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Il tifoso romanista è più ambizioso, cambio generazionale o di mentalità?

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 14-04-2015 - Ore 14:41

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Il tifoso romanista è più ambizioso, cambio generazionale o di mentalità?

Generazioni a confronto, il calcio è anche questo. In un momento particolare della gestione americana, si è palesata una spaccatura importante nella tifoseria giallorossa, tra chi vede tutto nero e chi si sa accontentare. "Io ho visto la rometta degli anni '70 e '90, ma che ne sai te" dicono i "veterani". "Eh ma io sono cresciuto a pane e Batistuta e mo' me ritrovo co Doumbia", per buona pace del bravo centravanti ivoriano. 

Percezione diversa della realtà, condizionata dal passato vissuto. E' questo il fenomeno che si è abbattuto sulla sponda giallorossa del Tevere, proprio ora che la Roma sta recuperando un'identità dopo un periodo di grande smarrimento. Crisi fisica, psicologica e di conseguenza tecnico-tattica, che ha portato la tanto odiata Lazio al sorprendente (per quelle che erano le previsioni di agosto) quanto annunciato sorpasso.

Per alcuni, che come dicono loro stessi hanno visto giocare Musiello, è tutto normale. Hanno la pelle dura, loro, sono abituati a soffrire e magari a lottare per obiettivi poco prestigiosi. Per loro anche il famoso terzo posto del '74-'75 è un risultato da scrivere sulla pietra, un'impresa da ricordare e celebrare. Era ancora la "rometta" quella lì, che a ridosso dell'inizio del decennio successivo diventò la grande Roma di Dino Viola. 

Vallo a dire a chi cantava siamo noi, i campioni dell'Italia siamo noi, ad inizio anni 2000. Quando Batigol e Vincenzino Montella gonfiavano le reti avversarie e, dietro di loro, capitan Totti deliziava le platee italiane ed europee. Il romanista nato negli anni 90', che ha iniziato a seguire il calcio assiduamente quando Franco Sensi decise di costruire una grande Roma per spezzare il dominio del nord calcistico. Quel tifoso, non ne vuole proprio sapere di lottare per il secondo posto e magari di festeggiarlo come una grande vittoria. 

Ma il tifoso in questione, che ha l'età dell'autore di questo articolo, è anche condizionato dalla campagna mediatica della società giallorossa, rappresentata dalla proprietà americana. Una proprietà ambiziosa come il suo allenatore, che dopo Juventus-Roma caricava l'ambiente dichiarando di essere sicuro della vittoria del titolo. Parole pericolose come adatte al momento, sostenute dai risultati della squadra fino alla fine del girone di andata.

Poi qualcosa è cambiato e ora siamo qui a parlare di una lotta tutta romana per andare direttamente in Champions League. La delusione è legittima, per chi ha cambiato mentalità ed è diventato più ambizioso, seguendo la strada tracciata da mr Pallotta & Co. Ma la realtà è questa e, come sembra abbiano fatto gli uomini di Garcia, anche i tifosi dovrebbero farsene una ragione. 

Fonte: Federico Paolini- Insideroma

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