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L'importanza dei calci piazzati

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 10-03-2015 - Ore 15:30

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L'importanza dei calci piazzati

C'era una volta Mehdi Benatia. Difensore roccioso, capace di tenere da solo a galla l'intero reparto arretrato, meglio ancora se in coppia con un'altra roccia come Leandro Castan. Ma non siamo qui per parlare di rimpianti, ma di fatti.

Nella scorsa stagione il marocchino era un'arma non solo nell'area della Roma, ma anche nell'area avversaria. Spesso si avventurava verso nuovi orizzonti, alla ricerca del colpo di testa o della zampata vincente. Il risultato furono i 5 gol della scorsa stagione, di cui 4 da calcio piazzato, dove Benatia era l'arma in più che mascherava limiti che probabilmente già c'erano.

Nella stagione in corso la squadra di Garcia ha messo a segno soltanto 5 gol in totale, da azione di calcio d'angolo o punizione laterale. Due volte Destro (che ora non è più a Trigoria) una De Rossi, Astori e Keita, le occasioni in cui i giallorossi hanno fatto male all'avversario da calcio piazzato.

E pensare che squadre come l'Empoli hanno addirittura basato gran parte delle loro fortune su ottimi schemi da fermo, e la Juventus rivale numero uno della Roma è la squadra migliore del campionato da questo punto di vista. Un dato che non sorprende, se si pensa per esempio al gol del vantaggio contro l'Atalanta, quando nell'area piccola bergamasca si presentarono ben quattro bianconeri pronti a mettere il pallone in rete. 

Alla Roma i saltatori non mancherebbero, se pensiamo a Manolas (che qualche gol con l'Olympiakos lo ha segnato), Yanga Mbiwa e Keita, solo per citarne alcuni. Sfruttare al meglio questo di tipo di situazioni potrebbe fare la differenza in futuro, è un aspetto da non sottovalutare. 

 

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