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Milan, intesa tra Berlusconi e Mr. Bee. Il Cav: "A me il 51% e la presidenza"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-05-2015 - Ore 18:45

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Milan, intesa tra Berlusconi e Mr. Bee. Il Cav:

L’incontro di Milano tra Silvio Berlusconi e Mr. Bee c’è stato ed «è stato positivo». Così una nota ufficiale diffusa da Fininvest nel pomeriggio. «Sono state discusse tematiche centrali per il futuro del club come, ad esempio, la valorizzazione e la commercializzazione del brand nei paesi asiatici, dove si può dare un forte e decisivo impulso per sviluppare i ricavi e reperire così quelle risorse finanziarie indispensabili per allestire un progetto tecnico e sportivo che riporti il club ai vertici del calcio italiano, europeo e mondiale», si legge.

Ma il passaggio decisivo della nota ufficiale recita che «la collaborazione proposta, ancora da definire in molti punti, prevede l'acquisizione da parte di una cordata finanziaria di una quota di minoranza e che il controllo del club rimanga saldamente nelle mani del presidente Silvio Berlusconi e della Fininvest».

Berlusconi, quindi, come di consueto, sorprende e spariglia. Ha deciso di accettare l'offerta di Mister Bee Taechaubol. Ma la novità dell'ultima ora è il fatto che l'attuale presidente rossonero manterrà temporaneamente il 51% della società in vista della quotazione in Borsa, all'esito della quale sarà definito l'assetto azionario del Milan. E quando il peso delle quote detenute muterà in funzione della quantità di azioni che sarà venduta sul listino.

Una soluzione che potrebbe accontentare tutti se la quotazione sarà gestita bene. Berslusconi, che potrebbe incassare ancora di più dalla collocazione in Borsa. E mister Bee, che potrebbe assicurare successivamente alla sua cordata la maggioranza relativa del Milan spendendo meno soldi. Ora andranno limati gli ultimi dettagli, gli uffici legali dovranno rivedere i contratti e ricalcolare le cifre dell'accordo. Tutto cambia perché nulla cambi, insomma.

«Ci siamo dati appuntamento tra qualche tempo per poter definire ogni aspetto per quanto riguarda il futuro del Milan», ha dichiarato il patron rossonero all’uscita dal Park Hyatt Hotel.

La tela tessuta da Mr. Bee 
Taechaubol, a capo del gruppo finanziario Thai prime, è stato capace di creare una “squadra” dalle formidabili capacità economiche che crede nel Milan e nel business plan predisposto da Mister Bee e dai suoi consulenti (in primis lo studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners) che include, tra le altre cose, una doppia quotazione del club, prima ad Hong Kong e poi a Milano, per raccogliere ulteriori capitali.

Il primo pilastro della sua alleanza Mister Bee lo ha trovato non a Dubai, dove pure risiede lo sponsor principale del club rossonero Fly Emirates (che dovrebbe tornare in gioco invece sul versante stadio, dopo il primo via libera preliminare della Fondazione Fiera alla costruzione del nuovo impianto al Portello), ma ad Abu Dhabi. Si tratta della Ads Securities, una società di brockeraggio finanziario in forte espansione che ha sia clienti istituzionali come banche, hedge fund, gestori patrimoniali e istituzioni finanziarie divisi tra Europa, Medio Oriente e Asia, sia clienti privati. Fondatore e Chairmain di Ads è Mahmood Ebraheem Al Mahmood, che in passato ha guidato il team dedicato agli investimenti alternativi dell'Abu Dhabi Investment Authority dello sceicco Al Mansour, proprietario dal 2008 del Manchester City.

Il secondo pilastro del gruppo di potenziali acquirenti del club milanista è China Citic Bank, banca commerciale a vocazione internazionale controllata dalla China International Trust and Investment Corporation (Citic), con un patrimonio di oltre 475 miliardi di dollari. Entrambe le istituzioni fanno capo al Governo cinese. E qui la cosa si fa interessante, perché sarebbero stati esponenti di primo piano del Partito comunista cinese a spendersi per far decollare il progetto. Politici molto vicini al presidente cinese, nonché segretario generale del partito comunista, Xi Jinping, che il 16 marzo scorso aveva annunciato l'avvio di riforme per una rinascita del calcio definendole «come qualcosa di imprescindibile per fare della Cina una nazione di vertice nel panorama sportivo».

Xi Jinping e la Cina ambiscono ad ospitare l'edizione dei Campionati Mondiali 2026 e possedere un asset come il Milan, uno dei brand calcistici più popolari e vincenti della storia del calcio, magari assorbirne il know how per rendere più competitivo il torneo interno e la Nazionale, sembrano degli ottimi motivi per supportare questo investimento “industriale”.

Quella di Ads Securities è invece un'operazione finanziaria. La società di Abu Dhabi ha messo a disposizione una parte dei capitali necessari, e verrà ripagata con le somme che deriveranno dalla quotazione in Borsa. Quotazione che potrebbe permettere allo stesso Silvio Berlusconi di collocare proficuamente ulteriori quote del suo pacchetto di minoranza.

Fonte: ilsole24ore.com - Marco Bellinazzo

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