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Luiz Adriano e Salah, intrighi di mercato tra calcio e politica internazionale

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Paolini 27-01-2015 - Ore 15:30

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Luiz Adriano e Salah, intrighi di mercato tra calcio e politica internazionale

Mancano pochi giorni, forse poche ore, e la Roma avrà un nuovo attaccante. L'acquisto simbolo di questo mercato di riparazione giallorosso, passato finora da Sabatini a lavorare sotto traccia. Potrebbe essere Luiz Adriano, che nelle ultime ore è diventato il "nome forte", oppure Mohamed Salah, due ragazzi accomunati dal talento calcistico ma anche da storie particolari, che dimostrano quanto lo sport sia condizionato dalla politica internazionale. 

Il centravanti brasiliano gioca dal 2007 in una delle più importanti squadre ucraine, lo Shakhtar Donetsk. Dopo i festeggiamenti dell'ultimo campionato vinto, è arrivata per la squadra di Lucescu la doccia fredda del conflitto in Crimea. Una delle tante storie surreali della nuova Ucraina, nate dopo l'annessione della regione alla Russia e la proclamazione delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Kharkiv.

 

Luiz e compagni hanno dovuto fare le valigie ad inizio stagione, insieme ad altri 4 club ucraini, emigrati tutti ad ovest. La Shakthtar ora gioca a Lviv (Leopoli), una delle roccaforti del nazionalismo ucraino, dove è in atto una guerra civile.

Una mancanza di serenità espressa anche in campo, con l'uscita prematura delle squadre ucraine dalle coppe 2013-2014, e con la voglia sempre più grande di scappare via, contenuta solo dal potere economico dell'oligarca Akhmetov. Probabilmente è proprio questo sentimento, che spinge l'attaccante brasiliano verso un trasferimento che dovrebbe ridargli la tranquillità per fare bene il suo lavoro, i gol, che peraltro ha sempre fatto nei nove anni passati nell'Europa dell'est. 

Altro nome caldo di gennaio è quello di Mohamed Salah. Egiziano di Basion, musulmano che quando fa gol si inginocchia per pregare Allah. Proprio la religione, unita alla politica, è stata protagonista dell'episodio in cui fu coinvolto il giocatore nel luglio del 2013. Il Basilea giocava i preliminari di Champions contro il Maccabi Tel Aviv, squadra israeliana, e Salah rifiutò di stringere la mano ai giocatori avversari.

Un gesto simbolico, di un ragazzo impegnato nella lotta per la difesa del popolo palestinese, uno dei motivi per i quali Mohamed è molto amato in patria. E il motivo principale dell'indignazione della comunità ebraica italiana, dopo aver appreso la notizia del possibile approdo dell'egiziano in giallorosso, accusato di antisemitismo.

Storie di calcio ma anche di politica, due aspetti della nostra vita che vanno sempre più a braccetto. In un mondo globalizzato in cui le idee, politiche e religiose, hanno la necessità di essere rispettate e non "tollerate", perchè chi tollera sopporta, mentre chi rispetta impara a conoscere e si arricchisce. 

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