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La notte magica di Alessandro Florenzi e la Roma sogna la Champions

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-03-2014 - Ore 20:30

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La notte magica di Alessandro Florenzi e la Roma sogna la Champions

Florenzi al 92’ segna un gol fondamentale per la Roma, che si porta a +9 dal Napoli. I giallorossi cominciano a sentire la musichetta della Champions League anche se il cammino è ancora lungo e bisognerà vincere ancora diverse battaglie. La gara con il Torino può essere uno spartiacque di questa stagione, soprattutto per come è arrivata questa vittoria. Nel primo tempo, la Roma è parsa padrona della gara e, a parte un paio di conclusioni finite sul fondo, sono stati quasi sempre gli uomini di Garcia a creare le occasioni più pericolose. La prima parte da una delle tante corse sulla fascia destra di un meraviglioso Maicon, in forma mondiale, che mette un pallone perfetto al centro dell’area di rigore, velo di De Rossi e tiro a botta sicura di Totti. Quasi sempre un’azione del genere che finisce sui piedi del capitano romanista termina con l’esultanza dei tifosi giallorossi. Questa volta, però, Totti tira debolmente e proprio tra le braccia di Padelli, che non deve far altro che accoglierla e bloccarla a terra. Pochi minuti dopo, ancora il terzino brasiliano serve un pallone delizioso sui piedi di Destro, che in spaccata tenta di sorprendere l’estremo difensore granata, che ha dei riflessi eccellenti e respinge ma sui piedi di Pjanic, che tira sull’altro palo ma trova ancora Padelli a deviare la sfera in calcio d’angolo. Maicon allora prova a fare tutto da solo: parte dalla propria metà campo, dribbla 3-4 avversari, entra in area e viene steso da un difensore del Torino, per l’arbitro non è rigore e così si rimane sullo 0-0. A questo punto, un altro cavallo pazzo giallorosso sale in cattedra: Gervinho. L’ivoriano si ispira all’Alberto Tomba dei bei tempi ed usa i difensori torinisti come fossero paletti e dopo averne superati 4, serve un assist perfetto sui piedi di Destro, che in scivolata pensa bene di scavalcare Padelli e regalare il vantaggio alla Roma. E’ il 41’ e l’incontro sembrerebbe destinato a prendere la direzione Roma ma ad inizio ripresa cambia tutto.

Gli uomini di Garcia non entrano in campo con lo spirito migliore e per 10’ sono in balìa degli avversari, sino a quando Ciro Immobile non riceve un meraviglioso pallone che incrocia perfettamente sul secondo palo e tragitto De Sanctis rimasto totalmente bloccato dal tiro del napoletano. I romanisti provano a tornare in vantaggio con diverse azioni potenzialmente pericolose ma senza che la difesa granata soffra particolarmente. Garcia prova la carta del doppio cambio simultaneo: fuori capitan Totti e Romagnoli, ancora adattato come terzino sinistro e dentro Ljajic e Bastos. Il serbo gioca la miglior mezz’ora del 2014: punizione dal limite rubata a Pjanic a parte, è sempre nel vivo della manovra offensiva romanista, supera spesso il primo avversario e poco prima del gol decisivo, attira su di sé tutta la difesa ospite per poi servire un pallone delizioso a Florenzi, che chiedeva solo di esser messo in gol ma il numero 24 romanista sbaglia lo stop e l’azione sfuma. Per una volta, comunque, la dea bendata è dalla parte dei giallorossi ed infatti quando sembrava che la Roma avesse perso l’ennesimo pallone sulla trequarti, Immobile cade sulla sfera che viene presa in consegna da Maicon, che la cede a Gervinho, il quale si avvicina all’area di rigore e mentre la retroguardia andava in massa incontro all’ivoriano, questi serve un pallone preciso a Florenzi, che stavolta non sbaglia nulla e tira sul secondo palo di sinistro con Padelli che non può far altro che distendersi senza riuscire a deviare la palla che si ferma solo in fondo alla rete. Dopo circa un minuto, Bergonzi fischia la fine di una partita sofferta ma vinta da grande squadra quale la Roma sta dimostrando di essere da inizio stagione.

I complimenti a questa squadra ed al suo tecnico sembrano retorici ma sono assolutamente meritati. La Roma ha 2 punti in più ed una gara in meno della Juventus campione d’Italia dello scorso anno, la miglior difesa con 15 gol al passivo ed il secondo miglior attacco della serie A. Potremmo anche aggiungere che nella sua storia la Roma non aveva mai fatto così tanti punti in 30 partite disputate, altro piccolo record battuto ma che non porterà al titolo poiché sfortuna vuole che abbia conseguito questi risultati nell’anno in cui la Juventus rischia di superare i 100 punti in un campionato. Dopo il rammarico per quello che poteva essere e molto probabilmente non sarà, qualche piccolo appunto al mister, dopo una vittoria fondamentale si può fare. Era giusto provare Toloi, vista la squalifica di Benatia, meno giusto forse non dare fiducia a Torosidis sulla fascia sinistra, poiché la spinta su una fascia sola è un po’ limitante e limitativo per una squadra che fa delle corsie esterne una risorsa piuttosto grande. Altro piccolo appunto si riferisce alla sostituzione di Romagnoli con Bastos: si è passati da una retroguardia che spingeva solo a destra ad una difesa composta solo da Toloi e Castan, con gli altri 2 brasiliani che nel secondo tempo erano delle ali aggiunte e con l’ex Lione certamente non nel periodo migliore della carriera. Detto questo: la vittoria porterà morale e positività in tutto l’ambiente romanista e l’auguro è che anche chi non ha giocato benissimo nelle ultime giornate, possa dimostrare il suo valore.

Fonte: Massimo De Caridi

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