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In Europa è un'altra storia

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 02-05-2014 - Ore 20:55

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In Europa è un'altra storia

Siamo al decadentismo del calcio italiano. Di pari passo con il resto del "bel paese", il nostro movimento calcistico è arrivato ai minimi storici per competitività, rispetto agli altri stati europei più importanti. 

Dopo il pareggio di ieri sera tra Juventus e Benfica, che ha sancito l'eliminazione dei bianconeri dalla seconda competizione europea, l'Italia è scesa al quinto posto nel ranking Uefa, superata proprio dal Portogallo. Un risultato tanto deprimente quanto preannunciato, da chi da tempo grida alla crisi del calcio dello stivale. 

Crisi resa evidente da un semplice concetto: la prima squadra italiana, quella che da tre anni domina in serie A, prima non riesce a fare un campagna europea dignitosa in Champions, e poi viene eliminata in semifinale di Europa League dalla prima squadra portoghese. 

E se la prima compagine italiana è la Juventus, in questo momento la seconda è senza dubbio la Roma. Una Roma che tornerà finalmente a misurarsi nella più importante competizione per club, ma con quali presupposti?

Il nostro campionato, come annunciato in tempi recenti da Fabio Capello, è decisamente poco allenante. Vincere contro squadre come il Catania, il Chievo, il Sassuolo (con tutto il rispetto) non fa davvero più testo, se poi diventa faticoso battere il FC Copenaghen, piuttosto che il Galatasaray  o il Lione. Squadre di basso/medio livello in Europa, non stiamo parlando di colossi come Real Madrid o Bayern. 

Di conseguenza viene naturale pensare ad una Roma che dovrà rinforzarsi, in termini di giocatori e mentalità. Il campionato dei giallorossi è stato straordinario, ma il livello in campo internazionale è un altro. Servono tre o quattro acquisti top nel panorama europeo, gente che ha già calcato i campi di Champions, capace di risolvere le partite che contano in qualsiasi momento. 

Rudi Garcia ne ha già qualcuno in casa, che non andrebbe ceduto. E sul discorso mentalità, non ci sono dubbi sul fatto che il tecnico francese sia in grado di trasmetterla ai suoi giocatori. Poi, ovviamente, l'esperienza conta e va fatta con il tempo. 

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