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Malagò: "Il no fa male. Sbagliato mischiare i soldi spesi per i Giochi con altre spese"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-09-2016 - Ore 17:22

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Malagò:

Il presidente del Coni Giovanni Malagò è intervenuto in conferenza stampa dopo il no del Campidoglio alla candidatura olimpica di Roma 2024. Queste le sue parole:

"Abbiamo chiesto un incontro alla sindaca prima dei Giochi di Rio, nel mese di luglio. Non siamo riusciti ad incontrarci per impegni da parte loro. Abbiamo chiesto un incontro fra l'Olimpiade e le Paralimpiadi. L'amministrazione non ha trovato il tempo di incontrarci. A questo punto abbiamo chiesto un nuovo incontro. Ieri, dopo il sollecito di questo incontro, essendoci anche scadenze formali, quelle del 7 ottobre. Ci è stato detto che ci sarebbe stato un incontro tecnico in Campidoglio propedeutico all'incontro col sindaco. Ci siamo presentati e l'incontro è durato oltre tre ore e mezza, durante le queli sono stati sviscerati molt punti del dossieri della candidatura di Roma. Un incontro molto tecnico, in cui finalmente sono state offerte infinite precisazioni sul dossier. Sono state giornate complicate, in cui ho smontato la mia agenda per questo incontro col sindaco. Quel che è curioso è che, dopo aver fissato un appuntamento con noi, la sindaca aveva fissato un incontro con la stampa alle 15.30. Siamo entrati alle 14.23, ci avete visto in Campidoglio, ci hanno fatto accomodare nel salettino del sindaco, c'era il suo portavoce. Intorno alle 14.50 ho chiesto notizie della sindaca, mi ha stato detto che la sindaca stava arrivando, così alle 15. Ci è stato detto che aveva un impegno istituzionale col Ministro Del Rio. Alle 15.07, in considerazione che la conferenza stampa era fissata alle 15.30, ci siamo detti che se la sindaca ci voleva dare un po' di considerazione avremmo meritato un po' di tempo in più e siamo andati via".

Sul no del Sindaco Raggi a Roma 2024: "Noi non apparteniamo a nessun partito politico, non vogliamo che qualcuno ci tiri la giacca da una parte o dall'altra. Noi abbiamo avuto un mandato dal mondo dello sport. All'unanimità lo sport ha chiesto allo sport di candidarci. Non era mai successo, c'era stato sempre qualcuno in Giunta o in Consiglio Nazionale che aveva detto no o si era astenuto. Il no fa male, dispiace moltissimo, perché sono cambiate le regole del gioco, era possibile fare e farlo bene. Sbagliato mischiare i soldi spesi per i Giochi con altre spese. Il preventivo di spesa era di un decimo rispetto a Sochi 2014. Eravamo candidati perché sono cambiate le regole del gioco. Mi è dispiaciuto che Raggi non lo abbia ricordato. Questo è il punto centrale. Se non ci fosse stata Agenda 2020 nessuna città d'Italia poteva aspirare a candidarsi. Amburgo e Boston non sono mai state candidate, bisogna stare attenti a parlare di candidature sbagliando i nomi. Qualcuno non si informa, non legge, si parla di eredità del passato. Io mi sono informato, non parlo come altri per slogan. Ho chiamato Silvia Scozzese, commissario al debito di Roma e le chiesto conto sui debiti che Roma starebbe pagando sui Giochi del 1960, mi ha mandato una mail in cui si scopre che questa è una falsità assoluta. Si parlava di debiti commerciali, di espropri di case per costruire il Villaggio Olimpico. Qui si tratta di populismo. Se il problema sono le eventuali ruberie, mangiatoie... Noi diciamo al Comune 'Governatele voi, gestitetele voi'. Poi... Consiglio alla sindaca e al vicesindaco di non presentare quella mozione per il ritiro della candidatura in Consiglio comunale. Una mozione presa da Wikipedia, tale e quale, che parla di città che non si sono mai candidate all'Olimpiade del 2024. È imbarazzante, non parlate di cose che non conoscete".

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