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Giannini: "Roma, 7-1 non digerito. Pronto a tornare in Italia"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-11-2014 - Ore 16:31

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Giannini:

Ai microfoni di Tuttomercatoweb Giuseppe Giannini, storico capitano della Roma e attuale ct del Libano, ci dice la sua sulla partita di stasera di Champions Laegue dell'Allianz e ci parla del suo presente e delle sue prospettive future.

Giuseppe Giannini, crede che il 7-1 non sia stato ancora digerito dalla Roma?

"Non del tutto. A Napoli, specie nel primo tempo, ho visto una squadra in difficoltà. E nemmeno col Cesena ho visto una Roma brillante come le altre circostanze".

Che cosa si aspetta dalla partita di stasera?

"Ci sarà sicuramente una reazione della squadra, che avrà meno sicurezza rispetto all'andata, ma timore e questo non è negativo. Perché quando c'è timore, che non significa paura, si fa più attenzione a non sbagliare".

Rudi Garcia ha detto che la Roma ha una possibilità su dieci di farcela

"Sulla carta la verità è quella di Garcia e i numeri dicono che il Bayern in casa non ha mai perso. Però nel cuore di ogni allenatore c'è la voglia di sfatare tabù che sembrano impossibili. Stasera può essere un banco di prova importante anche questo, nel voler cancellare la serata dell'andata e potersi riprendere un po' di sicurezza".

La Roma di stasera dovrebbe essere più prudente, evitando le tre punte. Fa bene Garcia a cambiare atteggiamento?

"Una squadra abituata a giocare in un certo modo per 15-18 mesi non so quanto in fretta possa assimilare un cambio. Possibile che Garcia proponga lo stesso modulo con caratteristiche meno offensive".

Quante chances ha la Roma di strappare almeno un punto?

"Non molte. Da tifoso in cuor mio spero in una grande impresa, ma la realtà è che la Roma affronta una delle squadre più forti al mondo".

Da oltre un anno Lei allena il Libano. Come si sta evolvendo il calcio nel medio oriente e in generale in Asia?

"Il calcio asiatico sta crescendo e i Mondiali del 2022 in Qatar dimostrano quanta voglia di emergere ci sia. Paesi come Kuwait, Qatar, Arabia Saudita hanno strutture all'avanguardia. In Libano sotto questo aspetto siamo un po' più indietro ma c'è voglia di poterci migliorare e stiamo facendo buoni risultati. Mi appresto ad allenare anche la Nazionale Under 23 e da marzo inizieranno le qualificazioni per le Olimpiadi del 2016".

C'è qualche giocatore libanese in grado di emergere a livello europeo, che magari può suggerire per l'Italia?

"Diversi giocatori sono già in giro per l'Europa e qualcuno interessante c'è e potrebbe essere adatto alla Serie A, anche se non in squadre di primissima fascia. Se devo fare un nome dico Hassan Matouk, trequartista di 26 anni che gioca negli Emirati Arabi. Ha dribbling, spunto, tecnica e potrebbe stare nel nostro campionato".

Non le manca la quotidianità del campo?

"Sì, il campo mi manca. Il lavoro delle nazionali è diverso da quesllo dei club. Per questo avrei voglia di cambiare, di fare un lavoro più continuo e magari in Italia. Adesso c'è un periodo in cui diverse squadre stanno cercando e muovendosi alla ricerca di una guida tecnica e da parte mia tornare sarebbe cosa graditissima. Del resto ho una clausola che mi permette di rescindere in caso di chiamata da un club".

Sarebbe quindi disposto a lasciare la panchina o si divincolerebbe nel doppio ruolo allenator-ct?

"Come detto abbiamo messo una clausola contrattuale che mi permette di rescindere in caso di chiamata da parte di un club, per cui farei solo l'allenatore. Credo di aver fatto una buona esperienza, affrontato nazionali di tutto rispetto e questi 15 mesi mi hanno migliorato molto. Chiaramente dev'esserci un programma chiaro, obiettivi solidi per farmi valutare l'idea di lasciare il Libano".

Fonte: tmw

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