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La Roma torna magica per una notte

condividi su facebook condividi su twitter Di: Massimo De Caridi 30-04-2015 - Ore 13:39

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La Roma torna magica per una notte

La Roma torna a vincere e soprattutto a convincere. I giallorossi superano il Sassuolo per 3-0 in trasferta e restano agganciati alla Lazio, vittoriosa all’Olimpico per 4-0 sul Parma ed ancora seconda con un punto in più. Dopo 5 mesi di buio e qualche piccolo barlume di speranza di esserne usciti dalla crisi ma sempre con prestazioni poco brillanti, la formazione di Rudi Garcia ha nuovamente segnato e prodotto molto, senza subire quasi nulla. Morgan De Sanctis ha dovuto fare una sola ma decisiva parata su Zaza, che al volo lo ha costretto a volare sul palo alla sua sinistra intercettando un gran tiro dell’attaccante neroverde. Molte note liete della gara contro il Sassuolo: la prima marcatura italiana di Seydou Doumbia, che ancora appare lontano da una condizioni ottimale ma che almeno ha mostrato qualcosa in più rispetto alle altre circostanze in cui è stato impiegato. La grinta di Miralem Pjanic (sì, proprio il bosniaco apparso spesso apatico in questa stagione), la caparbietà con cui ha lottato su ogni pallone e la voglia di mettere i compagni nelle condizioni di battere a rete o di farlo personalmente. La coppia centrale Manolas-Astori, la più solida di quelle sinora impiegate dal mister francese, è ancora una volta uscita dal campo senza aver subito reti. Ibarbo non è certamente un bomber di razza ma la sua utilità in mezzo al campo si vede sia quando deve accelerare palla al piede e sia in fase di ripiegamento, quando aiuta nei raddoppi difensivi e crea superiorità numerica a centrocampo. Dulcis in fundo, Nainggolan e Florenzi: la classe operaia va in paradiso. Il belga disputa un match al livello di quelli di inizio campionato, i palloni dalle sue parti sono tutti suoi, vince ogni contrasto e quando lo perde, torna caparbiamente sulla palla e la riconquista. “Florenzi è sottovalutato”, parole e musica di Rudi Garcia. Il tuttofare romanista domina la fascia destra sia da terzino che da centrocampista che da attaccante. Il gol è un mix di tecnica, voglia di vincere e cuore, tutte caratteristiche che contraddistinguono il numero 24 romanista. La Roma ha giocato un primo tempo a buon ritmo contro un Sassuolo in piena crisi ma che non ha fatto le barricate ma che ha cercato di fare la sua partita nonostante le assenze di Berardi per squalifica e Zaza per scelta tecnica. Al primo pallone messo in mezzo all’area di rigore, i giallorossi sono passati in vantaggio grazie ad un colpo di testa del “redivivo” Doumbia, molto criticato dai tifosi e nell’occhio del ciclone per il suo riscaldamento blando a San Siro. La Roma, però, non si è chiusa in difesa come aveva fatto spesso negli ultimi mesi dopo esser passata in vantaggio ma ha continuato a giocare e a creare azioni. Da un’idea geniale di Florenzi è arrivato il raddoppio: l’esterno romanista prende palla sulla trequarti del Sassuolo e prima supera Floccari in dribbling e poi all’ingresso dei 16 metri, marca anche Brighi e lascia partire un diagonale potente e preciso che si insacca sul secondo palo con il portiere emiliano Consigli che può solo guardare. I padroni di casa provano timidamente ad affacciarsi nella metà campo giallorossa ma la Roma sembra quella col vestito buono e segue Nainggolan, leader carismatico del centrocampo, che ruba mille palloni ed imposta la manovra per il contropiede. Meno brillante l’azione quando passa dai piedi di Doumbia, che nonostante il gol, continua ad apparire un corpo estraneo al gioco ed anche il suo connazionale Gervinho è la brutta copia del funambolo che lo scorso anno scardinava le difese avversarie. Una sola volta riesce a partire in progressione grazie ad uno splendido passaggio di Florenzi “scuola Totti”, cioè col contagiri sui piedi del compagno. L’ivoriano entra in area di rigore ed invece di passare subito il pallone a Pjanic, tenta un dribbling su Peluso, che quasi gli ruba la sfera ma la recupera il giallorosso che finalmente la serve al bosniaco, che non ci pensa due volte e con forza tira da pochi passi sotto la traversa. Fine dei giochi e Roma che torna alla vittoria grazie non solo al punteggio ma ad una coralità di squadra, l’impegno e la voglia di portare a casa i 3 punti. La Lazio è ancora avanti ma sta tutto nella testa e nei piedi dei giocatori romanisti riconquistare almeno il secondo posto, obiettivo minimo di questa stagione per non rovinare anche la prossima. Serve continuità di risultati, a cominciare dalla partita casalinga col Genoa, nella quale bisognerà sconfiggere quello che lo scorso anno era stato il più grande alleato nella lotta al titolo: lo stadio Olimpico riconquistando i tifosi della Roma.

Fonte: Massimo De Caridi

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