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Conferenza Garcia: "Mai detto che avremmo venduto dei giocatori del gruppo"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-07-2015 - Ore 12:30

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Conferenza Garcia:

SEGUI IL LIVE SU INSIDEROMA.COM - Ore 12.30, terminato l'allenamento dei giallorossi nel centro sportivo "La Pineta" di Pinzolo, Rudi Garcia è pronto a parlare davanti alla stampa. Una conferenza stampa, iniziata con più di mezz'ora di ritardo sull'orario previsto, attesa da quasi due mesi dopo che nell'ultima il tecnico francese aveva concluso con incertezza la stagione. Ora, però, il vento è cambiato ed il nuovo anno ha portato molte novità che Garcia quest'oggi commenterà e farà anche un punto sul mercato.

Queste le parole del mister giallorosso, Rudi Garcia:

Primi giorni di ritiro, come va?
"Per fortuna è scesa un po' la temperatura, faceva caldissimo. Non ci aspettavamo un caldo così, ma tutto è tornato alla normalità, possiamo lavorare bene. C'è l'occasione per i tifosi di avvicinarsi alla squadra, se fosse possibile accoglierli anche a Trigoria lo farei. Ma non è possibile e approfittiamo di questa settimana, la gente può vederci da vicino. Approfitto per ringraziare tutti quelli che lavorano per mettere la squadra nelle migliore condizioni".

Si aspettava questo calore?
"Ma sì, c'è un'idea che ci facciamo e la realtà, che è veramente bella. Vedo i tifosi entusiasti e tante famiglie, non dimentico che io per primo siamo tutti stati bambini appassionati di calcio, su questa cosa non dobbiamo mai dimenticare, dobbiamo dare gioia ai bambini, sono il futuro".

Romagnoli sarà un punto fermo?
"Tutti quelli che sono qui, insieme ai nazionali che arriveranno il 13, Romagnoli il 14 e Ibarbo il 20, sono importanti. Penso anche ai giovani, è un momento in cui vivono con noi 24 ore al giorno, possiamo avere un occhio su di loro nel campo e far vedere loro le abitudini della squadra. Ogni giovane che è arrivato si è sempre mostrato molto educato, serio e all'ascolto dei consigli, vuol dire che sotto la Prima Squadra c'è un settore giovanile che lavora bene sul campo e sul piano umano".

Prima di Roma-Palermo aveva detto che bisogna prima vendere e poi comprare. Le altre squadre hanno comprato. Come si trova a dover lavorare in un ambiente in cui alcuni giocatori si sentono magari come un ostacolo al progetto? Molti tifosi non vedono l’ora di essere venduti. Lei stesso ha detto che alcuni dei suoi lasceranno la Roma.
"Io non ho mai detto che avremmo venduto dei giocatori del mio gruppo. Ho detto che il gruppo è lo stesso tranne Iago Falque. Lui è un vero giocatore di pallone, è molto umile, mi sembra un uomo di qualità e di valore e sono sicuro che ci aiuterà tanto. Sul mercato lavoriamo in sintonia io, Pallotta e Sabatini. Sono contento che sia arrivato Iago Falque ed ovviamente arriveranno altri giocatori perché ogni anno la società e noi tutti lavoriamo per far crescere la squadra. Non bisogna avere fretta, ma io che sento spesso Walter ed il presidente posso assicurare che avremo una squadra competitiva. Cerchiamo tre ruoli ben precisi ma non abbiamo fretta".

Era Rongoni il vero problema della Roma?
"Per essere chiari, ci sentiamo spesso col presidente ed ogni giorno coi dirigenti italiani. Su questi cambi del mio staff avevo già parlato col mio presidente a gennaio, per migliorare non solo le strutture, non solo la squadra ma anche le persone che lavorano per il bene della squadra. Questo vuol dire che quelli dell'anno scorso non erano buoni? Per niente, siamo arrivati secondi e loro sono grandi professionisti. È la nostra scelta, la mia in particolare, abbiamo deciso di prendere persone di grande qualità che ci porteranno ad avere una stagione con meno infortunati, il nodo l'anno scorso è stato quello, per me quest'anno sarà un anno senza mondiali e senza Coppa d'Africa, l'abbiamo sofferto tanto e quest'anno non lo soffriremo".

