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Le norme FIGC e la squalifica di Sarri, mentre il calcio italiano degrada il buon senso

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 20-01-2016 - Ore 16:30

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Le norme FIGC e la squalifica di Sarri, mentre il calcio italiano degrada il buon senso

LA VICENDA – E' ormai nota a tutti: l'allenatore dell'Inter Roberto Mancini ha avuto un duro scontro verbale con Maurizio Sarri al termine di Napoli – Inter nei Quarti di Finale di Coppa Italia. "Mi ha detto che sono frocio e poi un finocchio, certe persone fanno male al calcio italiano" l'accusa di Mancini. Pronta la replica di Sarri: "Per me è finito tutto in campo. Ero infuriato ed ho detto la prima cosa che mi è passata per la testa. Sbagliando. Non sono omofobo, ho amici omosessuali. Ho chiesto scusa a Mancini, ma non le ha accetate visto che mi ha dato poi del vecchio cazzone".

DICHIARAZIONI LESIVE O DISCRIMINATORIE? – Le norme della Figc puniscono un tesserato con almeno 4 mesi di stop per "un comportamento discriminatorio e ogni condotta che comporti offesa per motivi di sesso". L'eventuale squalifica andrebbe scontata non solo in Coppa Italia ma anche in campionato e in Europa League in quanto la UEFA recepisce le sanzioni dai rispettivi campionati. Domani sarà il giorno della sentenza: il giudice sportivo Tosel potrebbe decidere anche per uno stop di 3 o più giornate se valuterà le frasi incriminate come "dichiarazioni lesive", disciplinate dall'articolo 5 delle NOIF(Norme Organizzative Interne Federali) e non "discriminatorie". Nel caso delle prime, anche lo stesso Roberto Mancini è a rischio squalifica per il suo "vecchio cazzone" rivolto all'allenatore del Napoli. Dunque lo stop da breve a lungo passa per la decisione del giudice Tosel se considerare le frasi come lesive o discriminatorie.

QUESTIONE DI BUON SENSO – Nel 2016 ciò che accade in campo difficilmente rimarrà in campo, vuoi le telecamere, gli inviati a bordo campo o i microfoni, oggi tutto si sente tutto si vede. Ora, Sarri non è omofobo e certamente non va crocifisso come il male assoluto del calcio italiano e nemmeno Roberto Mancini, titoli che appartengono ad altri individui. Ma quello che è accaduto è grave e va sanzionato, seppur possibile credere che sia stata una leggerezza. Va punito non perché parliamo del Napoli o di Sarri(in quanto prima in classifica del campionato) bensì il fatto in se stesso è un grave danno all'immagine del calcio italiano e un cattivo esempio per tutti i tifosi e gli appassionati, soprattutto per i più giovani. Ma dobbiamo essere ancora più chiari, soprattutto agli occhi di coloro che faticano a contestualizzare e che si lasciano trascinare da facili e inutili piagnistei: la discriminazione, territoriale, sessuale o razziale, andrebbe sempre e comunque punita e sanzionata. Dai cori 'O Vesuvio lavali tu', passando per gli ululati razzisti, per il presidente della lega calcio che parla di 'Opti Pobà mangia banane' arrivando infine all'episodio di ieri intriso di una discriminazione sessuale derivata dalla storpiatura dispregiativa del termine omosessuale (ossia 'frocio'), sono tutti episodi che andrebbero puniti, indistintamente dalla maglia che indossiamo, dai colori che difendiamo o dalla nostra terra d'appartenenza. Eppure questo non accade sempre, e quando ci si indigna per episodi simili si viene accusati di falso moralismo. Meglio far passare tutto questo per normale, per semplice goliardia, per contorno colorito dello sport che tanto amiamo?

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giorgio contini 21/01/2016 - Ore 09:38

Ma penso che voi stessi fate da una Mosca un Elefante,sono 2 giorni che ne parlate (solo di questo) per favore smettetela,non avete altri argomenti da dicutere? Certo che con un conduttore come (Mazzotti)non si puö pretendere di piü. Parlate di CALCIOOO.......

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