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Eros De Santis: "Ero circondato da juventini e da bambino tifavo Juve ma appena arrivato alla Roma, ho iniziato a tifare per i giallorossi"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-09-2016 - Ore 14:11

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Eros De Santis:

Eros De Santis è stato intervistato per la rubrica del sito ufficiale, giallorosso, asroma.com, La Primavera si racconta. Queste le parole del difensore della Primavera della Roma:

1. Il mio primo ricordo calcistico è legato a una mia partita di quando ero piccolo. Avevo cinque o sei anni e giocavo nel Tivoli. Stavo per tirare un calcio di punizione e mio padre dalla tribuna mi fece un gesto per suggerirmi di scavare il tiro per far passare la palla sopra la barriera. Ho seguito l’indicazione e ho fatto gol”.

2. “Non ho praticato nessuno sport oltre al calcio: ho iniziato a giocarci quando avevo quattro anni e mezzo. Le persone che hanno avuto la maggiore influenza nella mia carriera sono mio padre e il mio fratello maggiore Samuele. Mi hanno sempre accompagnato a giocare e dopo ogni allenamento e partita, tornavo a casa e discutevo con loro di tutto quello che era successo in campo. Una volta, quando avevo dieci anni, mio fratello venne da Roma a Lecco (più di 600 km!) per vedermi giocare in un torneo”.

3. “Quando ero piccolo giocavo da punta centrale. Poi quando sono arrivato alla Roma, dieci anni fa, l’allenatore dell’epoca Marco Rosa chiese a tutti noi chi fossero i difensori e chi gli attaccanti: quasi tutti si dichiararono attaccanti. Allora decise di fare degli allenamenti specifici per capire chi potesse giocare meglio in difesa e io ero tra questi. Così sono diventato difensore e terzino”.

4. “Da bambino a casa ero circondato da tifosi juventini, così fino a otto anni seguivo la Juventus. Una volta arrivato alla Roma ho iniziato da subito a tifare per i giallorossi”.

5. “In campo la mia caratteristica migliore è la corsa, in particolare la mia progressione sulla fascia. La cosa in cui invece dovrei migliorare è la concentrazione, per mantenerla al 100% in ogni momento della gara”.

6. “Il mio primo idolo è stato Carles Puyol. Quando avevo 14-15 anni portavo i capelli lunghi, molto simili ai suoi e tutti mi chiamavano Puyol. Poi ho scoperto che era un grande campione, per cui è diventato uno dei miei calciatori preferiti”.

7. “Il calciatore che più ammiro nel mio ruolo è Thiago Silva: ha tecnica, corsa, fisicità e spicca per la sua esplosività nei primi metri. Quello più forte di sempre invece è Lionel Messi: è un genio, è il più forte sotto tutti i punti di vista. Dribbling, passaggi, cross, gol… Nessuno è come lui”.

8. “Il mio massimo sogno nel calcio è quello di vincere i Mondiali, il mio obiettivo è quello di riuscire a entrare stabilmente nella prima squadra della Roma. Spero che succeda il prima possibile, per poi rimanerci a lungo ad alti livelli”.

Fonte: La Primavera si racconta-asroma.com

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