Lei non è andato a Londra, cosa è successo? Ha mai pensato di lasciare la Roma?
"Se facciamo una conferenza stampa sull'anno scorso non serve a niente. Io sono entusiasta, sereno. Le cose, da quando sono arrivato, non sono cambiate. Non sono né più debole né più forte, lavoriamo allo stesso modo, ognuno al suo posto. Il mio ruolo è con lo staff quello di portare i migliori risultati. Bisogna tornare al futuro, che è oggi, abbiamo 7 settimane per lavorare e partite da giocare e una tournée da gestire, dopo l'Australia avremo 4 settimane. Siamo concentrati solo su questa cosa, è di buonsenso".

Come si trova a lavorare con Norman? Spesso si defila durante la parte atletica dell'allenamento, come funzioneranno le cose?
"Bisogna dare le responsabilità, non cambierà nulla. Ed Lippie lo conoscevo, ho scoperto Darcy, mi piace il suo buonsenso. Ha certezze, convinzioni, nella preparazione atletica possiamo avere più certezze. Cerca di spiegare ai giocatori il perché delle cose, è una cosa intelligente, la preprazione fisica deve essere quasi una richiesta dei giocatori, se sono al top potranno mettere sul campo ancor meglio le loro qualità. Su questo punto abbiamo fatto di tutto per accogliere al meglio non solo Ed e Darcy ma anche il nuovo medico Riccardo Del Vescovo, come si fa in famiglia. L'unica cosa brutta è che abbiamo tolto il preparatore fisico personale di Pallotta (ride, ndr)".

È stato lei a scegliere Norman?
"Sono stato io a dire di voler migliorare squadra e strutture, ho chiesto una balneoterapia, l'avremo a settembre. Come facciamo sempre, e l'abbiamo fatto l'anno scorso, abbiamo dei candidati, li studiamo e poi decidiamo chi arriva in modo collegiale".

L'anno scorso ci sono state molte partite con una cattiva organizzazione in campo, Sacchi disse a dicembre che con la fase difensiva dell'Empoli la Roma sarebbe stata davanti. Pensa di dover fare di più?
"Non ci sono solo i numeri a parlare, ma sono interessanti da guardare. Cambiando tutti e quattro i difenosori abbiamo fatto come l'anno scorso, vuol dire che tutta la squadra difende abbastanza bene, siamo stati poco efficaci davanti nella seconda parte. Sul piano del gioco sapete che ho detto delle cose sulla qualità e non ho cambiato idea, se giochiamo ben abbiamo più chance di vincere, nella seconda parte abbiamo giocato meglio per ragioni differenti, abbiamo fatto più partite in ripartenza. Questo è dovuto anche alla rosa che avevo in quel momento a disposizione, la cosa interessante è il risultato finale, ma ci può stare che in una fase corta bisogna adattarsi con le qualità del gruppo su tutti i punti. Quel che mi auguro è che torneremo ad avere un gioco spettacolare, la gente si vuole divertire, l'obiettivo è di tornare a vedere la Roma dei primi 18 mesi, sapendo che il risultato finale conta".

Pensa di aver sbagliato parlando del gap con la Juventus?
"Come ho detto, siamo in fase di crescita. Vogliamo sempre migliorare le cose, lavoriamo per questo. Ovviamente quest'anno l'obiettivo è qualificarsi per la terza volta consecutiva in Champions, sapendo che saremo outsider. Faremo di tutto per dare fastidio ai favoriti come abbiamo fatto durante i 28 mesi della mia presenza. Le ambizioni sono differenti dagli obiettivi, sono senza limiti. Ho sempre detto che voglio vincere un trofeo con la Roma, non ci siamo riusciti nei primi due anni per ragioni differenti, dobbiamo essere pronti se il favorito molla, ci servirà una stagione perfetta, ma sono ben piazzato per sapere che può succedere questa cosa, se la stagione nostra è perfetta e se gli altri mollano. L'ho vissuto col Lille e mi auguro di viverlo con la Roma. Chi non fa niente non sbaglia mai, bisogna sbagliare il meno possibile quest'anno".

A fine conferenza, a telecamere spente, è stato chiesto al mister giallorosso un commento su Edin Dzeko. Garcia ha così risposto: ""Sto aspettando giocatori, qualcuno arriverà".

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