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Marotta: "Serve un aumento di capitale non inferiore a 80 mln di euro"

condividi su facebook condividi su twitter Di: Marcel Vulpis 09-03-2013 - Ore 09:47

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Marotta:

Aumento di capitale. calciomercato, stadio, futuro del club agganciato a filo doppio ai dati economico-finanziari.
Sono questi i temi trattati nell'intervista a Luca Marotta, tra i principali esperti italiani in bilanci di società di calcio.

Ne emerge un interessante "stato dell'arte" a poche giornate dal termine della stagione ufficiale 2012/13, con l'obiettivo della Champions (ad appena cinque punti di distanza) e la ragionevole speranza di centrare l'ingresso in Europa League, anticamera del "salotto buono" del football europeo. Un'analisi fatta di luci e ombre, come spesso avviene quando si tratta di analizzare i bilanci delle squadre tricolori, ma con un'unica certezza: per entrare nel gotha dei top club, ma soprattutto per rimanervi, serviranno, nel tempo, nuove e costanti iniezioni di denaro.

D) Come può riuscire l'AS Roma a rimettere a posto i propri conti? Da dove deve partire soprattutto?

R) Mi sembra che il punto di partenza passi necessariamente attraverso una robusta ricapitalizzazione. Infatti, il patrimonio netto risultante dall’ultima relazione semestrale è negativo e il Regolamento UEFA sul Financial Fair Play, precisamente all’articolo 52, comma 2, lettera b) richiede che non vi sia appunto un patrimonio netto negativo.
Nell’ultima semestrale è esposto un patrimonio netto negativo per 78,5 milioni di euro e tale importo è già comprensivo della voce “riserva azionisti/aumento di capitale” per 50 milioni di euro. Infatti, nelle more delle deliberazioni inerenti l’operazione di aumento del capitale sociale, deliberato il 30 gennaio 2012, Neep Roma Holding S.p.A., ha effettuato tale versamento, che riguarda l’intero importo della prima tranche prevista dal deliberato assembleare.
L’assemblea degli azionisti del 30 gennaio 2012 aveva deliberato un aumento di capitale sociale scindibile in tre frazioni a pagamento per un ammontare massimo di 80 milioni, con termine ultimo il 30 giugno 2015. Tale importo però potrebbe manifestarsi insufficiente.
Infatti, lo scorso 28 gennaio 2013 è stato effettuato un versamento in conto futuro aumento di capitale, per l’importo di 6,15 milioni e il 15 febbraio 2013 un altro per l’importo di 9 milioni di euro, a valere sulla seconda e la terza tranche, dell’aumento di capitale deliberato dall’assemblea degli azionisti del 30 gennaio 2012. Nella sostanza ai fini dell’aumento di capitale deliberato il 30 gennaio 2012, attualmente, dovrebbero risultare già riserve azionisti in conto aumento di capitale per 65,15 milioni di euro (81% degli 80 milioni dell’aumento deliberato).
Altro elemento importante è “che il risultato economico consolidato di fine esercizio sarà ancora caratterizzato da una perdita significativa, seppure inferiore rispetto all’esercizio precedente”. E’ bene ricordare che la perdita 2011/12 si aggirava intorno ai 58 milioni di euro, e la prima semestrale 2012/13 si è chiusa con una perdita di 26 milioni di euro. Se la perdita finale superasse i 42 milioni, il patrimonio netto finale negativo peggiorerebbe ulteriormente.
In sinteso, oltre a portare a buon fine l’aumento di capitale deliberato il 30 gennaio 2012, servirà un altro aumento di capitale di 80 milioni come minimo, per riequilibrare la situazione. Ovviamente importi maggiori sarebbero dedicati a eventuali investimenti.

D) Sulla base dei dati emersi dalla semestrale, il club giallorosso potrà nuovamente investire importi a cifra doppia sul mercato estivo?

R) Mi sembra molto difficile, se non attraverso il passaggio di una robusta ricapitalizzazione. Infatti, nella relazione semestrale, gli ammnistratori, facendo riferimento alla gestione ordinaria e al problema della continuità aziendale, hanno scritto: “il fabbisogno finanziario della gestione corrente, previsto per la seconda parte dell’esercizio, sarà coperto attraverso ulteriori interventi degli azionisti, per come deliberato dall’assemblea del 30 gennaio 2012”. In altri termini, il supporto finanziario della proprietà avverrà nei limiti di quanto deliberato il 30 gennaio 2012, ossia 80 milioni di euro, di cui sono stati già versati 66,15 milioni.

D) Sono ormai due stagioni che la Roma non fa un mercato importante durante la "finestra" di gennaio di calciomercato. E' un caso o c'è una difficoltà a gestire i flussi di cassa?

In genere tutti gli operatori di calciomercato ritengono difficile fare l’affare durante il mercato di riparazione di gennaio. Si aggiunga che ogni investimento necessita della sua copertura finanziaria. Si pensi che l’acquisto di Mario Balotelli, da pagare in cinque anni, è stato preceduto dalla vendita di Pato da incassare in tre anni. Nel caso della Roma nella relazione semestrale è scritto che i versamenti in conto capitale effettuati da Neep Roma Holding S.p.A. di 6,15 milioni di euro, in data 28 gennaio 2013 e 9 milioni di euro, in data 15 febbraio 2013, sono serviti per “far fronte ai fabbisogni derivanti dal pagamento di emolumenti dovuti al personale tesserato e dipendente”. Quindi nel gennaio scorso si è pensato a pagare gli stipendi.

D) Il progetto dello stadio produrrà concreti benefici?


R) Il beneficio maggiore che genera uno stadio è costituito dai ricavi da botteghino. E’ ovvio che se si costruisce un impinato con una capacità doppia e con una domanda di posti in grado di coprirne l’offerta è molto probabile che i ricavi aumentino immediatamente.
La Juventus la scorsa stagione ha triplicato i ricavi da gare passando 11,5 milioni del 2010/11 a 31,8 milioni del 2011/12. A mio avviso, tra i fattori determinanti l’incremento si possono annoverare innanzitutto il raddoppio della capacità, in secondo luogo i buoni risultati sportivi della squadra e in terzo luogo tutti i servizi complementari offerti. Anche l’Arsenal F.c. quando giocava ad “Highbury”, nel periodo 2001/02-2005/06, ha registrato un media annua di incassi da gare pari a 33,5 milioni di sterline, mentre nei cinque anni successivi all’ “Emirates Stadium” ha superato i 94,4 milioni di sterline.

D) Come considera il valore del monte-ingaggi dei calciatori, messo a confronto con altri club? Troppo elevato rispetto ai risultati sportivi raggiunti nell'ultimo biennio?


R) Se nella semestrale ci fossero stati ricavi da Champions League, gli ingaggi sarebbero stati congrui. Il costo del personale rientra nel limite del 70% dei ricavi, richiesto dal Financial Fair Play, grazie alle plusvalenze (12,9 milioni di euro, di cui 9,1 milioni per la plusvalenza di Borini) e ai proventi da compartecipazione. Tuttavia, nei bilanci delle società di calcio, tali voci non sono costanti e facilmente ripetibili.
Tornando alla domanda, la risposta sta soprattutto nella gestione sportiva. Nel 2011/12 ha pesato un campionato che non ha permesso l’accesso alle competizioni europee, ed è stata sottovaluta la l'eliminazione dalla UEFA Europa League. Anche Andrea Agnelli (presidente della Juventus F.c., nda), appena insediato si lamentò del rapporto tra ingaggi e risultati sportivi, poi ha messo mano alla gestione sportiva, cambiando il tecnico.

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