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Le voci dicono Strootman via da Roma, ma ad altri prima di lui non andò bene

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 13-12-2014 - Ore 11:00

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Le voci dicono Strootman via da Roma, ma ad altri prima di lui non andò bene

E' un giochino che si fa spesso a Roma. Quando hai un giocatore di livello internazionale, capace di spostare gli equilibri della squadra, ecco che le voci di mercato te lo portano via. Perchè ci sono i grandi club capitalisti, quelli che il il salto di qualità economico-sportivo a cui punta la Roma lo hanno già fatto.

E così, nel tourbillon delle indiscrezioni, si parla di Strootman al Manchester United, società che negli ultimi tempi ha riaperto i rubinetti dopo qualche anno di pausa. Il giocatore potrebbe apprezzare la destinazione, dove troverebbe il connazionale Van Gaal come manager, ma la Roma lo ha sempre dichiarato incedibile. Come successe anche per altri in passato.

Nell'estate del 2009 la Roma doveva fare cassa, per autofinanziare il mercato e non solo. Era ancora la Roma dei Sensi, con Rosella che prese il comando al posto del compianto padre. Dopo tre stagioni ad alto livello con Spalletti, Amantino Mancini aveva trovato la definitiva consacrazione, imponendosi anche in Champions League. Le grandi del calcio, italiano e non, non potevano restare indifferenti di fronte ai numeri del brasiliano (in termini di gol e giocate), e l'Inter di Mourinho se lo portò via. 

Era l'Inter di Ibrahimovic, di Crespo e di Adriano, e Mancini fece molta fatica a trovare spazio. Dopo un buon inizio, con tanto di gol in Champions League, il brasiliano scese rapidamente ed inesorabilmente nelle gerarchie dello "Special One", finendo nel dimenticatoio insieme a Quaresma, altro acquisto interista di quella estate. Dopo 36 presenze ed un prestito nell'altra squadra di Milano, venne rispedito in Brasile, in quell'Atletico Mineiro che lo aveva mostrato al mondo del calcio.

Tornando a tempi più recenti, come non citare la doppia cessione dell'estate 2013, fortunata per la Roma ma meno per i diretti interessati. Dopo la delusione del 26 maggio la società giallorossa doveva rifondare per ripartire, con scelte complicate ma redditizie. Osvaldo, elemento dalle indubbie qualità sportive ma ai ferri corti con l'ambiente romanista, fece le valigie per l'Inghilterra, direzione Southampton

Lì avrebbe ritrovato Pochettino, che lo aveva allenato nell'Espanyol, l'ideale per linciarsi. Peccato che invece di imporsi in campo, Osvaldo lo fece più che altro con i compagni, fisicamente, a giudicare dal pugno finito sulla faccia del difensore Josè Fonte. Finì lì l'esperienza dell'italo-argentino in Inghilterra, che a gennaio fu ceduto in prestito alla Juventus con tanto di gol dell'ex nello scontro diretto contro la Roma. Unica soddisfazione di una stagione maledetta per Osvaldo.

Maledetto sembra anche il cammino di altri due ex, Lamela e Benatia. L'argentino si è visto a Londra solo per un gol di rabona messo a segno in questa Europa League, poche presenze e pochi acuti per lui. Per quello che era, e probabilmente è, uno dei pupilli di Sabatini e che rappresentò la classica cessione dolorosa per il ds giallorosso.

 

Benatia è andato via lasciandosi alle spalle un polverone di polemiche, per fare il definitivo salto di qualità. Per ora solo 7 presenze in Bundes con il Bayern di Guardiola, e 4 apparizioni in Champions League. Davvero poco per uno dei migliori difensori centrali in circolazione.

Il detto vedi Napoli e poi... è applicabile anche alla capitale in questo caso. In molti, dopo aver lasciato la Roma, non hanno avuto fortuna, quasi ci fosse una maledizione. Qualcuno starà facendo i dovuti scongiuri, ma scherzi a parte, ci pensi bene prima di lasciare una squadra competitiva ed ambiziosa, destinata a crescere ancora.

 

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