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Il Derby più bello del mondo - 7-11-2010 "Pensavo fosse scudetto invece era un calesse..."

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-03-2016 - Ore 13:49

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Il Derby più bello del mondo -  7-11-2010

(Emilio Muccione)Uno dei derby che rimarrà nella storia è sicuramente quello del 07/11/2010. La Lazio, dopo 9 giornate, viaggia spedita in testa alla classifica con 22 punti; la Roma, invece, naviga nelle zone morte di metà classifica a 12 punti. La corazzata Lazio ha tutti i favori del pronostico dato che è la leader indiscussa del campionato. La Roma sta attraversando un periodo di buio totale ma, ad inizio campionato, sulla"carta" e dai bookmakers, era la favorita per vincere lo scudetto dato che l'anno precedente l'aveva perso per un punto a 45 minuti dalla fine del campionato con la vittoria dell' Inter a Siena. Ricordo benissimo l'acquisto di Borriello nell' ultimo giorno di mercato, con De Rossi che mandò un messaggio forte e chiaro a Borriello con scritto "ANNAMO A VINCE".Quindi c'erano tutti i presupposti per vincere finalmente il tanto sospirato scudetto.

Purtroppo la carta non combacia con il campo; il prato verde é "sovrano", se non corri, non lotti, non sudi, non crei la giusta alchimia nel gruppo, puoi avere anche la squadra più forte del mondo ma i risultati difficilmente arriveranno. Quindi, nonostante sulla carta la Roma fosse nettamente più forte, i favori del pronostico erano tutti per la capolista Lazio che aveva 10 punti di vantaggio sui cugini romani. Alla Roma mancavano anche i suoi due cervelli, coloro che ragionavano nella squadra, coloro che inventavano, mancavano il Ragioniere e l'Architetto, ossia Pizarro e Totti. La Roma schierava Julio Sergio in porta, Cassetti, Mexes, Burdisso e Riise in difesa, Simplicio, De Rossi e Perrotta a centrocampo, Menez, Borriello e Vucinic in avanti.

Inizia la partita e ci sono subito scintille tra Borriello e Stendardo che, senza fronzoli, si mandano subito "a quel paese". La partita scorre senza grandi sussulti, con la Roma che fa un possesso palla pratico senza mai rischiare niente e la Lazio, capeggiata da Edy Reja, fa un catenaccio degno del miglior Nereo Rocco (soprannominato il Paron).Ma per la Roma i guai non finiscono dato che, oltre a Pizarro e Totti, s'infortuna anche Jeremy Menez che lascia il posto a Leandro Greco. La Roma così, passa dal 4-3-3 al 4-3-1-2 con Greco dietro a Borriello e Vucinic. Proprio Greco al minuto 42 porta la Roma in vantaggio ma il gol viene annullato giustamente per fuorigioco. Il primo tempo termina senza grandi sussulti, con la Roma padrona del campo e con la Lazio che si difende egregiamente. Ma la Roma non ci sta a restare a -10 dai cugini laziali e, nel secondo tempo, scende in campo con un piglio diverso; hanno gli occhi da lupi affamati; vogliono recuperare punti ai cugini ma, soprattutto, non vorrebbero mai che la Lazio vinca lo scudetto. Al 49esimo minuto "Arnold" Simplicio entra in area, ma Lichtsteiner si sostuisce a Muslera e para, rigore per la Roma.Jack Sparrow (Borriello) prende il pallone e lo posiziona sul dischetto degli 11 metri, parte il tiro, parata di Muslera,anzi no! Il pallone gli scappa da sotto le braccia e s'insacca sulla sinistra del portiere, Roma in vantaggio. La Lazio cerca disperatamente il pareggio ed al 64esimo "Er profeta" Hernanes, a tu per tu con il portiere, tira al volo ma Giulietto Sergio esce tempestivamente e fa una gran parata. Al 76esimo Arnold Simplicio prende la traversa e sfuma il raddoppio per la Roma; un minuto dopo la Lazio chiede giustamente un rigore per una trattenuta di Riise ai danni di Mauri ma Morganti lascia correre. La Lazio tenta il tutto per tutto e Foggia, al minuto 82, da ottima posizione, tira al volo ma la palla si stampa sul palo. La Roma soffre tremendamente gli attacchi della capolista ma non demorde; si difende con le unghie e con i denti e, tre minuti dopo il palo di Foggia, la "Bestia" Julio Baptista (subentrato a Borriello) tenta un dribbling ai danni di Dias che lo atterra, rigore per la Roma; stavolta dagli 11 metri parte il principe montenegrino Vucinic che insacca senza problemi.

La Roma vince il suo quarto derby consecutivo per la gioia di tutti i tifosi romanisti che, per tutta la settimana, non avevano dormito la notte perché appena chiudevano gli occhi vedevano la Lazio in testa al campionato che allungava a +13 sulla Roma. Ma la Roma non ha deluso i propri tifosi, non ha permesso alla Lazio di fare l'allungo decisivo anzi, proprio il derby fu l'inizio di un lento e inesorabile declino della Lazio che dal canto suo PENSAVA FOSSE UNO SCUDETTO INVECE ERA UN CALESSE!

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