieme la testa: "Non è finita, finchè non è finita"

condividi su facebook condividi su twitter Di: Francesca Ceci 06-12-2015 - Ore 14:30

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(Editoriale) Roma, rialziamo tutti insieme la testa:
(FRANCESCA CECI) - Rocky Balboa sta per tornare nelle sale italiane: Creed, nato per combattere sarà nei cinema italiani a partire dal prossimo 14 gennaio. 
Gli amanti del genere sanno che la saga cult di Rocky è molto più che un film, è la metafora della vita. 
In fondo, siamo tutti pugili di noi stessi su in ring immaginario chiamato vita. Chi non è mai caduto. Chi non ha mai incassato colpo su colpo fino a finire a terra. Chi non ha provato a rialzarsi. Qualcuno ce l'ha fatta. Qualcun altro purtroppo, è rimasto al tappeto mentre l'arbitro contava i secondi. Ma tutti, almeno a rialzarci, ci abbiamo provato. Tutti, anche nelle situazioni più difficili, ci siamo ripetuti, almeno una volta: "Non è finita finchè non è finita". E così nel giorno della delusione dopo il pareggio contro il Torino (arrivato, teniamolo bene a mente, allo scadere del recupero su rigore inesistente, perchè senza cercare alibi nè scusanti, al netto di quel rigore inventato, la Roma avrebbe comunque portato a casa i 3 punti, giocando male, ma l'Inter docet) come pugili suonati, proviamo a non dimenticarci che siamo al tappeto ma non siamo ancora finiti KO. 
 
In campionato, l'invincibile armata di Sarri e Higuain è caduta in casa contro il Bologna dei miracoli di Donadoni per 3-2 grazie alla doppietta personale dell'ex giallorosso Mattia Destro. Destro o sinistro segno del destino?  Fatto sta, cara Roma, che sembra quasi che questo campionato voglia lanciarti un messaggio. Sembra quasi che ti stia aspettando. E tu non farlo aspettare. Il prossimo turno potrebbe accendere, insieme alle luci di Natale, qualche speranza sotto l'albero di Trigoria perchè se è vero che la Roma va a casa del pipita Higuain, l' Inter sarà impegnata a Udine e la Juventus dovrà vedersela con la Fiorentina. 
Come dire, non considerando altro risultato fuorchè la vittoria a Napoli,  nulla sarebbe ancora perso per i giallorossi. 
 
In Champions, nonostante l'imbarcata che sa di umiliazione contro il Barca,  la Roma è ancora in corsa e l' obiettivo qualificazione è ampiamente alla portata di Garcia & Company che mercoledì saranno di scena all'Olimpico contro il Bate-Borisov. 
 
Perciò prima di buttare a mare tutto e  tutti (Pallotta buffone, Sabatini vattene Garcia incapace e Dzeko brocco), prima di distruggere, proviamo a costruire, in percentuali diverse, ma proviamoci perchè se è vero che le sconfitte sono orfane, è altrettanto vero che le vittorie hanno bisogno di madre, padre, fratelli, sorelle. Le vittorie sono "famiglia".
Perciò, società, calciatori, tifosi, anche noi giornalisti, fatto salvo il diritto dovere di cronaca e critica anche aspra ma onesta, proviamo a ripartire cercando di costruire e di migliorare.  Proviamo, più di tutto, contro tutto, a crederci. Tutti insieme. Con la nostra "ribellione alla statistica": i  numeri dicono che in testa c'è l'Inter del Mancio che con i suoi 1-0 risicati mantiene salda la vetta, ma la Roma aspetta Salah, Gervinho, il rientro di Strootman. Insomma, ha più di qualche asso nella manica da sfoderare nel girone di ritorno. 
 
Dopo la figuraccia contro il Barca, la sconfitta casalinga con l'Atalanta e il pareggio di Torino siamo al tappeto, è vero. Ma non ancora KO. Perciò Roma, rialza la testa: "Non è finita finchè non è finita".

Fonte: InsideRoma.com

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