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Legge sugli stadi, ABETE: "Non possiamo aspettare ancora troppo". PANCALLI: "Troppi percorsi burocratici"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-11-2013 - Ore 18:44

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Legge sugli stadi, ABETE:

«Gli stadi li avremo quando si riuscirà a concepire una norma che agevoli quei tortuosi percorsi burocratici che vanno seguiti per la realizzazione di un impianto sportivo». Queste le parole di Luca Pancalli, assessore alla Qualità della Vita e Sport per il comune di Roma, a margine della conferenza Oltre le paralimpiadi: sport, tecnologia e nuove abilità, tenutasi oggi a Villa Wolkonsky, e riportate dall'Adnkronos. Il presidente del comitato paralimpico italiano ha parlato dell’importanza della modernizzazione degli impianti: “La modernizzazione è qualcosa di strategico e fondamentale per avere impianti efficienti in relazione ai tempi che cambiano - ha detto-. Occorre un’impiantistica confacente alle dimensione del nostro paese: in alcune realtà abbiamo una forte concentrazione di impianti, in altri un’assenza totale. Dobbiamo diffondere lo sport nel paese e la cultura sportiva senza speculazioni accompagnando il tutto con una strategia di governo impiantistica che faccia da cabina di regia”. 

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Figc, Giancarlo Abete, al termine della runione della Federazione di oggi. «L’emendamento stadi è stato stralciato dalla legge di stabilità? È la prova provata della difficoltà di dire una parola fine a positiva a una norma sugli impianti sportivi che non aveva già trovato riscontro positivo nella precedente legislatura. Tutti quanti noi, come dichiarato dal presidente del Coni, Malagò, che molto si è impegnato, abbiamo comunque fiducia che il percorso parlamentare non significhi un’attesa molto lunga perchè non possiamo permettercelo - sono le sue dichiarazioni riportate dall'Ansa -. Rimane l’impegno del Governo e dei parlamentari e l’auspicio che il presidente Letta e il vicepremier Alfano avevano assunto in sede Coni e in assemblea di Lega di A. La discussione e i problemi riguardano due aree specifiche: gli edifici residenziali e la contiguità. Speriamo che l’iter parlamentare faccia chiarezza e consenta di avere una legge necessaria e a costo zero per riattivare un volano per il paese e creare le condizioni potenziali per lo sviluppo del nostro calcio. È diventato difficile fare qualsiasi cosa mentre è facile che certe cose non si facciano. Nell’Italia di oggi aumenta questo tipo di differenziale. Lperchè ci sia un percorso che non determini una mortificazione per il mondo del calcio».

Fonte: Adnkronos, Ansa

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