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Ibra, perchè si e perchè no

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 30-12-2014 - Ore 15:45

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Ibra, perchè si e perchè no

Sono lontani i tempi in cui Zlatan Ibrahimovic rubava le biciclette a Malmo. Il periodo in cui lottava per farsi accettare dai compagni di squadra, svedesi "doc", mentre lui era l'immigrato. Ne è passata di acqua sotto i ponti del grande calcio ed ora, Ibra-cadabra, è nell'immaginario collettivo uno dei calciatori più forti del globo.

E' di questi giorni la notizia, più spinta dalla stampa svedese ("Il posto perfetto per Zlatan Ibrahimovic sarebbe Roma") che parla di un possibile ritorno dello svedese in Italia. Più un suggerimento, da parte di chi lo conosce bene ma forse ha iniziato a capirlo davvero solo poco tempo fa.

Andiamo a vedere, nei fatti, perchè uno come lui dovrebbe venire alla Roma...

PERCHE SI: Ibra ha giocato e vinto nelle tre grandi del nostro calcio, ma non nella capitale d'Italia, dove la Roma negli ultimi anni ha ritrovato una dimensione importante. La sfida romana potrebbe dargli stimoli nuovi, a lui che da sempre è in cerca di qualcosa. Il contratto da 14 milioni l'anno che lo lega al PSG, scadrà il prossimo luglio, e conoscendo la storia dei mal di pancia dello svedese non è una follia pensare ad un addio.

La ciliegina sulla torta sarebbe la vittoria della Champions League, con la possibilità di esporla sotto la Tour Eiffel, ma la sensazione è che la stagione non abbia preso un'ottima piega per gli uomini di Blanc.

La Roma avrebbe bisogno di un top player assoluto, ma anche di uno spacca-reti, ed Ibra lo è senza dubbio. 64 gol in due stagioni e mezza in Ligue 1, a trent'anni suonati, sono la dimostrazione che Ibra vede la porta come pochi. Ha iniziato a segnare con grande continuità nella seconda parte della carriera ed ha ancora voglia di gol. Infine, come non citare la grande stima che il nostro capitano ha nei confronti dello svedese, stima reciproca tra leggende del calcio.

PERCHE' NO: Se mal di pancia sarà, è difficile aspettarsi un riduzione cospicua delle pretese economiche dell'ex Milan. Mino Raiola, celebre agente dello svedese, è conosciuto per essere uno che non manda mai i suoi assistiti a guadagnare di meno, e così è stato con Ibra nel corso di tutta la sua gloriosa carriera.

Inoltre, la dimensione internazionale della Roma non è ancora ai livelli del PSG, che pure non ancora raggiunto le semifinali di Champions. Come ha ben detto Keita in una recente intervista, difficile che uno come Ibra possa lasciare Parigi per una squadra che ha una dimensione pari se non inferiore a quella attuale.

In queste righe si parla di fanta-mercato, quello che fa sognare i tifosi e svuotare i portafogli delle società, nel momento in cui i sogni si avverano. Ma si sa, sognare non costa niente...

 

 

 

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