Breaking News

La Roma regala una serata di Gala ad un Milan in disarmo

condividi su facebook condividi su twitter Di: Massimo De Caridi 10-05-2015 - Ore 15:34

|
La Roma regala una serata di Gala ad un Milan in disarmo

La Roma perde 2-1 a San Siro contro il Milan e mette un altro record negativo della stagione: nessun’altra squadra italiana aveva perso alla Scala del Calcio con entrambe le milanesi.. Gli uomini di Garcia hanno avuto l’approccio giusto al match, confezionando 2 azioni pericolose nei primi 3 minuti. Tutti pensavano, quindi, che i giallorossi avrebbero fatto un sol boccone dei rossoneri dopo quell’inizio di personalità ed invece piano piano è uscita la squadra di Inzaghi. Il Milan è partito timoroso e certamente il suo pubblico non li aveva aiutati, poiché avevo deciso di entrare con 5’ di ritardo dal fischio d’inizio in segno di protesta. La Roma era partita bene ma poi ha abbassato il ritmo del gioco permettendo al Milan di ricompattarsi in difesa e ripartire in contropiede. L’uomo più pericoloso dei padroni di casa era Honda, tornato titolare dopo diverse panchine ed un campionato iniziato alla grande ma che aveva avuto molte ombre col passare delle giornate. Sulla fascia destra, le sue ripartenze sono state letali per tutta la gara senza che Torosidis riuscisse mai a contenerlo o che qualche compagno di squadra andasse in soccorso del greco. Tutte le azioni più importanti del Milan sono passate dai suoi piedi, entrambi gli assist (di destro, che non è il suo piede) sono suoi, ogni accelerazione o ripartenza veloce veniva affidata a lui. In tutto il match, Garcia non ha mai pensato o comunque non è mai riuscito ad evitare che il giapponese milanista continuasse a fare e disfare della partita a proprio piacimento. Il tecnico giallorosso aveva riconfermato la stessa formazione dei precedenti 2 incontri, puntando sui risultati ottenuti in quelle 2 gare e badando meno alla forma di chi è sceso in campo dall’inizio. Pjanic, De Rossi, Ibarbo e Gervinho facevano fatica ad entrare nel match, anche se l’ivoriano si è impegnato più volte nella fase difensiva finché non si è infortunato. Il concetto di “squadra che vince non si cambia” ci poteva stare ma bisognava cambiare subito dopo uno squallido primo tempo, culminato al 40’ con il vantaggio rossonero grazie al pressing alto di Destro e compagni, che ha fatto sì che Pjanic perdesse il pallone, Honda fosse libero di correre verso la porta romanista, alzasse la testa, attendesse e poi passasse la sfera a VanGinkel regalando all’olandese la gioia della prima marcatura segnata nel nostro campionato, grande classico del repertorio giallorosso. L’unico cambio del primo tempo è stato quello tra Gervinho (uscito per un guaio muscolare) ed un impalpabile Ljajic, tornato ad esser giocatore di grande classe ma a volte irritante. Era la grande occasione di Miralem Pjanic di poter dimostrare che possa esser un giocatore decisivo nelle grandi occasioni e nei momenti di difficoltà ed invece è stato nuovamente in balìa degli eventi e non è riuscito a dare un minimo di gioco alla manovra offensiva romanista, oltre all’errore clamoroso sul primo gol milanista. De Rossi in mezzo al campo è parso compassato in fase d’impostazione e spesso in ritardo quando il pallone era in possesso degli avversari. Astori è andato in grande affanno con Mattia Destro, che ha giocato un’ottima partita contro l’ex cagliaritano simile a quella dello scorso anno quando segnò una tripletta in Sardegna, vestendo la maglia della Roma. L’ascolano si è “limitato” a segnare la rete decisiva del match su assist, neanche a dirlo, di Honda che ha pennellato un destro (non il suo piede) preciso nonostante una leggera deviazione sulla testa dell’ex romanista, che da pochi passi non ha dovuto far altro che appoggiare di testa nello specchio della porta, senza che nessun giallorosso riuscisse ad anticiparlo. In questa giornata, l’ennesima, molto negativa della formazione di Garcia non hanno raggiunto la sufficienza neanche gli ultimi baluardi di un’annata da dimenticare, cioè Florenzi, Manolas e Nainggolan, comunque i meno peggio dell’incontro. Davanti, Doumbia ha fatto vedere qualche dribbling in più, si è proposto per qualche imbucata ed un paio di ripartenze ma il suo operato è stato del tutto infruttuoso e le 2 o 3 volte in cui ha provato il tiro, è stato prontamente respinto da una difesa non certo rocciosa o rapidissima. Le uniche emozioni sono arrivate grazie al solito capitano della Roma: Francesco Totti. Il numero 10 giallorosso è partito dalla panchina per la terza volta consecutiva senza mai protestare ed anzi incoraggiando ed applaudendo sempre i compagni. Al suo ingresso in campo, l’esigente ma sportivo pubblico del Milan gli ha dedicato una standing ovation, come si fa coi grandi campioni. La gara di Totti è stata di gran classe: assist smarcanti, lanci precisi, giocate di fino e sempre utili alla manovra partendo quasi da centrocampista e sostituendo Pjanic sia numericamente che nella posizione in campo ma spiegando con le sue giocate al bosniaco cosa avrebbe dovuto fare. In una serata nerissima per la Roma, arriva anche la firma 299 in maglia romanista per il capitano, grazie ad un calcio di rigore procurato da Iturbe, entrato al posto di Ibarbo per creare un po’ di pericoli alla retroguardia rossonera e dimostrandosi uno dei migliori quando c’è da “sparigliare” una partita. A fine incontro, Sabatini ha parlato di “prestazione inquietante”, la società ha deciso di far svolgere un allenamento alle 8 domenica mattina, facendo dormire i giocatori a Trigoria, di ritorno dal viaggio di Milano. Si è parlato di “ritiro punitivo” ma la domanda è: che senso ha a questo punto? Queste decisioni, forse, andavano prese a febbraio, quando ancora c’era qualcosa da poter fare ma a maggio è come un professore che convoca i genitori di un alunno a fine anno scolastico per dire che il figlio, se continua così verrà bocciato. Difficile che dopo un’annata pessima un buon voto possa salvarlo. In questo momento di dissenso tra tifoseria e dirigenza, le parole di Baldissoni (“Mi è capitato di dire ad alcuni tifosi che si lamentavano della non comprensione da parte dei tifosi è che loro devono andare allo stadio a tifare, se pensano di comprare un biglietto per esprimere le loro opinioni nel prime time di Sky a un milione e mezzo di persone credo il biglietto costerebbe anche di più”) non aiutano a ricompattare un ambiente che avrebbe bisogno di segnali di vicinanza che non arrivano. 

Hai apprezzato questo articolo?
Puoi sostenere Insideroma aderendo al progetto di crowdfunding!

Partecipa!

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom