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L'andamento lento della Roma di Garcia

condividi su facebook condividi su twitter Di: Massimo De Caridi 24-08-2015 - Ore 13:01

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L'andamento lento della Roma di Garcia

La Roma ricomincia come aveva finito. Gli uomini di Garcia non riescono a portare a casa i 3 punti nella prima giornata sul campo del Verona e la squadra sembra avere lo stesso passo lento con cui ha giocato la seconda parte di stagione dello scorso campionato. Solo la rete del vantaggio gialloblu ha svegliato un po’ i giocatori della Roma ma è parsa più una reazione nervosa che dovuta al gioco della squadra nel suo insieme. La difesa è ancora un cantiere aperto ed il centrocampo non ha aiutato moltissimo, così come l’attacco con Dzeko terminale offensivo ma unico del tridente che tornava a coprire quando il pallone era in possesso degli scaligeri. Schierare contemporaneamente Salah e Gervinho è stata una mossa molto rischiosa, poiché i 2 sono giocatori bravi nella corsa e nelle ripartenze ma che danno poco sostegno alla retroguardia quando il pallone è in possesso degli avversari. La scelta di continuare a puntare su Florenzi terzino è decisamente molto pericolosa e lo si è già visto nella prima partita di questa stagione: il Verona ha scelto di giocare con 2 ali vere al posto della coppia pesante formata da Toni e Pazzini, proprio per avere più ampiezza sulle fasce e soprattutto nella prima mezz’ora, il giallorosso ha sofferto tanto ed era sempre incerto sul da farsi, lasciando a Juanito Gomez larghi spazi. Da sottolineare come dalla parte di Florenzi né Gervinho né Salah abbiano mai dato una mano in fase difensiva, creando parecchi grattacapi anche ai centrocampisti. Stesso discorso si può fare con Torosidis, che è un terzino di ruolo ma più adatto a giocare a destra e nell'azione del gol degli scaligeri, è stato messo in mezzo da 2 avversari senza compagni che lo aiutassero. A centrocampo, Nainggolan ha cercato di fare da collegamento tra i reparti ma era spesso fuori posizione; De Rossi apparso lontano dalla condizione migliore e Pjanic che da intermedio continua fare fatica. Nella prima frazione di gioco, la Roma ha tirato in porta molto poco e solo in 2 circostanze ha fatto venire piccoli brividi sulla schiena dei tifosi veronesi: prima col "ninja" che in area di rigore si è liberato bene di un avversario ma poi ha tirato di sinistro debolmente ed il pallone è finito tra le braccia di Rafael; successivamente, è stato Gervinho a mettere in allarme l’estremo difensore dei padroni di casa con un tiro sul secondo palo finito fuori di poco. Questa è stata l’unica reale occasione da gol che l’ivoriano è riuscito a procurarsi in 82’ di partita, assolutamente poco per un giocatore che il tecnico manda in campo in ogni circostanza. L’assenza di Iago Falque dal primo minuto e per una settantina di minuti è stata notata da tutti, poiché l’ex Genoa sa superare bene l’avversario diretto ma è altrettanto utile quando la squadra ripiega ed infatti col suo ingresso la Roma ha allargato il gioco in maniera più fluida e la pericolosità dei giallorossi è aumentata. Dopo la rete subita, la Roma ha giocato più sui nervi che non spinta da una manovra avvolgente ed il gol di Florenzi non ha fatto altro che dare fiducia ad una squadra che se messa nelle condizioni di creare azioni da gol, lo sa fare con una certa continuità. La difesa giallorossa è ancora da registrare e se gli altri reparti non aiutano, le difficoltà diventano ancora maggiori, così come la manovra dei centrocampisti dovrebbe esser più veloce e non bisogna cercare sempre la giocata singola. Pjanic sulla trequarti rende di più poiché non ha compiti di interdizione in fase di non possesso palla e può liberare il suo genio come ha fatto negli ultimi 20’ di Verona. Mettere in campo contemporaneamente 2 esterni veloci senza un centrale che li possa lanciare è inutile, soprattutto quando affronti squadre che amano chiudersi e ripartire in contropiede. La presenza di Dzeko al centro è importantissima ma va supportato da esterni in grado di dialogare con lui e servirlo con palloni alti o in profondità, cosa mai successa sabato scorso. La dirigenza romanista ha messo a disposizione del tecnico una rosa di grande valore anche se con evidenti lacune difensive che si spera possano esser colmato in questi giorni ma il persistere con il 4-3-3 senza nessun giocatore che faccia da collante tra i reparti, senza un gioco fluido e continuo ma solo un estremo palleggio in zona mediana col rischio di prendere ripartenze e rallentare la manovra offensiva, sembra sempre meno utile alla causa. Molti hanno contestato anche i cambi effettuati dall’allenatore francese: certamente non l’ingresso di Iago Falque ma l’uscita al suo posto di Salah e non Gervinho ha lasciato molta perplessità. L’ex Genoa e l’egiziano avevano ben giocato nella gara casalinga di presentazione contro il Siviglia, dando spettacolo e sembrando già integrati con Dzeko. Il mancato ingresso di Totti a vantaggio di Ibarbo è un altro punto sul quale si può dibattere. Mancavano 10' al fischio di chiusura e la freschezza fisica e mentale del capitano giallorosso poteva esser molto più utile del colombiano più bravo nell'aiutare Florenzi in coperura che non a scardinare la difesa veronese. Al Bentegodi, Salah è dovuta tornare spesso a prendersi il pallone a centrocampo perché non trovava sbocchi e non arrivavano palle giocabili dalle sue parti. Sicuramente, è molto presto per trarre delle conclusione affrettate ma forse ora è ancora possibile rimediare a qualche errore di troppo commesso dalla dirigenza e dal tecnico, prima che sia troppo tardi. Potrebbe esser un’annata importante, con un po’ di buona volontà da parte di tutti.

Fonte: Massimo De Caridi

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