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L'ultimo desiderio di Rooie: allo stadio col suo Feyenoord

condividi su facebook condividi su twitter Di: Francesca Ceci 26-07-2013 - Ore 18:00

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L'ultimo desiderio di Rooie: allo stadio col suo Feyenoord

“Forse è una cosa che non puoi capire se non ci sei dentro: come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine e stai 2-1 in una semifinale e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce, stravolte, tirate per la paura, la speranza, la passione. Tutti completamente persi, senza nient’altro per la testa. Poi il fischio dell’arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo. E il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un elemento cruciale per tutto questo rende la cosa speciale….e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe del calcio. E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione. E che male c’è in questo? Anzi, è piuttosto confortante”. ( Febbre a 90°, brillante commedia di David Evans tratta dall´omonimo romanzo di Nick Hornby)


Piccole, grandi magie che solo lo sport riesce a regalare. Storie che, come questa, non hanno un lieto fine, ma restano comunque uniche e speciali. 

Rooie Marck ha 54 anni e una passione più grande di tutte le altre: quella per il suo Feyenoord. 

Una vita al seguito della squadra di Rotterdam, un volto noto della curva, poi lo scorso  anno gli diagnosticano un male incurabile. 

Quando gli dicono che gli restano pochi mesi di vita, esprime un ultimo desiderio: poter vedere un’ultima volta il suo Feyenoord al De Kuip. 

I suoi amici, in collaborazione con la società  organizzano una giornata in suo onore lo scorso 26 giugno durante il primo allenamento della squadra.

Rooie arriva su una barella, circondato dai suoi amici, poi la curva srotola uno striscione che lo raffigura con la sua classica maglia verde, quella con cui il Feyenoord è diventato campione d’Europa e del mondo nel 1970.

Visibilmente commosso e con poche forze, va sotto la curva e per una volta gli applausi se li prende lui. Rooie se ne va 3 giorni dopo con ancora negli occhi quella giornata speciale quando, trascinato da quell'emozione unica, per qualche minuto riesce ad alzarsi dalla barella e batte la malattia. Per quei minuti ha vinto lui. 

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