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Focus- Turnover si, turnover no: ecco cosa hanno fatto le grandi d'Europa

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 22-09-2015 - Ore 18:30

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Focus- Turnover si, turnover no: ecco cosa hanno fatto le grandi d'Europa

"Anche il risultato delle altre squadre dimostra che non c'è una regola". Parola di Rudi Garcia, chiamato in conferenza stampa pre-Sampdoria a giustificare i tanti cambi (6 di cui uno obbligato, quello del portiere) apportati alla formazione tra Barcellona e Sassuolo. Il turnover è l'argomento caldo di questi giorni e abbiamo deciso di analizzare le scelte dei tecnici di alcuni top club europei. 

Restando nei confini italici, è interessante osservare che il tecnico della squadra campione d'Italia e vice-campione d'Europa, Max Allegri, è uno di quelli che ha cambiato di meno, nonostante la sua squadra sia ancora in cerca di continuità di gioco e risultati. Contro il Manchester City sono scesi in campo Bonucci in difesa ed Hernanes a centrocampo, sostituiti rispettivamente da Barzagli e dal nuovo acquisto Lemina. Cambio soprattutto tattico quello avvenuto a centrocampo, tra un giocatore di qualità e uno di maggiore sostanza. Risultato per la Juventus, sei punti in due partite.

Oltremanica hanno assistito alla clamorosa sconfitta del City di Pellegrini, che forse ha pagato anche l'eccessiva stanchezza del suo undici di partenza. L'unico vero cambio tra il match con la Juve e quello contro il West Ham è stato De Bruyne per Nasri, con Aguero che non era ancora pronto per la Champions mentre è andato regolarmente in campo in Premier. Risultato: zero punti in due match per i "Cityzens". 

Mourihno e il suo Chelsea non se la passano benissimo in questo inizio di stagione, tra risultati deludenti e polemiche "mediatiche" del tecnico portoghese. Eppure nelle ultime due partite sono arrivati sei punti, anche grazie alla gestione delle rotazioni. Quattro i cambi di Mou: Ivanovic per Baba, Matic per Loftus Cheek, Pedro per Willian e Diego Costa per Remy. E pensare che, storicamente, Mourinho è uno di quelli che fa poco uso del turnover, puntando su un undici titolare di base per tutta la stagione. Probabilmente avrà inciso anche l'avvio lento dei "Blues".

In Spagna il Barcellona veniva dal pareggio dell'Olimpico e Luis Enrique ha deciso di apportare un cambio di modulo per il match di Liga contro il Levante. Oltre al rientro di Dani Alves dopo l'infortunio che lo ha tenuto fuori dal match contro i giallorossi, sono scesi in campo Bartra al posto di Pique, Mascherano per Mathieu, Adriano per Jordi Alba, El Haddadi per Suarez e Ramirez per Iniesta. Cinque cambi per scelta, proprio come Rudi Garcia. Risultato quattro punti in due partite, con il 4-1 in campionato. 

Benitez è conosciuto per il suo "amore" per il turnover che gli ha procurato non poche critiche quando sedeva sulla panchina del Napoli. Con il Real Madrid sembra aver deciso di cambiare tendenza, con solo due cambi tra Champions e campionato, entrambi però obbligati dagli infortuni di Sergio Ramos e Bale, sostituiti contro il Granada da Pepe e Vazquez. Niente turnover, dunque, scelta che ha portato in cascina due vittorie in altrettante partite. 

Guardiola è un altro che cambiava poco con il suo Barcellona. Uno o due innesti, soprattutto in attacco, quando magari Pedro subentrava a Villa o giocava qualche giovane promessa al posto di un titolare. Altra storia in Germania, dove i ritmi alti evidentemente obbligano a far respirare più elementi dell'undici "ideale". Cinque cambi, tra Oympiakos e Darmstadt: Rafinha per Lahm, Kimmich per Thiago Alcantara, Rode per Xabi Alonso, Goetze per Lewandowski e Coman per Muller

Dunque turnover si o turnover no? Forse ha ragione Garcia, una regola non c'è. Ognuno ha la sua rosa e fa le sue valutazioni e nel calcio di oggi è fondamentale avere una panchina all'altezza dei titolari. Fabio Capello, però, proprio l'ultimo allenatore in grado di portare la Roma al titolo in Italia,  pensava che turnover fosse una parola usata dai giornali, più che uno strumento da utilizzare per non arrivare cotti alla meta.

Fonte: Federico Paolini- Insideroma

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