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Juventus - Roma, basta polemiche: parola al campo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-01-2014 - Ore 17:42

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Juventus - Roma, basta polemiche: parola al campo

Niente polemiche, conta solo il verdetto del campo. Juventus e Roma si preparano al big match della 18esima giornata, snodo cruciale del campionato. Alla partitissima le squadre arrivano divise da 5 punti e accompagnate dalle dichiarazioni che, nei giorni scorsi, hanno fatto da antipasto. Tra riferimenti agli "aiutinì arbitrali" che assisterebbero la Vecchia Signora e proclami più o meno scontati, il countdown è arrivato quasi alla fine. «La Juve deve rispondere in campo, come sta facendo da 2 anni e mezzo», dice il tecnico bianconero Antonio Conte a poco più di 24 ore dal calcio d'inizio. A chi parla di Juventus favorita dai fischietti, il tecnico dei campioni d'Italia replica con distacco: «Quando ci sono chiacchiere da bar, da tifosi, bisogna sorridere. Le risposte vanno date sempre sul campo, perchè il terreno di gioco rende sempre giustizia. Negli ultimi 2 anni e mezzo il campo ha reso giustizia alla squadra più forte, in maniera anche molto netta e clamorosa alcune volte. Domani ci saranno 2 squadre che vogliono vincere, le parole non conteranno nulla, vedremo chi meriterà il successo», dice Conte, prima di osservare che «la polemica oggi sembra più importante della partita. Questo è il calcio in Italia». Quindi, si passa al curriculum recente: «In 3 anni, noi abbiamo vinto 2 scudetti e 2 Supercoppe -ricorda-. Abbiamo bruciato le tappe e siamo tornati a vincere senza sbagliare nulla. Questo passa quasi inosservato...La Roma, che ha una proprietà importante, 3 anni fa è partita con Luis Enrique in panchina e credo che in questo periodo abbia fatto più investimenti di tutti. Ha cambiato tanti giocatori e quest'anno lotta per vincere», afferma dando un'occhiata al percorso compiuto dai rivali a partire dal 2011. La Roma è tornata competitiva e sembra l'unico ostacolo tra la Juventus e il terzo scudetto consecutivo. In caso di vittoria, i bianconeri prenderebbero decisamente il largo. «La partita vale 3 punti. Valevano 3 punti anche le gare con Napoli, Milan e Sassuolo. Se vinciamo con la Roma, poi dobbiamo fare lo stesso a Cagliari», dice Conte provando a ridimensionare il peso del big match. «Certo, se vincessimo andremmo a +8: sarebbe un vantaggio importante, ma diventerebbe solo un'illusione se la squadra perdesse concentrazione. Abbiamo recuperato 10 punti alla Roma in poche partite: i giallorossi possono fare lo stesso», avverte. Capitolo formazione: «Ho 3 situazioni da valutare: Pirlo, Barzagli e Tevez. Le valuterò con i giocatori e deciderò serenamente, ho un gruppo straordinario».

Tutti, alla fine, giocheranno. La sfida di domani sarà anche un confronto tra le panchine. La Roma, dopo un biennio avaro di soddisfazioni, si è rimessa in moto con l'arrivo di Rudi Garcia.  «Si è integrato benissimo in una realtà difficile come quella di Roma. La piazza giallorossa non è facile, i meriti del tecnico sono notevoli. Come è capitato a me, ha trovato una squadra che veniva da due stagioni da dimenticare. C'era grande voglia di riscatto abbinata a grandi qualità tecniche, sul mercato ha preso giocatori di ottimo livello», dice ancora Conte. Il pregio principale della formazione giallorossa è la convinzione nei propri mezzi: «La Roma crede in quello che fa, niente è impossibile. Noi, nel mio primo anno qui, avevamo davanti il Milan, l'Inter, il Napoli. La Roma oggi ha davanti la Juventus e noi dovremo essere bravi a mantenere il primato, siamo consapevoli che le altre squadre non vedono l'ora di avvicinarsi e superarci».

«Andremo a Torino per vincere perchè lo facciamo sempre, su ogni campo e contro qualsiasi squadra», è il messaggio che Garcia manda da Trigoria. «La cosa più importante è vincere, ma se pareggiamo o perdiamo c'è tutto il girone di ritorno a disposizione, ci sono ancora tanti punti da assegnare, non cambierebbe nulla», dice il francese, adottando una linea prudente simile a quella del collega bianconero. La Roma, partita a fari spenti, può legittimamente puntare al bersaglio grosso. «La pressione? Firmerei per giocare ogni settimana gare di questo livello. Si affronteranno due squadre importanti su un bel campo con il miglior arbitro d'Italia. Vinca il migliore, non c'è altro da dire», dice l'ex tecnico del Lille stoppando ogni discorso extra-campo. La gara sarà anche un duello tattico. «Conte è un allenatore molto bravo e molto forte. Rispetto ai bianconeri non giochiamo con lo stesso modulo. In Italia il 40% delle squadre gioca con la difesa a 5, probabilmente perchè la Juve con questo modulo ha vinto giocando molto bene. Noi andremo a Torino per giocare la gara e per essere protagonisti, batteremo colpo su colpo», ribadisce. A prescindere dal risultato, domani sera il tecnico dovrà essere bravo a gestire eventuali eccessi dell'ambiente. In particolare, una vittoria scatenerebbe l'entusiasmo di una piazza che vuole tornare a sognare. «Penso solo a come abbassare i toni nel caso dovessimo vincere a Torino, non ad altro», chiarisce Garcia. Nello spogliatoio, il messaggio è già stato recepito: «Se siamo secondi è perchè abbiamo una fame da lupo e abbiamo un gruppo con grande determinazione».

Fonte: Adnkronos

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