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Garcia e la comunicazione: il segreto per il successo

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 30-04-2014 - Ore 16:00

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Garcia e la comunicazione: il segreto per il successo

Nell'era dei mass media, un allenatore di calcio deve sapere ciò che dire e ciò che non dire. Come Mourinho ci ha insegnato, non si può prescindere da una buona comunicazione per arrivare al successo. 

Il rapporto con i giornalisti è fondamentale, e questo diventa evidente quando le dichiarazioni degli addetti ai lavori sono palesemente inopportune. Di esempi ce ne sarebbero tanti, ma basta non andare troppo indietro nel tempo. 

Pep Guardiola, uno dei migliori allenatori del mondo, si è fatto un bell'autogol nella vigilia di Bayern-Real: "Passerà chi avrà più voglia". Parole che in generale potrebbero essere perfette per motivare la propria squadra, ma che in un momento come questo hanno finito per ritorcersi contro l'ex Barça. Parlare di voglia, quando si va ad affrontare una squadra che non vince la Champions da 12 anni, con un ambiente palesemente ossessionato dalla decima, sembra abbastanza paradossale. In breve, Guardiola non ha detto niente di sbagliato, ma avrebbe dovuto dire qualsiasi altra cosa, come testimoniato anche dal risultato del campo. 

Risultati che, come spesso accade, sorridono a Josè Mourinho. Uno che non avrà in mano una Ferrari, ma fa passare furbescamente il suo Chelsea per una 500. Quando in tempi non sospetti ha detto: "Non siamo favoriti per il titolo, non abbiamo chance",prima di fare un bello scherzetto al suo ex collaboratore Brendan Rodgers, andando forse a togliere il titolo dalle mani del Liverpool, sapeva benissimo che la sua squadra è stata costruita come tutti gli anni per vincere.  

Tornando nei confini italioti, salta all'orecchio la polemica Conte-Garcia di questi ultimi giorni. Giudizi di valore a parte, bisogna sottolineare come il nostro allenatore abbia fatto della comunicazione una delle armi forti di questa stagione. Fare leva sul (presunto) scarso impegno delle avversarie della Juventus, o sull'atteggiamento rinunciatario dei loro allenatori, era il modo perfetto per innervosire un'avversaria che sentiva il fiato della Roma sul collo. Missione compiuta, considerando come ha risposto il dirimpettaio bianconero.

Un fiato sul collo che l'ex tecnico del Lille ha fatto sentire a Conte per tutta la stagione, anche quando si parlava di lotta per il secondo posto con il Napoli e Garcia diceva di guardare comunque davanti. Anche se i punti erano ormai otto, a poche giornate dal termine, e la qualificazione Champions non era ancora certificata. Tutto per motivare la squadra e tenere alta la tensione. 

Le regole della comunicazione che fanno la differenza. Dire le cose giuste al momento giusto, facile a dirsi, molto più difficile a farsi.

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