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HIC SUNT LEONES - Matteo Bacchini, vi racconto come si crea un marchio di successo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-02-2015 - Ore 18:00

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HIC SUNT LEONES - Matteo Bacchini, vi racconto come si crea un marchio di successo

Si chiama Hsl - Hic Sunt Leones, lo storico brand milanese di zaini e borse da anni diventato un vero e proprio cult tra i teenagers e non solo.
Abbiamo intervistato Matteo Bacchini, fondatore e designer del brand che ci ha raccontato come è iniziata la sua avventura ben 17 anni fa quando aveva solo 21 anni.

Matteo, iniziamo parlando della tua storia, una bella storia di un ragazzo giovane e di talento che si è inventato un futuro.

La parte più bella della mia vita, mi fa piacere parlarne, avevo 21 anni. Siamo partiti in due, io e un altro ragazzo, poi in seguito ho rilevato  il marchio, abbiamo deciso di inventarci questo zaino con una fascia sola, che si potesse indossare sia davanti che dietro, puntando sui vantaggi che ha rispetto a uno zaino che si indossa solo dietro, sulle spalle e ha una funzionalità più limitata per ovvi motivi.
In quel periodo c' erano le pagine gialle, non c'era google e noi siamo andati a prendere fondi di magazzino di grosse aziende, abbiamo trovato un piccolo laboratorio, a dire il vero sono stati gli unici che ci hanno preso in considerazione non perchè non fossimo seri, anzi, eravamo serissimi e volenterosi, ma vista la nostra giovane età era un azzardo puntare su di noi che avevamo un progetto molto ambizioso e volevamo avviare un'azienda, non un negozio.
E così abbiamo assemblato i primi 200 zaini, il costo è stato 5 milioni di vecchie lire, quindi 2500 euro di oggi, compresa la costituzione della S.n.c e mi pare davvero un buon prezzo perchè il costo del prodotto è stato di 1250 euro, non sono pochi ma per il lancio di un prodotto mi sembra una buona cifra rispetto a quelle che si sentono oggi, esorbitanti. Non abbiamo fatto presentazioni, semplicemente andavamo nei migliori di negozi di Milano che ci hanno preso in simpatia e hanno accolto con favore questo prodotto innovativo. Nel giro di una settimana sono andati a ruba tra i Sancarlini e Hsl è decollata immediatamente, poi la cosa si è fatta molto seria, è stata una bomba che ci è esplosa tra le mani, e a dire il vero, all'inizio anche difficile da gestire.
Poi ci siamo dati una struttura, siamo arrivati ad avere un responsabile del settore e abbiamo iniziato ad aprire la distribuzione in Francia, Germania, Spagna. Ora stiamo puntando molto sul monomarca, non abbiamo aperto l'e-commerce per i plurimarca, perchè credo non sia commercialmente etico vendere online con sconti e non rispettare i prezzi dei nostri clienti". 

In una vecchia intervista ho letto alcuni giornali all'epoca scrissero, per errore, che Hsl era un'azienda americana e che questo vi ha fatto gioco perchè sapere che dietro al marchio c'erano due ragazzi giovani italiani poteva essere un limite più che un vantaggio. Possiamo dire che la fortuna di HSL è nata anche da un errore?
Diciamo che mentre i negozianti erano divertiti dal fatto che eravamo due giovanissimi che bevevano Coca Cola e lavoravano 15 ore al giorno invece di andare al parco a giocare, sui nostri coetanei l'impatto a stato diverso. Tutto nacque dal fatto che Mark Up, punto di riferimento in tema di economia, citò Hsl tra i marchi piu importanti americani di impronta minimalista e a noi è andata bene, iniziarono a contattarci perchè era sicuramente meglio che dire che dietro c' erano due ragazzini di Milano!

Hic sunt leones - marchio moderno citazione classica. Come mai questo mix?

All'inizio non riuscivo a trovare il nome giusto, non volevo una sigla americana che finisse nel banale, ho cercato una frase che avesse un valore mondiale e questa è una frase che ha fatto la storia, una locuzione latina fondamentale per le legioni romane, che veniva scritta sulle pietre. Qui ci sono i leoni, una frase che ha un valore simbolico, metaforico, evocativo, che voleva dire "state attenti", e cosi la nostra azienda è sempre attenta, rasenta il limite dell' innovazione, cerchiamo di andare oltre il limite dell'innovazione, studiamo tutto ciò che riguarda il settore Urban Bike. Ora ad esempio abbiamo presentato Sun Power, uno zaino con pannelli solari in grado di ricaricare cellulari e tablet, e “La Ghetta”, con catarifrangente omologato e certificato, che protegge qualsiasi tipo di calzatura mentre si pedala. 

Un successo lungo 17 anni. Come si fa a imporsi sul mercato e, soprattutto, restarci?
Sembrerà banale, ma dietro c'è la qualità. Siamo perfezionisti, rompiscatole, quasi stile giapponese, il dettaglio fa la differenza, noi non faremo mai un prodotto tanto per farlo. La mia parola chiave è sempre stata identità, dalla grafica del listino, ai cartoncini, alle buste, al cartellino, all etichetta, cerco di eliminare i difetti.
Lavoriamo per realizzare un prodotto di qualità a prezzi accessibil, lo facciamo con passione che da sola non basta, per questo ci mettiamo voglia di fare, di migliorarci sempre, entusiasmo. E poi la fortuna, ci vuole anche fortuna.
La crisi, forse dico una cosa antipatica, è spesso è per prodotti mediocri, senza identità, io avrei potuto vendere di più, borse in cavallino ad esempio, ne avrei vendute tantissime. Ma solo per una stagione, ma non lo farò mai, perchè io ho sempre voluto mantenere la nostra identità, non abbiamo mai cavalcato l'onda, abbiamo conservato la nostra identità. Se tu cammini per strada a Milano con un nostro prodotto diranno "Questo è un Hsl". Ecco, questa è la nostra forza.

Fin qui la tua storia passata. E per il futuro cosa auguri a HSL?
A livello aziendale mi auguro di fortificare il fatturato del monomarca e replicarlo nel mondo. Vogliamo aprire anche a Roma e vogliamo imporci nel mercato del franchising perchè quando hai numeri che dimostrano che io ti dò il format e tu fai un investimento sicuro, hai in mano il futuro tuo e di chi decide di investire in un marchio di comprovato successo e affidabilità. 

 

Fonte: Francesca Ceci

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