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San Lorenzo de Almagro, tifosi al top

condividi su facebook condividi su twitter Di: Paolo Valenti 01-09-2016 - Ore 12:06

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San Lorenzo de Almagro, tifosi al top

PAOLO VALENTI – Sabato 3 settembre, alle ore 18, la Roma disputerà un’amichevole allo stadio Olimpico con la formazione argentina del San Lorenzo de Almagro. La partita, nata con l’intento di celebrare la famiglia e creare un’occasione di festosa aggregazione per bambini, genitori e parenti, a seguito dei drammatici eventi sismici dei giorni scorsi, ha spinto la società giallorossa a devolvere l’intero incasso per supportare le attività di aiuto alla popolazione colpita dal terremoto.
Ma chi sono questi argentini che, almeno in Italia, hanno cominciato ad avere una certa notorietà a seguito dell’elezione di Papa Francesco sul soglio pontificio? Gli albori della squadra risalgono ai primi del ‘900, quando un gruppo di ragazzi di colore di Buenos Aires che giocavano a pallone per le strade di Almagro si faceva chiamare Los Forzosos de Almagro. Gli inglesi avevano portato il football in Sudamerica e questo sport, nato nelle elite universitarie della vecchia Inghilterra, stava facendo velocemente proseliti soprattutto negli strati meno abbienti della popolazione. Di pari passo, l’Argentina viveva il suo processo di modernizzazione: le strade, luoghi spesso deputati a terreno di gioco di partite infinite, venivano sempre più tracciate dai nuovi mezzi di trasporto, soprattutto i tram. Al fine di trovare uno spazio dedicato per evitare che il gioco diventasse occasione di spiacevoli incidenti, un padre salesiano di origini italiane, Lorenzo Massa, mise a disposizione il terreno dell’oratorio per ospitare le partite dei ragazzi. ”Io vi do il campo, ma voi la domenica servite messa”: questo, più o meno, fu l’accordo dal quale nacque ufficialmente, il 1° aprile 1908, la squadra del San Lorenzo de Almagro. Da allora, seppur contrastato dalle altre grandi potenze bonaerensi, Boca Juniors e River Plate in primis, il San Lorenzo ha costruito una dignitosissima storia calcistica, culminata con la vittoria di diversi trofei, tra i quali val la pena menzionare quindici campionati (l’ultimo nel 2013) e una Coppa Libertadores (nel 2014), l’equivalente sudamericana della Champions League. La sua tifoseria, la Gloriosa Butterel, segue sempre appassionata gli incontri della squadra, specialmente quelli in trasferta.
Come richiamato in precedenza, il San Lorenzo ha almeno tre tifosi d’eccezione: oltre al Santo Padre (tessera numero 88235), sono dichiarati e accesi sostenitori della squadra Viggo Mortensen e nientemeno che Nole Djokovic, il re dell’ATP. L’attore, essendo cresciuto nella capitale argentina, si è fatto spesso ritrarre con i vessilli rossoblu; il serbo, in occasione di una visita a Buenos Aires nella quale Mauricio Macri, ex presidente del Boca, faceva gli onori di casa, ha gentilmente declinato il dono della camiseta gialloblu appositamente decorata col numero dieci e il suo nome, per scambiarla con quella del San Lorenzo.
Al di là delle curiosità e del relativo valore agonistico della partita, vale la pena andare all’Olimpico: il costo dei biglietti è assolutamente di favore (intero tra i cinque e i dieci euro in funzione del settore scelto, gratis gli under 12) e i fini dell’iniziativa rendono la presenza dei tifosi allo stadio più importante che mai.               

 

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