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Lo scempio del Matusa: esempio dell'inadeguatezza degli stadi italiani [FOTO]

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-09-2015 - Ore 22:15

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Lo scempio del Matusa: esempio dell'inadeguatezza degli stadi italiani [FOTO]

Nel match valido per la terza giornata di serie A, anticipo delle 18 come per Fiorentina-Genoa, la Roma ha battuto il Frosinone di Stellone per 0-2, grazie alle reti di Iago Falque al 44’ e Juan Manuel Iturbe al 93’, entrambe, dunque, allo scadere delle rispettive frazioni di gioco.

Teatro della contesa lo stadio comunale di Frosinone, giustamente definito e conosciuto come “Matusa”. Un impianto sportivo decisamente inadeguato per una partita della massima serie di calcio italiano, nonostante gli sforzi della società frusinate nel metterlo a norma una volta arrivata la promozione in Serie A. La commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ha concesso al Frosinone Calcio, a fine luglio, l'agibilità, una volta verificate le credenziali esposte dal decreto Pisanu, provvedimento ministeriale che ha di fatto apportato delle modifiche al primo decreto emanato dal Ministero dell’Interno il 18 marzo 1996  concernente  le “Norme  di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi”.

Questo è stato, l’8 agosto, il comunicato del Frosinone Calcio: “La Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi Organizzativi, nella riunione del 7 agosto u.s., ha deliberato di accogliere l’istanza presentata dal Frosinone Calcio per l’utilizzo dello Stadio Comunale di Frosinone per la stagione sportiva 2015/2016. Per tale ragione il Frosinone Calcio, a nome dell’amministratore unico Dott. Maurizio Stirpe, della dirigenza, tecnici, calciatori, collaboratori e della città di Frosinone, desidera esprimere i più vivi e sentiti ringraziamenti per la fattiva disponibilità, sensibilità e collaborazione manifestata per la concessione dell’uso dello stadio Adriatico “G. Cornacchia” di Pescara. Nell’auspicio che la solidarietà nel mondo dello sport possa continuare a costituire una strada esemplare anche nella finalità di coesione sociale, il Frosinone Calcio resta a disposizione per ogni futura collaborazione ed estende o propri ringraziamenti anche a tutta la città di Pescara”.

La squadra ciociara il 16 maggio 2015 ha chiuso un accordo col comune per trasferirsi allo Stadio Casaleno, costruito negli anni '70 e rimasto fino ad allora incompiuto, nonostante la squadra ci avesse svolto allenamenti fino a qualche mese fa. Presentato ufficialmente lo scorso 30 aprile, il nuovo stadio avrà come capienza massima 12.453 spettatori: 4.500 in Tribuna Centrale, 3.275 ai Distinti, 2.700 in Curva Nord e 1.978 in Curva Sud.

Questo il progetto del nuovo stadio Casaleno:

Questo lo stato dello stadio in questione neanche tre mesi fa:

In attesa della fine dei lavori, i gialloblu continueranno a disputare le loro partite al comunale di via Marittima che, peraltro, ha avuto diversi interventi di ristrutturazione, con capienza massima, di 10mila unità, inferiore agli standard della lega calcio ma approvata grazie una deroga speciale dalla lega Serie A.

Nonostante l’approvazione della commissione di vigilanza ed i lavori di cui sopra, l’impianto ci è sembrato fatiscente non solo dal punto di vista strutturale, ma anche e soprattutto per quanto concerne il terreno di gioco: oltre ad essere molto piccolo è difatti il più piccolo della Serie A- è troppo morbido e sabbioso, un limite per gran parte delle squadre di Serie A, in particolare quelle tecniche che amano giocare palla a terra, proprio come la Roma. Lo stesso allenatore giallorosso Rudi Garcia, a domanda precisa in conferenza stampa, ha sentenziato: “La Roma soffre i campi sabbiosi e secchi come questi. E' difficile per noi fare possesso palla. Per giocare a calcio servono campi di qualità. La Fifa e la Uefa devono mettere regole migliori. Ci aspettiamo migliorie su questa cosa”.

Ecco alcune foto del manto erboso e del terreno di gioco:

Da dimenticare l’accoglienza per media e stampa: nonostante gli sforzi dell’ufficio stampa ospitante -di fatto vittima più che carnefice nella situazione, come la società che rappresenta- i giornalisti hanno dovuto lavorare in condizioni proibitive per non dire impossibili, ad esempio senza connessione Wi-Fi e senza corrente.

Senza dubbio problemi anche per il prodotto televisivo, che ovviamente soffre di un impianto del genere anche nel riproporre una semplice immagine della partita dalla tribuna centrale: può essere questo, nel 2015, il nostro biglietto da visita per le altre leghe europee?

Sarebbe più che necessaria, a nostro parere, la supervisione della Lega Serie A e la relativa presa in carico della situazione, per garantire quantomeno la possibilità di svolgere la professione e uno standard più alto del prodotto Serie A in genere, perché di certo il Matusa non è l’unico impianto problematico. E’ il momento di cambiare, di fare il passo, di salire lo step e uscir fuori dalla mediocrità.

Perché il calcio è passione, ma anche investimenti, prospettiva e progettualità.

Fonte: dall'inviato al Matusa Gabriele Nobile - Riccardo Caliendo

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